Prima di mettermi sotto con una lezione di linguistica generale, la penultima!, ho dato una sbirciatina ai due libri appena arrivati... diciamo che, non leggendo più come prima e comprando libri forse anche più di prima proprio per sopperire alla mancanza di lettura (sono entrata in un circolo vizioso!), alla fine mi sa tanto che mi sto garantendo letture per i prossimi venti anni!
A parte ciò, quando si apre un libro e da quella pagina particolare si viene accolti bene, si viene incuriositi, poi non è per nulla facile richiudere il tutto... mi sembra di fare un torto al libro stesso, richiudendolo come se nulla fosse e come se nulla mi avesse colpito, allora riporto almeno quello che ha catturato la mia attenzione e che, magari, incuriosirà anche altri.
Cento poesie d'amore a Ladyhawk di Mari Michele è da parecchio che avevo idea di comprarlo, ma - idea mia del tutto personale e contestabile - per ogni cosa c'è il suo tempo, e si vede che questo è quello di questa raccolta di poesie, sempre che riesca a leggerle proprio in questo momento.
Aprendo a caso mi sono imbattuta in questa poesia:
non ci cerchiamo più.
Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi per la vita intera.
Aprendo a caso le pagine dell'altro acquisto di questi giorni - Amore zen di Anna Fata - m'imbatto invece in Schopenhauer e le sue famose parole sui porcospini che già conoscevo:
Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo ad avvicinarsi, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.
La poesia di Mari mi ha colpito molto, è malinconica, cruda e reale allo stesso tempo... la stessa realtà riesco poi a trovarla anche in Schopenhauer e tra le due diverse impostazioni c'è una certa analogia.
Ma, scavando scavando, la stessa analogia è ritrovabile anche in una striscia di Schulz:
Ed ecco che così si hanno le idee chiare e tutto torna!


L'enigma del porcospino è sempre affascinante ed è una metafora molto valida...
RispondiEliminaTi auguro un sereno fine settimana e buono studio!
Ogni tanto fa bene riscoprire alcune cose, la metafora del porcospino è una di queste...
RispondiEliminaBuona domenica, grazie!
un'altra conferma che Schulz era un filosofo e i Peanuts dovrebbero essere presi come libri di testo alle superiori...ma questo mi sembra di averlo già scritto...!
RispondiEliminaBuon proseguimento!
Direi che quella di Mari mi piace di più, credo che per te significhi molto e capisco perchè ti abbia colpito....
RispondiEliminaPenultima lezione? Dai dai! Fantastico...Io soccombo sotto logiche boleane e codici binari....
Buona giornata :)
Eh sì Saturnello, lo ripeti spesso di Schulz e le sue strisce come libri di testo alle superiori, e anche oltre aggiungerei... quindi concordo!
RispondiEliminaIn effetti Elisa la poesia di Mari mi è piaciuta molto, forse si ritrova sempre qualcosa di sé e della propria vita in versi che ci colpiscono.
Di linguistica sì, penultima lezione, ora inizia però lo studio vero e proprio, sempre che nel frattempo non soccomba sotto i tanti autori di letteratura italiana.
Ma tu te lo chiedi mai come cavolo facciamo?
Io sì... anche tornando indietro a ritroso mi chiedo come ho fatto con gli esami già dati, come facciamo? Ho anche la sensazione che se mi fermassi non riuscirei più a fare questa vita!
Mah, buona continuazione di logiche boleane e codici binari... a stabilire chi delle due è messa peggio è una bella lotta!! ^_^
In bocca al lupo, visto che tu sei prossima a liberartene...
Eh si Sonia cara...
RispondiEliminaIo sono in partenza, domani mattina prenderò il volo e via per quest'altra avventura, sperando che finisca bene.
Per quanto riguarda gli esami non so proprio come facciamo...
Me lo chiedo spesso anche io.
Però è bello farlo per cultura propria personale, a prescindere dal lavoro che già si ha.
Prima, senza neppure un lavoro, siamo state delle pazze davvero: tanti sacrifici, tanto tempo libero perso e poi il futuro che ti aspetta è quello di oggi...
Vabbè, intanto speriamo di riuscire sempre a trovare le forze e le capacità di portare avanti le nostre passioni!
Crepi il lupo....
;)
Immaginavo fossi in partenza, dai che sei alla grande in discesa!
RispondiEliminaTi dico la verità, se lo faccio e ci sto riucendo è proprio per un discorso di cultura propria personale... se avessi continuato con economia, il percorso lasciato già anni fa a metà, credo non sarei arrivata nemmeno al primo esame!
Da un po' non mi sentivo chiamare pazza!! ^_^
Sì, spero anch'io di avere la forza di portare a termine questa folle impresa!!
In bocca al lupo...