Non è certo una novità per me... interrogarmi e pensare a concetti così comuni, dati per scontati e in un certo senso sempre più frequentemente banalizzati.
Non riesco ancora a venirne a capo.A volte penso solo ed esclusivamente a una condizione interiore, a un modo d'essere, al cerchio immaginario che abbiamo intorno, più o meno stretto.
Altre volte non riesco proprio a definirla.Eppure è stata, è e sarà sulla bocca di tutti, questo credo sempre.
Mi trovo perfettamente d'accordo con Bukowski:
«L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.»
Mi è capitato, e confermo. Anche se ho avvertito sempre una punta sottile, ma fermamente radicata nella persona, di egoismo. A volte di quell'egoismo che si definisce sano, altre volte no.
Ho rivendicato spesso anche il mio diritto di sbagliare, e questa credo sia una prima forma di libertà che fin da piccoli è vitale avere, nei giusti limiti ovviamente.
Credo alla creatività che nasce dalla libertà, così come alla libertà che nasce al contrario dalla creatività.
Compresa quella libertà di sperimentare nuove forme per esprimere la creatività, e non solo.
Ma la libertà significa anche responsabilità, e qui il tutto si complica e la sfilza di pensieri che partono a ruota mi mandano sempre un po' in confusione. Però è così, e anche questo è dimostrato. La libertà non è facilmente gestibile e tale gestione, nel bene e nel male, richiede sì responsabilità. Non solo nei cofronti di se stessi.
Essere ciò che si è davvero.
Ma anche qui poi non si finisce per perdere la libertà di essere anche qualcosa di diverso? Friedrich Von Hayek sosteneva ad esempio, e anche con questa sua affermazione concordo, che «la libertà è essenziale per far posto all'imprevedibile e all'impredicibile; ne abbiamo bisogno perché, come abbiamo imparato, da essa nascono le occasioni per raggiungere molti dei nostri obiettivi.»
In tal senso il mio è un cammino ancora lungo e non so ancora bene cosa sia per me la libertà, né come raggiungerla e fare in modo di non perdermela per strada. So che non vorrei diventarne schiava, perché forse rischierei di perdere tante altre cose. Sento anche che la mia in tal senso sarà sempre una specie di ricerca infinita, del resto astrologicamente parlando un aspetto teso tra Urano e Saturno non rende agevole questo tipo di ricerca né di ottenimento.
Siccome sento che sto girando intorno e sto per incastrarmi da qualche parte, meglio chiudere con Bach, il suo famoso gabbiano Jonathan Livingston e la sua idea di libertà:
«ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano, un'infinita idea di libertà, senza limiti» perché c'è anche chi sostiene che la libertà sia solo utopia... quindi solo una semplice idea.
In effetti il contrasto fra Urano (indipendenza, libertà) e Saturno (responsabilità, dovere) può essere una bella gatta da pelare...
RispondiEliminaUn bacione!
Infatti è proprio così, per questo ho scritto che il cammino è comunque lungo.
RispondiEliminaBuona domenica, un bacione...