Queste due opere indubbiamente hanno un significato profondo, io però le vedo anche come una perfetta descrizione di un amore che si sta perdendo, dell'amore verso se stessi che viene meno, di conseguenza manca sempre più anche nei confronti del prossimo, non lo si riconosce più, non ci si fa più riconoscere, si fa fatica ad abbracciarlo, si fa fatica a riconoscerlo di nuovo questo amore...
Per me questo è l'amore approssimativo descritto da Magritte, nella sua opera Les amants del 1928:
E quest'altro è quello descritto da Giorgio De Chirico nella sua opera Ettore e Andromeca del 1917:
E, mi scoccia tremendamente dargli ragione, ma forse ha proprio detto bene Denis De Rougemont nel suo testo L'amore e l'occidente - Eros, morte e abbandono nella letteratura europea, quando ha scritto:
«... l'amore come tuttora viene vissuto nel nostro tipo di cultura, è un amore malato, è il disegno di un vuoto, anziché di un pieno; l'inseguimento di una Assenza (o di una Assente) anziché di una presenza. Perciò fatalmente si lega e si porta sulla donna che non si ha o su l'amore impossibile ...»
Perché questa riflessione? Perché finora ho sempre attribuito all'espressione "morire per amore" un significato simbolico, metaforico... però questo concetto sta cambiando, si sta trasformando in qualcosa di brutto, di troppo forte.


Quadri significativi e riflessioni interessanti, Nia.
RispondiEliminaÈ forse la nostra stessa cultura (la “cultura corrente”) a essere un po’ malata; a non farci accontentare; a portarci troppo spesso a desiderare e rincorrere – in una corsa senza fine - quel che non abbiamo, magari senza neppure sapere cosa (chi) stiamo davvero cercando. E, in questo modo, non vediamo più il valore di ogni istante.
Certo, l’amore non dovrebbe essere il disegno di un vuoto, ma all’idea di vuoto potrebbe essere associato, questo sì. Come una coppa vuota da riempire, insieme, ogni giorno (con parole, gesti, esperienze e progetti) e che non risulti mai colma. In virtù di un vuoto che non è limite ma condizione essenziale per crescere e rinnovarsi.
Ciao! Anche le tue sono parole che fanno riflettere molto, in effetti l'amore s'inserisce per forza in un contesto malato di suo, da qui l'origine del vuoto più che della presenza.
RispondiEliminaBuona giornata!