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lunedì 20 settembre 2010

Francesca Woodman a Milano

Eh sì, proprio così... i suoi scatti sono in mostra a Milano al Palazzo della Ragione.
Fin dalla mia scoperta di questa giovane fotografa ne sono stata attratta e ritrovarmela in mostra a Milano, seppur distante da casa mia, è stata una bella sorpresa come l'occasione di passare in ottimo modo la prossima domenica.
Le sue sono senza dubbio immagini molto forti, parecchie che la vedono come protagonista e per questo divenuta celebre come autoritrattista. Trovo che la sua fotografia sia di elevato spessore e comunicativa di una forma profonda di sensibilità, nonché creatività e di certo anche disagio, visto che è morta suicida nel 1981 ad appena 23 anni.

Francesca Woodman a Milano

Senza Titolo, Providence, Rhode Island, 1975-1978, stampa alla gelatina d'argento 

mercoledì 8 settembre 2010

La verità, vi prego, sull'amore

Questa è un'altra poesia che mi piace rileggere spesso... è musicale, è coinvolgente, sembra quasi richieda l'aiuto del lettore per svelare questo antico mistero:

Dicono alcuni che amore è un bambino,

e alcuni che è un uccello,

alcuni che manda avanti il mondo,

e alcuni che è un'assurdità,

e quando ho domandato al mio vicino,

che aveva tutta l'aria di sapere,

sua moglie si è seccata e ha detto che

non era il caso, no.



Assomiglia a una coppia di pigiami,

o al salame dove non c'è da bere?

Per l'odore può ricordare i lama,

o avrà un profumo consolante?

E' pungente a toccarlo, come un pruno,

o lieve come morbido piumino?

E' tagliente o ben liscio lungo gli orli?

La verità, vi prego, sull'amore.



I manuali di storia ce ne parlano

in qualche noticina misteriosa,

ma è un argomento assai comune

a bordo delle navi da crociera;

ho trovato che vi si accenna nelle

cronache dei suicidi,

e l'ho visto persino scribacchiato

sul retro degli orari ferroviari.



Ha il latrato di un alsaziano a dieta

o il bum-bum di una banda militare?

Si può farne una buona imitazione

su una sega o uno Steinway da concerto?

Quando canta alle feste, è un finimondo?

Apprezzerà soltanto roba classica?

Smetterà se si vuole un po' di pace?

La verità, vi prego, sull'amore.



Sono andato a guardare nel bersò;

lì non c'era mai stato;

ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,

e poi l'aria balsamica di Brighton.

Non so che cosa mi cantasse il merlo,

o che cosa dicesse il tulipano,

ma non era nascosto nel pollaio,

e non era nemmeno sotto il letto.



Sa fare delle smorfie straordinarie?

Sull'altalena soffre di vertigini?

Passerà tutto il suo tempo alle corse,

o strimpellando corde sbrindellate?

Avrà idee personali sul denaro?

E' un buon patriota o mica tanto?

Ne racconta di allegre, anche se spinte?

La verità, vi prego, sull'amore.



Quando viene, verrà senza avvisare,

proprio mentre mi sto frugando il naso?

Busserà la mattina alla mia porta,

o là sul bus mi pesterà un piede?

Accadrà come quando cambia il tempo?

Sarà cortese o spiccio il suo saluto?

Darà una svolta a tutta la mia vita?

La verità, vi prego, sull'amore.
 
 
Wystan Hugh Auden ha scritto anche la, forse, più famosa e conosciuta Funeral Blues (Blues in memoria), la prima versione musicata da Benjamin Britten per uno dei suoi tre lavori teatrali, un potentissimo intreccio di vita e di morte:
 
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,

fate tacere il cane con un osso succulento,

chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato

portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.



Incrocino aeroplani lamentosi lassù

e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,

allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,

i vigili si mettano guanti di tela nera.



Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,

la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,

il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;

pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.


 
Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;

imballate la luna, smontate pure il sole;

svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;

perché ormai più nulla può giovare.

E ogni volta che arrivo nel testo a leggere:
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto
mi corre veloce un brividino lungo la schiena.

E dire che, nei miei vecchi testi di letteratura delle superiori, ho scorto solo un piccolo e minuscolo trafiletto riguardante questo poeta-drammaturgo britannico, anticonformista e antiborghese dichiarato.
E ora vado a leggermi le altre poesie raccolte nell'edizione Adelphi, a cui non ho saputo resistere!