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mercoledì 25 novembre 2009

Urano è la prova del nove!

Lo credo sul serio... secondo me, analizzando i transiti di Urano attraverso le case, anche chi butta gli occhi indietro solo a sentire la parola astrologia potrebbe - con il proprio tema natale alla mano e con tanto di transiti inseriti nel grafico per individuare la posizione di Urano di transito in un determinato momento (tenete presente che il passaggio di Urano attraverso una casa dura all'incirca 7 anni, più o meno... secondo l’ampiezza della casa) - iniziare a farsi un'idea seria e non da rivista di che cos'è questa disciplina.
Utilizzando il famoso libro di Robert Hand, I Transiti, provo a fare questo viaggio con Urano nelle case del tema natale.
Innanzitutto chi è Urano, o cos'è?
Per la mia personale esperienza, posso dire che Urano è cambiamento, opportunità, spinta liberatoria senza che se ne possa molto discutere e in una determinata casa promuoverà o, meglio, evidenzierà quei cambiamenti che si rendono, a un certo punto, necessari e con i quali c'è poco da trattare o barattare.
Partendo dalla prima casa, provando a fare una breve carrellata, qui Urano di transito - secondo quanto sostiene anche Hand - si concentrerà sui rapporti con il mondo esterno che subiranno una revisione radicale. Anche gli altri ci vedranno in modo diverso, e questo specchiarci in noi stessi e negli altri in modo nuovo potrebbe risultare un'esperienza forte per chi ha paura dei cambiamenti. Hand scrive che il significato predominante di Urano in prima casa è la sete di libertà, che all'esterno può apparire solo come un periodo di ribellione senza senso.
Urano in seconda casa sposta invece l'attenzione sulla nostra situazione economica e materiale. A livello psicologico invece, significa cambiamenti nella nostra scala di valori.
In terza casa l'attenzione si sposterà sul nostro ambiente circostante e quella che consideriamo la normalità quotidiana, compresi i rapporti con amici, parenti, conoscenti, vicini di casa ecc...
Anche alcuni nostri schemi mentali potrebbero cambiare oppure le nostre modalità di comunicazione. Sempre secondo Hand Urano qui spazza via i vecchi schemi di pensiero.
In quarta casa (il mio attuale passaggio) Urano annuncia cambiamenti negli aspetti familiari e più personali, pone l'attenzione sulla casa e i rapporti con i genitori e gli altri familiari più stretti.
Udite udite... un effetto comune del transito è un improvviso cambiamento di ambiente o di residenza!
In quinta casa m'ispira molto di più... i cambiamenti, le opportunità e tutto quello che il pianeta simboleggia riguarderanno la sfera affettiva, i divertimenti, gli svaghi, il sesso e anche la creatività, ambito in cui - sembrerà a primo impatto strano - rientrano anche i figli.
È prospettato comunque come un periodo realmente eccitante.
In sesta casa l'attenzione è spostata sul lavoro, settore in cui sotto l'influsso del transito è possibile sentirsi troppo condizionati e poco liberi. Anche il corpo e la salute sono altri aspetti che con il transito potrebbero richiedere cure e attenzioni, poiché la sesta casa regge l'efficienza corporea e mentale assieme.
In settima casa, invece, potrebbero essere le relazioni considerate più stabili a venir messe alla prova da questa energia innovativa, ma è considerato difficile soprattutto per chi ha delle relazioni affettive che non vanno molto bene. Qui si legge Hand lapidario affermare che: solo i legami che sono solidi superano indenni le tempeste.
Urano di passaggio in ottava casa faccio io stessa fatica a comprenderlo, si legge sempre di schemi di vita vecchi ed obsoleti che saranno spazzati via per far posto a dei nuovi.
Anche questa casa, come la seconda, è collegata al denaro... in questo caso a quello altrui o che ci arriva attraverso fonti non nostre, ad esempio entrate del partner ma anche Hand pare andarci cauto abbozzando varie letture, tutte condivisibili essendo l'ottava casa un settore dai più ampi significati.
In nona casa mi piace come esordisce Hand: Urano è nemico delle vedute rigide del mondo, e questo dice molto circa i cambiamenti che riguarderanno sempre il modo di vedere la realtà, magari anche attraverso nuovi avvenimenti. Qui, per farla breve, bisogna essere disposti a cambiare idee, ad allargare le nostre vedute, una mentalità elastica è quanto di più costruttivo potrà esserci per vivere al meglio questo passaggio.
In decima casa Hand elenca diverse possibilità: un cambiamento nella vita professionale con nuove occasioni di lavoro, un cambio circa il nostro ruolo nella società, anche un contrasto con persone che rappresentano l'autorità... essendo questa la casa dove Saturno è il signore.
Urano in undicesima casa può stimolare molto le nostre aspettative, le nostre speranze. Questa casa è conosciuta anche come la casa dell'amicizia, dei progetti, delle attività collettive.
Urano in dodicesima casa non è semplice da individuare e descrivere, essendo questa casa molto inconscia e non facile da comprendere, almeno non ancora per me.
Hand parla di chiarimenti che si rendono necessari, di scheletri nell'armadio da affrontare, è in definitiva un confronto con il nostro Io segreto e inconscio che è il momento di risolvere.
Questa è una visione superficiale e appena abbozzata di che cos'è o potrebbe essere Urano di transito... non ci sono mai effetti solo negativi o solo positivi e quello che per qualcuno potrebbe essere avvertito come sconvolgente solo a sentirne parlare, per altri potrebbe essere la svolta della vita, un cambio positivo di direzione... per questo non è semplice racchiudere in schemi i possibili effetti di un transito, anche perché bisogna sempre tenere presente il punto di partenza del pianeta, gli aspetti che forma con gli altri elementi del tema natale e come la persona lo vive.
Spero che qualcuno proverà, anche solo per gioco, a cercare dove si trova Urano di transito nel tema natale per provare a testarne di persona le corrispondenze tra il settore della vita coinvolto e la realtà... aspetto anche integrazioni e pareri dagli esperti!

domenica 15 novembre 2009

La signora delle camelie di Alexandre Dumas (figlio).

Per chi guarda di sottecchi un classico…
La signora delle camelie di Dumas figlio (1824-1895) non tratta di argomenti così tanto lontani da noi, pur narrando di una storia svoltasi a Parigi intorno al 1844, quando lo stesso Dumas incontra colei che gli ispirerà questo libro, Marie Duplessis pseudonimo di Alphonsine Rose Plessis divenuta poi la contessa di Perrégaux, la sua amante.
L’inizio non è nulla di scoppiettante ma il ritmo narrativo andrà via via crescendo. Non si sospetta né s’intravede tra le parole iniziali il coinvolgimento dello stesso autore, coinvolgimento che poi invece trasborderà direttamente dalle pagine del libro procedendo con la lettura e causando un misto di sensazioni tra rabbia, strazio, patimento, fino a giungere a un finale emotivamente forte (ho pianto, uff...).
Resto anche delusa per l’iniziale scoperta del significato del nome dato a Marguerite Gautier, appunto la signora delle camelie. Mi sarebbe piaciuto leggere la rivelazione in seguito, ma Dumas pare non fare troppi sofistichismi letterari, visto l’incipit stesso, semplice ma di sicuro effetto e presa sul lettore:
Secondo me, non si possono creare personaggi se non dopo aver studiato a lungo gli uomini, così come non si può parlare una lingua straniera se non la si è imparata molto bene.
Non ho ancora l'età in cui s'inventa, quindi mi accontenterò di raccontare.
Esorto il lettore a credere alla veridicità di questa storia, di cui tutti i personaggi, ad eccezione della protagonista, sono ancora in vita.

Ci si trova di fronte a un altro personaggio femminile straordinario... vivo, reale, accattivante e coinvolgente nel suo essere quasi incompatibile, a tratti debole, indifeso e a tratti forte, carismatico ed estremamente reale.
La contraddittorietà del personaggio la si può anche leggere nelle diverse reazioni che il libro suscitò a suo tempo:
sdegno dei benpensanti per il tema trattato, poiché denunciava anche un modo di pensare puntando il dito contro l'ipocrisia del ceto borghese e commozione presso migliaia e migliaia di lettori in tutto il mondo.
Anche questo libro racconta di una storia d'amore (ultimamente ahimè ci ricado spesso!) meravigliosa, triste che si mostra fin dall'inizio con un cappio intorno al collo, ma bella perché vera per un libro che non ha certo età così come purtroppo i tanti e tanti pregiudizi.
I dialoghi poi sono eccelsi e l’analisi psicologica dei personaggi incredibile per uno scrittore apparentemente così lontano da noi, in grado di delineare perfettamente il contrasto esistente tra un amore vero e le piccole regole borghesi di quel tempo. Solo di quel tempo?
Decreto il personale successo di un libro quando i personaggi, ottocenteschi e in costume, mi seguono nel mio quotidiano, mentre mi trovo a fare la spesa al supermercato e sono indecisa se prendere lo yogurt ai mirtilli o quello alle ciliegie e mi vedo accanto Marguerite Gautier… mi domando cosa mi attende nelle pagine successive, cosa sta pensando e quale sarà la sua prossima mossa o lo svolgimento successivo dell’intera storia. Oppure quando faccio le due di notte per continuare a leggere pur sapendo che la sveglia alle 7 come sempre suonerà, o anche quando una volta finito continuo a ricordarmi dei personaggi, e questi vi assicuro che difficilmente ve li dimenticherete talmente sono intensi, perfettamente delineati e veri... quasi da vederseli di fronte mentre si legge di loro.
Per concludere, questo libro credo valga la pena di essere letto per l'emozione persistente che regala pagina dopo pagina e per la forte sensazione di essere a nostra volta coinvolti nella trama.
Giuseppe Verdi poi ne ha fatta una famosa trasposizione in musica, La Traviata.
Affascinata dall’epoca del Voi, questo romanzo al momento lo sento come uno dei libri più belli tra quelli da me finora letti, che non sono proprio pochi!

domenica 8 novembre 2009

Una foto mai scattata...

M’incantano i lacci.
È per questo motivo che, proprio oggi, ho una maglia color del cielo piena di laccetti che si attorcigliano tra loro, come i miei rivoltosi capelli…
I lacci racchiudono, stringono, definiscono contorni appena tracciati… i lacci sono (come) legami.
Non capita a tutti di sedersi sopra una panchina a Villa Borghese. Capita a molti, certo… ma non a tutti.
A me capita oggi.
Mentre realizzo ciò, si stacca e prende a volteggiare in aria il fiore violetto di una pianta di capperi.
Non ci sono piante di capperi a Villa Borghese? Può darsi… eppure mi piacerebbe ce ne fosse almeno una.
E proprio ora – mentre socchiude gli occhi per via del sole – vorrei abbracciarla, quella ragazza che sono in questo momento.
Forse per regalarle il conforto che lo sguardo di chi le è seduto accanto le nega, e per aiutarla a custodire questo prezioso frammento in un ricordo.
Scende velocemente, più di corsa e sbadata del solito, la sera.
Mescolandosi con la sua stessa ombra riflessa sull’erba,
lo vedo allontanarsi.
Con lo zaino in spalla
e una mano che leggera s’alza,
a fatica,
un passo stanco segue l’altro.

domenica 1 novembre 2009

Arrivederci Alda!

Grazie
perché attraverso i tuoi versi
tanti anni fa
mi sono avvicinata alla poesia,
ti saluto abbracciandoti col cuore
con le tue stesse parole:

Ci fu un giudice un tempo che assiso in un
antro buio decise che la primavera andava sepolta.
La primavera stordita e ansiosa di
lunga luce guardò al giudice incredula senza
capire nulla.
Così io guardo a te che giudichi i miei
versi ansioso di capire senza capire nulla.

Tu non sai: ci sono betulle che di notte levano
le loro radici, e tu non crederesti mai
che di notte gli alberi camminano o diventano sogni.
Pensa che in un albero c'è un violino d'amore.
Pensa che un albero canta e ride.
Pensa che un albero sta in un crepaccio
e poi diventa vita.
Te l'ho già detto:
i poeti non si redimono,
vanno lasciati volare tra gli alberi
come usignoli pronti a morire.

da L'anima innamorata di Alda Merini

Sono una piccola ape furibonda.

Chi sarà sempre Alda Merini...