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venerdì 30 dicembre 2011

Buon anno alla Lucy!

A tutti/e felice anno nuovo, che possa essere un anno corrispondente alle vostre aspettative!!

Alla ricerca della felicità...


venerdì 23 dicembre 2011

Buon Natale!

A tutte le persone che passano spesso e con regolarità da questo blog, a chi ci gira intorno guardandolo ancora con sospetto, a chi ci è capitato per caso e/o per sbaglio e non ricapiterà più, a chi resta in silenzio, a chi partecipa, approva, apprezza, critica, consiglia,

a chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore,
a chi saluta ancora con un bacio,
a chi lavora molto e si diverte di più,
a chi ha l'entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo,
a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori,
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse,
a chi spegne la televisione per fare due chiacchiere,
a chi è felice il doppio quando fa a metà,
a chi si alza presto per aiutare un amico,
a chi vede nero solo quando è buio,
a chi non aspetta il Natale per essere migliore,

a chi non smette mai di sognare,
ai testardi, a chi ci prova sempre e non molla mai,
a chi è in arrivo e a chi è in partenza,
a chi sta nel mezzo di un qualsiasi viaggio…

Buon Natale!

mercoledì 14 dicembre 2011

Astolfo sulla luna...

Le lacrime e i sospiri degli amanti,

l'inutil tempo che si perde a giuoco,

e l'ozio lungo d'uomini ignoranti,

vani disegni che non han mai loco,

i vani desideri sono tanti,

che la più parte ingombran di quel loco:

ciò che in somma qua giù perdesti mai,

lassù salendo ritrovar potrai.

Per ritrovare il senno perduto da Orlando, il paladino Astolfo vola sull'Ippogrifo, magico cavallo alato, fin sulla luna dove si trova la ragione di tutti i folli che popolano il mondo.
Questa sera è stata una piacevole sorpresa ritrovare, il senno di certo no!, ma questi versi tratti dal Canto 34 dell'Orlando Furioso di Ariosto (sarebbe chiedere troppo che uscisse questo argomento in una domanda di esame?).
Del resto, si sa... la luna racchiude questo ed altro e sempre più follia!

domenica 4 dicembre 2011

Un tanka...

... parente stretto dell'Haiku, è un pensiero di più vasto respiro.

Dolce al tatto
la bambola di pezza
impolverata.

Sorride tra le pieghe
del suo vecchio vestito.

Con questo ero arrivata finalista, l'anno scorso, al 1° concorso "Elpidio Jenco" organizzato dalla Casa editrice Edizioni Cinquemarzo che merita di essere seguita per le sue particolari attività editoriali.

venerdì 25 novembre 2011

Sbirciatine filosofiche e letterarie...

Prima di mettermi sotto con una lezione di linguistica generale, la penultima!, ho dato una sbirciatina ai due libri appena arrivati... diciamo che, non leggendo più come prima e comprando libri forse anche più di prima proprio per sopperire alla  mancanza di lettura (sono entrata in un circolo vizioso!), alla fine mi sa tanto che mi sto garantendo letture per i prossimi venti anni!
A parte ciò, quando si apre un libro e da quella pagina particolare si viene accolti bene, si viene incuriositi, poi non è per nulla facile richiudere il tutto... mi sembra di fare un torto al libro stesso, richiudendolo come se nulla fosse e come se nulla mi avesse colpito, allora riporto almeno quello che ha catturato la mia attenzione e che, magari, incuriosirà anche altri.

Cento poesie d'amore a Ladyhawk di Mari Michele è da parecchio che avevo idea di comprarlo, ma - idea mia del tutto personale e contestabile - per ogni cosa c'è il suo tempo, e si vede che questo è quello di questa raccolta di poesie, sempre che riesca a leggerle proprio in questo momento.

Aprendo a caso mi sono imbattuta in questa poesia:

Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più.

Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi per la vita intera.


Aprendo a caso le pagine dell'altro acquisto di questi giorni - Amore zen di Anna Fata - m'imbatto invece in Schopenhauer e le sue famose parole sui porcospini che già conoscevo:

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo ad avvicinarsi, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

La poesia di Mari mi ha colpito molto, è malinconica, cruda e reale allo stesso tempo... la stessa realtà riesco poi a trovarla anche in Schopenhauer e tra le due diverse impostazioni c'è una certa analogia.

Ma, scavando scavando, la stessa analogia è ritrovabile anche in una striscia di Schulz:


Ed ecco che così si hanno le idee chiare e tutto torna!

domenica 13 novembre 2011

Moonlight Shadow

Di Banana Yoshimoto ho letto parecchio e, romanzo dopo romanzo, mi sono però allontanata sempre più. Trovo che abbia cambiato modo di scrivere, non riesco più a ritrovare nella sua scrittura quella capacità descrittiva e abilità di rendere ogni cosa alla perfezione.
Per carità, il cambiamento è inevitabile (gli anni sono passati anche per lei), sono io ad essere un po' nostalgica forse.
Ritengo che Kitchen sia il suo capolavoro, il suo primo romanzo... in realtà composto da tre romanzi brevi, il già citato Kitchen, Plenilunio e Moonlight Shadow, quest'ultimo il suo livello di scrittura da me preferito e, cosa insolita per noi, il suo primissimo romanzo breve scritto come tesi di laurea.
Comunque, in attesa che la scrittura della Yoshimoto torni ad essere quella di un tempo (ovviamente secondo il mio personalissimo gusto!) l'incipit di Kitchen merita ed è diventato famoso nel tempo, e a ragione aggiungere:

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po’ arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.”

sabato 5 novembre 2011

Una voce...

La terra non appartiene all'uomo,

è l'uomo che appartiene alla terra

e tutte le cose sono collegate

come il sangue di una famiglia.

Qualunque cosa capita alla terra,

capita anche ai figli della terra,

quindi non è stato l'uomo a tessere

la tela della vita, egli ne è soltanto un filo.

Qualunque cosa faccia alla tela la fa a sé.

«Capo indiano Sioux Caprido Zoppo»

martedì 25 ottobre 2011

Ai giovani...

...ai quali stanno rubando il futuro, lei diceva, e io nel ricordarla ancora ringrazio:

A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni,
non per costruivi tombe,
o simulacri, ma altari.
Pensate che potete camminare su di noi
come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana.
da "La vita facile", Alda Merini (21-mar-1931/01-nov-2009)

domenica 16 ottobre 2011

Haiku "famosi"...

Matsuo Bashō [1644-1694]:

Inizio d'autunno:  
nel mare e nei campi
un verde solo.

hatsuaki ya
umi mo aota no
hito midori
_____________________________
Non un grano di polvere
  a turbare il chiarore
del crisantemo bianco.

shiragiku no
 me ni tatete miru
chiri mo nashi
_____________________________

L'ombra di una vecchia
che piange sola,
la luna per compagna.

omokage ya
oba hitori naku
tsuki no tomo

Naito Jōsō [1662-1704]:

Fredda più della neve
è sui capelli bianchi
in inverno la luna.

yuki yori mo
samushi shiraga ni
fuyu no tsuki

Kobayashi Issa [1763-1828]:

In questo mondo,
frenesia anche nella vita
della farfalla.

yo no naka ya
chō no kurashi mo
isogashiki

Miura Chora [1729-1780]:

In questo giorno
che tramonta
sono caduti i fiori di ciliegio.

sakura chiru
hisae yūbe to
nari ni keri

Questi haiku, e tantissimi altri, sono contenuti in una raccolta Oscar Mondadori, Haiku - Il fiore della poesia giapponese da Bashō all'Ottocento...
Buona domenica!







domenica 9 ottobre 2011

Le piccole grandi verità...

Anche sul trono più elevato del mondo
si é pur sempre seduti
sul proprio sedere.

Lo diceva Montaigne... oggi in tanti se lo dovrebbero sempre ricordare!

domenica 25 settembre 2011

Una riflessione astrologica...

... ancora una volta, come in questi due post passati la sinastria perfetta... che non esiste! la sinastria perfetta solo sulla carta..., sulle sinastrie.
Perché?
Ultimamente sto trascurando parecchio lo studio e comunque l'approfondimento dell'astrologia in generale, sperando di avere tempo in futuro per mettere a posto i tanti tasselli che ancora non vanno e che a me risultano ancora posizionati in modo confuso, a volte in modo contorto... e, seppur superficialmente, quando mi viene chiesto m'imbatto ancora in qualche sinastria e nelle sue tante domande che poi si porta dietro nel tempo.
Sempre nel blog, ho visto che i due post sulle sinastrie sono gli argomenti più cercati, indubbiamente è un tema molto affascinante ma, esperienza mia personale, se non si padroneggia in modo preciso e completo la materia principalmente per quanto riguarda il tema natale meglio non avvicinarsi nemmeno a una sinastria, e io l'ho fatto diverse volte in passato, abbozzando analisi a dir poco fantasiose oppure il più delle volte troppo speranzose...
Quello che poi ho capito (ma ogni tanto faccio finta di non saperlo!), è che in ogni sinastria c'è qualcosa che non va, qualche punto debole, qualche tassello che non sembrerebbe a primo impatto al posto giusto e poi c'è un'altra bella fetta d'insondabile, come amo definire quella parte che non ha regole e che è semplicemente un'alchimia presente tra due persone, astrologia e sinastria a parte.
Mi ha fatto riflettere anche una frase di un amico di qualche tempo fa che provo a sintetizzare, perché mi sembra racchiudere un po' l'essenza di questo discorso:
"la sinastria parte dal presupposto che se ci sono tra due persone aspetti negativi oppure non sono quelli giusti allora non c'è sintonia, non ci sono possibilità di crescita... invece ogni storia è diversa, poiché entrano in gioco le necessità degli individui coinvolti che possono il più delle volte richiedere proprio la presenza di aspetti negativi e stimolanti".
Io stessa ho avuto modo di conoscere persone legate da amore reciproco ma dalla sinastria a dir poco improbabile, quindi credo che alla base di un rapporto ci siano effettivamente le possibilità di crescita che l'unione offre, seppur a volte dolorose, impensabili e razionalmente incomprensibili.
Questo post quindi è per dire che va bene, se uno ne ha voglia e ne ha l'interesse, guardare alla sinastria ma non fermarsi solo a quella, soprattutto all'inizio di una conoscenza è pericoloso farsi intimorire dal quadrato tra i due Saturno o tra il quadrato del Saturno di uno con il Marte dell'altra persona ecc... così come, al contrario, è pericoloso farsi incantare da un Giove sul Sole o sulla Venere dell'altra persona, perché come ho avuto modo io stessa di notare aspetti troppo belli possono anche non creare quell'interesse reciproco necessario a far partire una storia, non a caso pare che sia dei difetti dell'altro che ci s'innamora, più che dei pregi.
Siccome non tratto di astrologia in modo professionale ma semplicemente per passione e interesse personale, concludo questo post a modo mio, magari in maniera non troppo corrispondente al tema trattato, anche se sia la citazione di Dennis Wholey che una vignetta dei Peanuts secondo me all'interno di questo argomento ci stanno benone per regalare a chi leggerà un'altra serie di riflessioni... che, ovviamente, sono ben accette così come possibili smentite!

Sperare che il mondo ti tratti bene
perché sei una brava persona
è come pensare che un toro non ti attaccherà
solo perché sei vegetariano.
(Dennis Wholey)



anche questa è pur sempre un'idea di rapporto!

sabato 17 settembre 2011

Risultati concorso internazionale Haiku 9° ed. 2011

Sono usciti i risultati del concorso internazionale Haiku 2011 di Cascina Macondo... anche quest'anno ho partecipato e, in generale e impegno universitario a parte, spero di riuscire a non abbandonare la composizione di haiku in questo periodo.

I miei tre haiku sono:

S'acquieta il vento,
accarezzando i fianchi
alla montagna.

Sotto l’acero,
riposa il vecchio gatto
l’ultima vita.

Nel dolce al latte
baccello di vaniglia,
ricordo di te.

Oltre a essere molto legata affettivamente all'haiku relativo al gatto, visto che il mio micio è un nonnetto di ormai 15 anni e non è per gufargliela però i suoi anni li ha eccome, mi ha regalato anche la selezione e la possibilità di entrare nell'antologia del premio.

I risultati li trovate qui:
risultati 2011

quest'anno mi hanno particolarmente colpito gli haiku delle scuole, alcuni davvero perfetti, scanzonati, sorprendenti e leggeri... buona lettura!

domenica 11 settembre 2011

Continuità...

Per caso ho letto questa massima che mi è piaciuta subito moltissimo:

C'è qualcuno seduto all'ombra oggi
perché qualcun altro ha piantato un albero
molto tempo fa.
[Warren Buffet]

per il senso di continuità che mi trasmette, di legami, di qualcosa che non finisce, di tempo e anche di rispetto verso le azioni altrui, oggi sempre più spesso mancante un po' ovunque e in ogni settore o ambito di vita...

sabato 27 agosto 2011

Un intermezzo liberatorio...

Ho pensato che nel mezzo di letture di astrologia karmica e anche molto più profonde circa la continuità o meno della vita, le nostre relazioni con gli altri, il perché e il per come di alcuni incontri e rapporti ecc... potesse starci bene quest'intermezzo liberatorio tra il saggio e il disilluso, se vogliamo dirla tutta nemmeno poi tanto disilluso a torto!



venerdì 19 agosto 2011

Amori imperfetti


Quest'estate mi sta regalando letture interessanti e appaganti circa le tante risposte che vado cercando un po' in giro, senza seguire una direzione precisa o, come in questo caso, letture specifiche.
In un paio di giorni ho letto un romanzo di un tot di pagine, caso editoriale del 2011 Il linguaggio segreto dei fiori di Diffenbaugh Vanessa, un regalo di mio fratello e per questo mi ritrovo a leggere un caso editoriale nell'anno stesso di riferimento, fatto molto insolito per me, visto che in genere li evito abbastanza a cuor leggero. Quattro copertine possibili per il libro ed è così che mi sono ritrovata per regalo il libro con la camomilla come fiore scelto per la copertina, la forza nelle difficoltà.
Un po' perché di un regalo si tratta, un po' per il bel messaggio che ha voluto simbolizzare in questo modo mio fratello, un po' perché in estate la lettura ci sta come il sole, la sabbia e il mare, insomma l'ho letto in un giorno e mezzo... inverosimile per certi aspetti, interessante per il significato attribuito ai fiori, in tal senso quindi molto affascinante e intrigante anche se non me la sento di consigliarlo senza riserve.
E da ieri sto leggendo Amori imperfetti di Maria Rita Parsi, non l'ho ancora finito e non è quello che mi aspettavo per impianto e anche per esposizione, però mi ha offerto già due spunti niente male che riporto.
Il primo è una citazione dal libro Il serpente piumato di David Herbert Richards Lawrence:
«Non esiste dare, non esiste prendere né mano che offre, né che riceve, solo la stella fra le due mani è tutto e la mano scura e quella chiara si fanno invisibili. [...]
E non consentite che da voi trabocchi per eccesso, e non permettete che qualcosa vi sia strappata. [...]
E non pretendete nulla per dire: «Questo è mio!». Poiché nulla si può possedere, neppure la pace.
Nulla si può possedere, né oro, né terra, né amore, né vita, né pace, e neanche il dolore e la morte; neanche la salvezza.
Non dite mai di qualcosa: «È mia!».
Dite soltanto: «È con me».»
Il secondo spunto, contenuto sempre all'interno di Amori imperfetti della Parsi, mi arriva invece da Lou Andreas-Salomé, una scrittrice e psicoanalista tedesca di origine russa:
«Solo chi rimane completamente se stesso si presta alla lunga a venire amato, perché solo così, nella sua pienezza vitale, può simbolizzare per l'altro la vita, essere avvertito come una potenza di essa. Non vi è errore più grande nell'amore dell'adattarsi timorosamente l'uno all'altro e di uniformarsi a vicenda [...]. Un eterno rimanere estranei nell'eterna vicinanza è dunque il segno più pertinente e inalienabile di ogni amore in quanto tale: [...] non solo nel disprezzo o nell'amore non ricambiato, infatti, ma dappertutto, ovunque dove ci si ama, l'uno sfiora solo l'altro lasciandolo poi a se stesso. È sempre una stella irraggiungibile che noi amiamo, e ogni amore è sempre nella sua profonda essenza una segreta tragedia, ma proprio per il fatto di esserlo riesce ad avere effetti così potentemente produttivi.»
A volte mi piacerebbe avere quella "leggerezza" mentale ed emotiva che ad esempio ha un mio amico, che alla lettura di tutto ciò semplicemente ha esclamato: «Tutte str...te! Le cose se devono capitare capitano, senza analizzarsi, senza per forza capirci pure qualcosa e senza che siano necessariamente giuste o sbagliate...», intanto io proseguo con le mie letture estive!

lunedì 15 agosto 2011

domenica 7 agosto 2011

Un tocco di serenità...

Durante la mia trasferta a Roma ho avuto la fortuna di vedere un altro dei miei dipinti preferiti, dal vivo... presente nella mostra Impressionismo Espressionismo e Avanguardia al Palazzo delle Esposizioni, dov'erano esposti 100 capolavori delle collezioni del Städel Museum di Francoforte.
Sono rimasta un bel po' ferma a osservarlo, il quadro è di Renoir Alla fine della colazione, olio su tela del 1879 realizzato a Montmartre.
Mi piace moltissimo per il frammento di vita che s'intravvede, per l'atmosfera rilassata, raffinata e amichevole e soprattutto per lo sguardo del cavaliere, sornione, affascinante e maschile.

Alla fine della colazione, olio su tela 1879 Pierre-Auguste Renoir 
Tra le opere degli altri artisti presenti alla mostra c'erano anche quelle di Koch, Monet, Corot, Degas, Van Gogh, Moreau, Cézanne, Böcklin, Munch, Beckmann, Max Ernst, Paul Klee e Picasso.

mercoledì 27 luglio 2011

Esserci...

Eppure, per quanto indubitabilmente sia meravigliosa la luce della sera, c'è qualcosa che ancora riesce ad essere più bello della luce della sera, ed è per la precisione quando, per incomprensibili giochi di correnti, scherzi di venti, bizzarrie del cielo, sgarbi reciproci di nubi difettose, e circostanze fortuite a decine, una vera collezione di casi, e di assurdi - quando, in quella luce irripetibile che è la luce della sera, inopinatamente, piove. C'è il sole, il sole della sera, e piove. Quello è il massimo. E non c'è uomo, per quanto limato dal dolore o sfinito dall'ansia, che di fronte a un'assurdità del genere non senta da qualche parte rigirarsi un'irrefrenabile voglia di ridere.

Poi magari non ride, veramente, ma se solo il mondo fosse un sospiro più clemente, riuscirebbe a ridere. Perche è come una colossale e universale gag, perfetta e irresistibile. Una cosa da non crederci. Perfino l'acqua, quella che ti casca sulla testa, a minute gocce prese di infilata dal sole basso sull'orizzonte, non sembra neanche acqua vera. Non ci sarebbe da stupirsi se ad assaggiarla si scoprisse che è zuccherata. Per dire. Comunque acqua non regolamentare. Tutt'una generale e spettacolare eccezione alle regole, una grandiosa presa per il culo di qualsiasi logica. Un'emozione. Tanto che tra tutte le cose che poi finiscono per dare una giustificazione a questa altrimenti ridicola abitudine di vivere certo figura anche questa, in cima alle più nitide, alle più pulite:
esserci, quando in quella luce irripetibile che è la luce della sera, inopinatamente, piove. Almeno una volta, esserci.
 
- da Castelli di rabbia di Baricco -

domenica 17 luglio 2011

Set fire to the rain!

Anch'io stasera ho dato fuoco alla pioggia... mentre poco fa rientravo, proprio sotto l'acqua, in auto e con la radio sempre un po' troppo alta quando sono da sola.
Passa in radio questa canzone che, in un post precedente, ho dimenticato di aggiungere alle canzoni di questo momento, di questo strano 2011. E capita giusto giusto nel momento in cui cerco di stordire pensieri molesti e pungenti.
Merita più di un ascolto e anche di essere cantata in modo stonatissimo proprio in auto mentre si rientra da una serata noiosa e anonima... la pioggia è opzionale, ma se c'è è magia pura!

domenica 10 luglio 2011

Una strada...

Oggi è stata una giornata che ho cercato di tenere sgombra di pensieri, per quanto mi è stato possibile.
Per quanti che passano di qui e che me lo stanno chiedendo via mail, i miei primi due esami sono andati molto bene, grazie mille. Il primo step è superato e il ghiaccio è stato rotto, ora non resta che proseguire.
Oggi però mi sento addosso alcune parole, precisamente queste tratte da Oceano mare di Baricco:

Poi non è che la vita vada come tu te la immagini.

Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada.

Così... Io non è che volevo essere felice, questo no.

Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi.

Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.

Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente:

il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No.

Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera.

Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito.

Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile:

e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male.

È lì che salta tutto, non c'è verso di scappare,

più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.

Non se ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare.

Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male

che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.

venerdì 1 luglio 2011

Piccoli dettagli

Ci sono canzoni che appartengono a determinati periodi, racchiusi nel tempo di una stagione, di un traguardo, di una partenza ecc... e periodi che appartengono precisamente a quelle specifiche canzoni, senza che per forza ci sia un nesso, un perché, un legame, un filo conduttore.
Questo periodo, forse fra anni, sono certa che lo ricorderò come appartenuto a due canzoni particolari che non mi stancano per nulla quando passano in radio, una di Giusy Ferreri e l'altra di Jovanotti.
Nessun nesso, visto che sono semplicemente presa dai miei primi due esami di settimana prossima, dove spero di sconfiggere in casa almeno 1 a 0 i romani soprattutto!
piccoli dettagli
il più grande spettacolo dopo il big bang

domenica 12 giugno 2011

La cavalla storna...

Per fortuna la domenica è un po' così, vissuta con calma, lentamente (quando è possibile!) e nel cercare una poesia in internet mi sono imbattuta nella mitica, almeno per me, poesia di Pascoli scritta in seguito all'uccisione del padre.
Per me questa poesia ha una storia e la rileggo sempre con immenso piacere misto a delusione, forse la prima avuta in quest'ambito, nel lontano momento dell'esame di quinta elementare.
Tra tutte le poesie disponibili da imparare a memoria per l'esame io l'avevo scelta fra tutte, nessuno la voleva, a pochi piaceva per il triste argomento rispetto ad altre più allegre e solari... a me piaceva invece per la sua musicalità particolare, per la storia raccontata con tanta passione dalla maestra di allora. L'avevo scelta, studiata, recitata e fatta mia fino a quando una bambina che non riusciva a ingranare con la sua me la portò via.
Tanta fu la delusione che infatti non mi ricordo nemmeno quale fu per me la sostituzione!
Rileggendola ora, da adulta, mi piace molto il paragone, per nulla velato, della fedeltà di questa cavalla selvaggia alla codardia dell'uomo e provo ancora un'immensa soddisfazione quando arrivo alla fine e la cavalla nitrisce al nome pronunciato dalla madre come assassino del marito.

Nella Torre il silenzio era già alto.
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.
I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.
Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;
che nelle froge avea del mar gli spruzzi ancora,
e gli urli negli orecchi aguzzi.
Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;
il primo d'otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non toccò mai briglie.
Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,
tu dài retta alla sua piccola mano.
Tu ch'hai nel cuore la marina brulla,
tu dài retta alla sua voce fanciulla".
La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
lo so, lo so, che tu l'amavi forte!
Con lui c'eri tu sola e la sua morte.
O nata in selve tra l'ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;
sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:
adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l'agonia..."
La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.
"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;
oh! due parole egli dové pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.
Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,
con negli orecchi l'eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:
lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole".
Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l'abbracciò su la criniera
"O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!
A me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona... Ma parlar non sai!
Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!
Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise:
esso t'è qui nelle pupille fise.
Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t'insegni, come".
Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.
La paglia non battean con l'unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.
Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome... Sonò alto un nitrito.

Chissà quanto sarebbe contento Pascoli di sapere che a distanza di quasi 150 anni c'è ancora chi si emoziona nel rileggere - ricordandosela ancora a memoria! - una sua poesia e, forse, fra tante altre caratteristiche è proprio questo che rende un artista tale, insieme alla bellezza della sua creazione che non si perde nel tempo ma persiste.

venerdì 3 giugno 2011

Col fiato sul collo...

Proprio così, quando sento di avere il fiato del mondo sul collo mi viene in mente sempre lui e la sua visione disincantata della vita:

domenica 22 maggio 2011

Amore a prima vista...

A volte mi piace immaginare che l'amore sia proprio così, incurante di ogni tempo e spazio...

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Amore a prima vista - Wislawa Szymborska

lunedì 9 maggio 2011

Gli impressionisti

Finalmente ieri ho visto la mostra degli impressinisti, a Milano fino al 19 giugno. Finora, insieme alla mostra su Monet, senza alcun dubbio la più bella a cui sono stata.
A livello artistico il movimento degli impressionisti mi piace moltissimo, in più la mostra è stata curata in modo impeccabile, quindi almeno per me nulla da dire a riguardo... semplicemente due ore passate in modo affascinante, immersa in quel particolare clima dell'epoca soprattutto parigino.
73 opere hanno catturato l'attenzione di molti, provengono dalla collezione Clark dello Sterling and Francine Clark Art Institute e per citare solo qualche nome di pittori presenti: Renoir, Manet, Monet, Degas, Pisarro, Morisot, Theodore Rousseau e il ferrarese Boldini.
Non è stato un movimento per nulla acclamato dalla critica del tempo, e nemmeno dal pubblico, basta pensare che il famoso La colazione sull'erba di Manet, "accolto" al Salon des Refusée (Salone dei rifiutati all'Académie des beaux-arts di Parigi!) fu criticato negativamente anche in quel contesto.
Come a dire che ogni cambiamento necessita sempre di un certo adattamento...


lunedì 25 aprile 2011

Sei una meraviglia...

E tu, lo sai cosa sei?
Sei una meraviglia.
Sei unico.
In tutti gli anni che sono trascorsi
non c'è mai stato un altro bambino come te.
Le tue gambe, le tue braccia,
le tue dita abili,
il modo in cui ti muovi.
Potrai diventare uno Shakespeare,
un Michelangelo,
un Beethoven.
Hai la capacità di fare qualunque cosa:
ricavare cibo dalla terra o fare,
di tanti piccoli mattoni,
una grande casa;
guidare un treno,
pilotare un aereo
insegnare matematica.
Sì, sei una meraviglia.
E quando crescerai,
potrai allora far del male a un altro che sarà,
come te, una meraviglia?
Bisogna lavorare - tutti noi dobbiamo lavorare -
per rendere il mondo degno dei suoi bambini.

[J. Campfieid M. V. Mausen, da Brodo caldo per l'anima]

domenica 17 aprile 2011

Una piccola illusione chiamata felicità...

Felicità

C'è un'ape che si posa su un bocciolo di rosa:

lo succhia e se ne va...

Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa.

(Trilussa - Carlo Alberto Salustri)


L'ho sempre pensato. Ho sempre considerato la felicità come una piccola cosa, non certo intesa come insignificante, ci mancherebbe... ma come qualcosa di talmente passeggero e mutevole, non di certo una condizione d'animo permanente.
Alla domanda che qualche volta mi è stata posta: la felicità esiste?
La  mia risposta, istintiva e immediata e, osservazione che faccio ora, nemmeno mai mutata nel tempo e nel corso delle varie esperienze di vita, è sempre stata: secondo me no, non credo, anche perchè spesse volte si confonde uno stato d'euforia generale con la felicità.
Credo sia anche un termine di cui si abusa, come accade per amore, libertà ecc...
Molti filosofi si sono interrogati sulla sua esistenza o meno, per alcuni esiste, per altri no, per altri ancora si trova e si vive sì, ma a determinate condizioni.
Devo ammettere anche che questa per me è da sempre una delle mie più grandi incognite.
Poi forse la felicità è solo un modo di essere, quindi chi è già un pò malinconico di suo (prego non leggasi sfigato) fa fatica a riconoscerne l’esistenza, ma non per questo non vive delle piccole gioie quotidiane, anzi… forse vive soprattutto di quelle.
In definitiva, senza voler andare contro nessuno perché è solo una mia opinione, credo che la felicità sia solo una piccola grande illusione.
Buona domenica!