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domenica 30 dicembre 2012

BUON 2013!

Mancano poche ore alla fine del 2012, per me è stato un anno importante, molto impegnativo, bello direi che è un'altra cosa, ma non mi lamento va.
Il 2013 si presenta in modo ambiguo, ma in genere si tirano le somme dalla metà anno in avanti, per chi è abituato a farlo, io invece lo valuto solo ad anno finito quindi cerco di accoglierlo positivamente e auguro a tutti di fare e di aver modo di fare altrettanto.
Ovviamente non possono mancare gli auguri "alla Charlie Brown"!
E allora, buon 2013 a tutti e che sia esattamente come lo vorreste, con le persone che amate accanto e, soprattutto, senza dolore... che va bene che fa crescere ma si cresce benissimo anche restando sereni e, perché no, felici.

visto che il 2012 non è scaduto, secondo me si fa ancora in tempo...

il riposo è importante, tra un oggi e un domani spero di recuperare tempo a sufficienza per dedicarmi a questa nobile attività...


venerdì 21 dicembre 2012

I miei auguri con un invito speciale

Non mi interessa sapere come ti guadagni da vivere.
Voglio sapere che cosa ti fa spasimare e se osi sognare
l’incontro con l’anelito del tuo cuore.

Non mi interessa sapere quanti anni hai.
Voglio sapere se accetteresti il rischio
di fare la figura dello stupido per amore,
per il sogno, per l’avventura di essere vivo.

Non mi interessa sapere quali pianeti
sono in quadratura con la tua luna.
Voglio sapere se sei arrivato al centro
del tuo dolore, fino a toccarlo,
se i tradimenti della vita ti hanno fatto sbocciare
o se ti sei inaridito e chiuso in te stesso per paura
di soffrire ancora.

Voglio sapere se riesci a restare in compagnia del dolore,
il mio e il tuo,
senza cercare di nasconderlo, di cancellarlo o di farlo tacere.

Voglio sapere se sai vivere con la gioia,
la mia o la tua,
se sei capace di danzare con frenesia e farti colmare dall’estasi,
da cima a fondo,
senza chiederti di essere attento
di essere realistico
pensare di tornare in te,
senza ricordare i limiti degli essere umani.

Non mi interessa sapere se la storia che mi racconti è vera.
Voglio sapere se riesci a deludere un’altra persona
per restare fedele a te stesso;
se riesci a sopportare l’accusa di tradimento
senza tradire la tua anima;
se riesci a essere fedele e per questo affidabile.

Voglio sapere se riesci a vedere le cose belle di ogni giorno,
anche quando non tutto è piacevole,
e se la loro presenza è fonte di ispirazione per la tua vita.

Voglio sapere se puoi vivere con il fallimento,
il tuo e il mio,
e comunque rimanere in riva a un lago
e gridare alla luna piena d’argento il tuo: “Sì!”.

Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai.
Voglio sapere se riesci ad alzarti
dopo una notte di dolore e disperazione,
sfinito e profondamente ferito
e fare ugualmente quello che devi
per nutrire i tuoi figli.

Non mi interessa sapere chi sei o come sei giunto sin qui.
Voglio sapere se rimani al centro del fuoco con me
senza tirarti indietro.

Non mi interessa sapere dove o che cosa o con chi hai studiato.
Voglio sapere che cosa, dentro di te,
ti sostiene quando tutto il mondo crolla.

Voglio sapere se riesci a stare solo con te stesso
e se davvero ami quel senso di compagnia
che riesci a conservare anche nei momenti di solitudine.

{“L’invito all’ascolto della vita” di Oriah Mountain Dreamer}


A ogni lettura, nel corso del tempo, mi viene la pelle d'oca.
La dedico a voi, a chi passerà di qui di proposito o per caso,
l'ho dedicata anche a quel vento di burrasca che mi soffia dentro...
e lui si è placato.
Buon Natale con l'augurio di un 2013 strepitoso!

sabato 15 dicembre 2012

Amor sacro e Amor profano

Sono passata finalmente ad arte, precisamente a Storia dell'arte moderna, e sarebbe bastato un solo secolo (nemmeno i quattro oggetto di esame) per avere un'idea di quanto l'Italia sia piena di produzioni artistiche, dalle maggiori e più conosciute alle opere minori, di certo non meno rilevanti.

E finalmente mi trovo di fronte a due manuali d'arte (in realtà sono quattro, ma gli altri due saranno oggetto di studio per l'esame di Storia dell'arte contemporanea) e ho voluto estrarre un'opera che mi ha sempre affascinato e colpito per il suo significato o, meglio, per la sua possibile interpretazione e per la scena raffigurata nel suo complesso.

Amor sacro e Amor profano è un dipinto a olio su tela di Tiziano del 1515 circa e conservato nella Galleria Borghese di Roma (che, ahimé, non ho mai avuto modo di vedere di persona!), il cui committente si è fatto risalire a un personaggio di spicco nella Venezia del primo Cinquecento, Nicolò Aurelio, tramite lo stemma apposto sulla fronte del sarcofago, che nel 1514 sposa, nonostante i numerosi ostacoli di carattere politico che avrebbero dovuto dividere i due coniugi, Laura Bagarotto, la donna che probabilmente amava davvero, a dimostrazione dell'elevato livello intellettuale della coppia, tra le pochissime al tempo in grado di evitare matrimoni combinati.
Godere semplicemente di un'immagine oppure capirne in più il significato, quello che ha voluto raffigurare l'artistia, o ancora farne un'analisi dettagliata, cambia poi di molto il modo in cui la si guarda successivamente.
Dopo averla studiata e dopo averne letto l'analisi e le varie interpretazioni, resta per me un'opera straordinaria.
Il dipinto ha carattere allegorico in quanto esprime per simboli significati reconditi e resi ancora più evidenti dal carattere privato della destinazione (è infatti assodato che il dipinto sia stato il raffinato dono nuziale dell'Aurelio alla moglie).
Brevemente, si può dire che il dipinto è un quadro di matrimonio, ma anche uno strumento di diplomazia familiare, che celebra la forza dell'amore per cancellare atti di violenza passati (presenti e raffigurati sulla fontana/sarcofago).
Continua a colpirmi la figura del fanciullo, un amorino alato che potrebbe essere Amore/Cupido che, in una vasca piena d'acqua, è intento a rimescolare le acque torbide di passato e presente (attribuibili agli eventi che interessarono il padre della sposa), componendo i dissidi (una chiara allusione alla Temperanza).
Infatti, probabilmente, la figura vestita è riconducibile per metafora proprio alla futura sposa, abbigliata secondo gli usi del tempo (coroncina di mirto sul capo, il mazzetto di roselline nella mano destra, il contenitore munito di coperchio al suo fianco, la cintura chiusa dalla fibbia, i guanti...).
Nessuno mai li nota, ma accanto alla donna vestita c'è pure una coppia di conigli, un tradizionale simbolo di fertilità.
La donna nuda invece potrebbe essere una Venere, in alcune interpretazioni la Venere celeste (un'allegoria dell'amore divino), contrapposta alla Venere mondana (la donna vestita e allegoria dell'amore umano).
Nel dipinto è la Venere celeste che, leggermente rialzata rispetto alla compagna, sembrerebbe indicarle con il braccio alzato la strada virtuosa da seguire.


Amor sacro e Amor profano, Tiziano, 1515 ca, olio su tela, Galleria Borghese, Roma 


sabato 8 dicembre 2012

Come la punta sbilenca di un albero di Natale...

È sempre storta, sembra stare su ben posizionata, svettare in alto... poi ti giri e pende già in un verso o nell'altro.
Sicuramente banale il riferimento all'attuale periodo {non solo mio} e alla direzione che sta prendendo il nostro paese e al ritorno alla mente delle parole di Luigi Meneghello (16-feb-1922/26-giu-2007):

«Vorrei vedere la gente fremere d’amore intellettuale di Dio, lavorare con piacere, fabbricare giocattoli appassionanti, sciare ardita sulle coste dei monti, nuotare a farfalla lungo le coste dei mari; sentirla cantare inni di elementare grazia e potenza, avendo per inno nazionale un "Inno alla mortalità" in cui si esprimesse la rassegnazione a questo sgradevole aspetto della vita, e la contentezza di potere intanto produrre affetti e odi sereni, begli edifici, dolci macchine lisce come l’olio, istituti severi e soavi, e quell’onestà nel fare e non fare che (quando c’è) cancella la paura e perfino il rimpianto di non sopravvivere per sempre».

venerdì 30 novembre 2012

Tom Joad a La vita in diretta...

Lo si può rivedere a questo link, portando avanti il video a circa un'ora e 46 minuti, dopo la storia della Sig.ra Valerie (se invece andate proprio di fretta a un'ora e 58 minuti):

Tom a La vita in diretta

Il suo blog...

sabato 10 novembre 2012

giovedì 1 novembre 2012

Massima flessibilità e disponibilità...

... un modo carino e velato per dire che consegnerai la tua vita nelle loro mani.
Inseribile nella serie:
il linguaggio segreto degli annunci di lavoro!

venerdì 28 settembre 2012

E si svela un mondo intero, in una sottile differenza...

È così fin dall'antichità... 
sull'amore ci s'interroga, 
si leggono ogni sorta di saggi (quanti ne ho letti!),
si compiono studi, 
analisi,
comparazioni,
statistiche, 
inoltre sono state create sull'argomento
bellissime opere letterarie e artistiche, 
in ambito privato poi, 
personale e psicologico,
si analizza il perché di alcuni comportamenti 
e soprattutto il perché no di altri, 
il perché una storia va a gonfie vele (solitamente con le vele degli altri!)
e il perché altre naufragano ancora prima di lasciare il porto... 
e ora, non è certo per ridurre a una briciolina una baguette croccante, 
ma il perché sì e il perché no di alcuni atteggiamenti e comportamenti,
di alcune attenzioni ricevute o negate, 
di alcuni gesti attesi e mai arrivati e, 
insomma, di tutto ciò che ruota intorno all'amore
non è per caso tutto racchiuso 
in quella sottile differenza 
che semplicemente passa 
tra l'essere e il non essere amati? 

Secondo me sì...
E domenica finalmente torta al cioccolato!

la sottile differenza...

domenica 9 settembre 2012

Domenica...

La domenica rallento un po', mi capita però di correre molto mentalmente. Ferma evidentemente non ci so stare, a riguardo pare sia per l'aspetto del mio Mercurio di nascita con Urano (pure disarmonico).
Fatto sta che stamattina, durante la mia colazione lenta, ho riletto vecchi post astrologici, in cui mi dilettavo a capire, smontare, rimontare a mio modo digressioni astrologiche tra il serio e il fantasioso (così mi sono apparse stamattina, forse a seguito di qualche esperienza in merito in più), soprattutto riguardo sinastrie di coppia.
E nel forno c'era sempre una torta, la domenica era un po' dedicata a queste due attività: astrologia con dolce.
Da un anno e mezzo a questa parte molto è cambiato, la domenica studio... oggi mi tocca storia moderna, per l'esame di fine settembre mi attendono al varco 4 secoli di storia da memorizzare al meglio, ma le date soprattutto non sono il mio forte, ed ecco una punta di nostalgia (però, e per fortuna, l'entusiasmo e la testardaggine nel raggiungere la mia meta sono ancora altissimi!) per quelle domeniche libere, profumate di cannella o di cioccolato, a leggere di astrologia o libri, a scrivere haiku, a fotografare con passeggiata finale al lago e, perché no, con sosta ristoratrice da qualche parte... che spero ritorneranno presto, visto che la metà del percorso l'ho superata con gli ultimi esami sostenuti a giugno.
Insomma, buona domenica! 
Se a qualcuno oggi avanzasse un pezzetto di torta cancellerebbe al volo questa punta di nostalgia!!

giovedì 23 agosto 2012

Un'adozione particolare...

Per caso sono venuta a conoscenza di questa iniziativa e non ho resistito.
Ho adottato la mia parola, qui:


Ho scelto "SCOLPITO" e come motivazione il fatto che per me è ciò che resta impresso, ovunque e nel tempo... mi piace l'idea d'immutabilità che trasmette.
Inoltre, ho scelto questa bella citazione di Antonin Artaud dove la mia parolina adotatta è contenuta:

Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non, di fatto, per uscire dall'inferno.

Anche se le ferie per molti sono finite, ancora buone vacanze.
Io dovrei riuscire a fare le mie tra un paio di giorni, finalmente al mare, del lago (per fortuna che c'è però!) e di studiare ne ho basta davvero...

mercoledì 15 agosto 2012

Un passo alla volta...

Col tempo ho imparato che caricarsi di doveri, di cose da fare, di cose a cui badare può anche uccidere... può ammazzare la voglia di fare, di sorridere, di pensare, di fare progetti e, in casi estremi estremi, anche la voglia di sognare.
Un passo alla volta è, invece, un buon compromesso tra il fare tutto quanto c'è da fare e continuare a respirare, senza sentirsi soffocare da obblighi, doveri e pensieri.
Ogni tanto poi, lo confesso, qualche fuga alla Linus la tento anche, ma poi ritorno comunque alla linea di partenza!

i 100 mt. alla Bolt!

venerdì 3 agosto 2012

Vite parallele...

«Ogni tanto Mathilde sogna un uomo al quale chiedere: puoi amarmi? Con tutta la fatica di vivere che si porta dietro, la forza e la fragilità. Un uomo che conosca la vertigine, la paura, la gioia. Che non abbia paura delle lacrime dietro il suo sorriso né del suo sorriso fra le lacrime. Un uomo che sappia.
Ma le persone disperate non s'incontrano. Al cinema, forse. Nella vita vera si incrociano, si sfiorano, si urtano. Il più delle volte si respingono, come i poli identici di due calamite. Lo sa da molto tempo.»

Scelgo i libri per l'immagine in copertina, per la quarta di copertina, per il titolo, per l'autore... questa è la prima volta che lo scelgo per una citazione trovata su Anobii, per caso.
Sono attratta magneticamente da storie di vite che si sfiorano soltanto, s'incrociano, si guardano, ma non s'incastrano e a questa citazione non credo resisterò... la mia lista dei desideri è infinita, ma ci sarà tempo anche per questo libro di Delphine de Vigan, Le ore sotterranee. Alla fine, a parte l'argomento che ha catturato la mia attenzione, il libro è molto altro, nel senso che denuncia il vissuto di molte persone che subiscono mobbing nell'ambiente di lavoro. Al momento non so altro, posso solo integrare il tutto con quanto si legge come presentazione:

Thibault ha quarant'anni, è single, fa il medico d'urgenza a Parigi, gira la città da un capo all'altro per visitare pazienti malati, in fondo, nient'altro che di solitudine. La sua vita è così, "una vista panoramica sull'entità del disastro". E all'alba del 20 maggio ha appena lasciato la donna con cui stava, senza sapere bene perché. Forse solo per la paura di perderla. Comunque l'ha fatto. Anche Mathilde ha quarant'anni. Rimasta sola con tre figli, si occupa di marketing in una multinazionale. Da qualche tempo ha perso il sonno perché qualcuno ha deciso che è incompatibile con le strategie dell'azienda e la sta mettendo fuori con sottile, implacabile violenza. Ha delle colpe? O non è forse che l'azienda si è trasformata "in un luogo di abuso, di tradimento e mediocrità"? Certo è che Mathilde al fondo non vuole cedere. Comunque deve fare qualcosa. E lo farà. Anche per lei il 20 maggio è una data fatidica. Mathilde e Thibault non si conoscono, ma condividono molte cose: quell'improvviso vuoto interiore, quella certezza di aver perso e di non aver più niente da perdere, quella voglia di non umiliarsi ulteriormente. E la sensazione che stia per succedere qualcosa, il sogno di un amore, di una persona "che non abbia paura delle lacrime dietro il sorriso, né del sorriso tra le lacrime". In una Parigi che opprime con le sue finzioni e con l'illusione di una facile promiscuità, Mathilde e Thibault in quel 20 maggio fatalmente si incrociano, si sfiorano, si guardano.

sabato 14 luglio 2012

L'estate

Ogni estate ha la sua canzone, un ritmo che cattura più di altri, una melodia, alcune parole.
Di questa estate mi resterà il ricordo di Un giorno di ordinaria magia dei Negrita...

domenica 8 luglio 2012

domenica 1 luglio 2012

Semplicemente...


“L’alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone
d’un residuo di sogno e d’un principio di pensiero”

VICTOR HUGO

domenica 17 giugno 2012

Le foto del World Press Photo...


Presa da altro, quest'anno ho perso l'evento fotografico per eccellenza per quanto riguarda il fotogiornalismo.
Oggi ho recuperato, ci sono foto bellissime che - discorso sull'estetizzazione del dolore, della paura, dei drammi umani a parte (a parte esclusivamente perché è un discorso vecchio che per quanto riguarda la fotografia va avanti da anni) - meritano di essere viste: 

domenica 10 giugno 2012

Tre volte all'alba...

Nuova creazione di Alessandro Baricco e nuove polemiche... anch'io ho pensato che del resto la crisi colpirà anche loro, quindi ecco un nuovo libro che, oddio, da 94 pagine scarse non so se si possa definire proprio così.
Ad ogni modo eccolo, Tre volte all'alba (Si incontreranno per tre volte, ma ogni volta sarà l'unica, e la prima, e l'ultima...), preso, letto in un paio d'ore, il mio regalo dopo questa sessione distruttiva di esami.
Con Baricco è sempre la stessa storia, per qualcuno è un affabulatore, un piacione, uno che fa leva sulle emozioni ecc... però sa scrivere e a mio avviso sa scrivere anche bene.
Qual è il problema? Quante persone fanno di peggio? Non capisco dove sia ogni volta il problema...
A me è piaciuto, la trama secondo me è originale, interessante e il suo stile inconfondibile e lasciamoli fare loro che possono, no? Dovranno pure loro uscire da questa crisi!

Alcune citazioni tratte dal libro:

Ma la donna disse che gran parte della gente sogna di ricominciare da capo, e aggiunse che in questo c'era qualcosa di commovente, non di pazzo. Disse che in realtà quasi nessuno, poi, ricomincia da capo davvero, ma non si ha idea di quanto tempo la gente passi a fantasticare di farlo, e spesso proprio mentre è nel mezzo dei suoi guai, e della vita che vorrebbe lasciar perdere.

Forse non sei poi quel fallimento che credi, si disse. E per un attimo le tornò su quell'argentea sfrontatezza che aveva da giovane, quando sapeva di non essere né peggio né meglio di tanti altri, ma solamente diversa, in un modo prezioso e inevitabile. Era quando tutto le faceva paura, ma ancora non aveva paura di niente.

L’uomo ci pensò un po’. Poi disse che bisogna stare attenti quando si è giovani perché la luce in cui si abita da giovani sarà la luce in cui si vivrà per sempre, e questo per una ragione che lui non aveva mai capito. Ma sapeva che era così. Disse che molti ad esempio sono malinconici, da giovani, e allora succede che lo rimangono per sempre. O sono cresciuti nella penombra e la penombra li insegue poi per tutta la vita.

Piacevolissima lettura, ora passo al libro della Marchesini, Il terrazzo dei gerani timidi, preso per il titolo, la trama e perché sono curiosa in questi giorni di riposo e svago di leggere la Marchesini!


sabato 2 giugno 2012

Forse...

«Gli uomini forse non si innamorerebbero così tanto,
se non avessero mai sentito parlare d'amore.»
- La Rochefoucauld -

Mi piace sempre, scherzosamente, contrapporre due visioni diverse...
Condivisibili o meno, originali senza alcun dubbio!


una teoria alternativa per raccapezzarsi nell'ormai creato
e alimentato caos dei sentimenti...

venerdì 25 maggio 2012

Tesi sull'esistenza dell'amore...

"Se un libro non vi è piaciuto, abbandonatelo.
Se vi è piaciuto, abbandonatelo per farlo leggere a qualcun altro.
Se vi è piaciuto così tanto, ricompratelo."

Parole di Daniel Pennac, che non mi vedono ancora in linea con questa modalità di lettura.
Perché sei ancora giovane, mi ha detto una volta un amico. Può darsi sia per questo, o perché credo sia una specie di forma di rispetto arrivare alla fine, anche se a volte è irrispettoso verso di me, lettrice.

L'esame di Letterature comparate, in un'unità didattica riguardante la traduzione e la comparazione, riportava quest'affermazione insieme all'immagine di un libro dotato di gambe e braccia, in movimento, pronto a correre via...
E quest'affermazione mi ha fatto tornare alla mente una tra le letture più, come dire per rendere l'idea?, tormentate e interminabili mai fatte finora:
Tesi sull'esistenza dell'amore di Guldberg Torben...
Ha disturbato il mio sonno, stando accando a me sul comodino, dall'inizio del 2010 fino al settembre dello stesso anno. In mezzo a questa lettura non ho contato i libri che l'hanno affondato sotto il loro peso, sorpassato...
Gli ho levato la polvere per mesi e al solo pensiero mi ritorna male, una volta finito credo di averlo messo pure nel posto più alto della libreria.
Come avevo scritto a suo tempo su Anobii (ecco l'unica soddisfazione ad averlo terminato!):
Il libro non è scritto male, anche se sembra molto ma molto costruito, privo di emozioni.
Così lo si percepisce durante tutta la lettura, ha al suo interno anche qualcosa di molto freddo, nonostante l'argomento.
Questo è uno di quei libri la cui trama raggira eccome.
(Aggiungo, ora, che anche oggi ci cascherei di nuovo con un titolo così...)
Proprio per la trama, per la bella e accattivante idea, l'ho pagato anche quello che costa, visto che per un libro non spendo mai così tanto e ho impiegato anche diversi mesi per finirlo.
Ma al suo interno solo tante parole, tanti giri e intrecci il più delle volte noiosi al limite della sopportazione.
Tutto il libro potrebbe essere racchiuso nella parte finale del racconto relativo al '700, le uniche pagine che hanno catturato la mia attenzione.
Anche i periodi più belli, il '500 e appunto il '700, non riescono a tenere viva l'attenzione per tutto lo svolgimento.
Ma, forse, come canta Bennato:
...
e chi ha sempre promesso
di spiegare l'amore ha imbrogliato.

Esattamente così, peccato averne conferma dopo quasi 500 pagine!
Troverò la forza di abbandonarli...

Questa che segue comunque è la descrizione ufficiale:

"È troppo vecchio e stanco per amare, ma è condannato a non morire. Per secoli la voce narrante di questo romanzo ha fatto il cantastorie, errando per l'Europa senza sosta, senza trovar pace, espiando il fatto di aver rinnegato l'amore. Ma ora, alle soglie del Cinquecento, ha deciso di fermarsi, perché tutto intorno a lui sta cambiando. Per la prima volta compra una casa, a Copenaghen. E per la prima volta, invece di parlare d'amore, ascolta. Così, per cinque secoli, raccoglie le storie d'amore più significative. Quelle capaci, di volta in volta, di cogliere l'essenza stessa di questo sentimento e, al contempo, quella del secolo in cui si svolgono. Nel Cinquecento della Riforma, l'amore si manifesta nel potentissimo canto di un'orfana. Poi, si frammenta nel racconto seicentesco di una vita dedicata alla pittura. Si mette alla prova in esperimenti scientifici, sotto il segno della ragione illuminista. Nell'Ottocento dei grandi pensatori si trasfigura in filosofia. E nel Novecento l'amore non può che trasformarsi in merce. Eppure, nella sua inafferrabilità, l'amore rimane identico a se stesso. E, come al narratore, anche a noi non resta che una cosa: ascoltare."

Buona lettura?????

{trovo bellissima la seconda copertina, quella della versione economica...}

lunedì 14 maggio 2012

L'amore approssimativo...

Queste due opere indubbiamente hanno un significato profondo, io però le vedo anche come una perfetta descrizione di un amore che si sta perdendo, dell'amore verso se stessi che viene meno, di conseguenza manca sempre più anche nei confronti del prossimo, non lo si riconosce più, non ci si fa più riconoscere, si fa fatica ad abbracciarlo, si fa fatica a riconoscerlo di nuovo questo amore...

Per me questo è l'amore approssimativo descritto da Magritte, nella sua opera Les amants del 1928:


E quest'altro è quello descritto da Giorgio De Chirico nella sua opera Ettore e Andromeca del 1917:


E, mi scoccia tremendamente dargli ragione, ma forse ha proprio detto bene Denis De Rougemont nel suo testo L'amore e l'occidente - Eros, morte e abbandono nella letteratura europea, quando ha scritto:

«... l'amore come tuttora viene vissuto nel nostro tipo di cultura, è un amore malato, è il disegno di un vuoto, anziché di un pieno; l'inseguimento di una Assenza (o di una Assente) anziché di una presenza. Perciò fatalmente si lega e si porta sulla donna che non si ha o su l'amore impossibile ...»

Perché questa riflessione? Perché finora ho sempre attribuito all'espressione "morire per amore" un significato simbolico, metaforico... però questo concetto sta cambiando, si sta trasformando in qualcosa di brutto, di troppo forte.

domenica 6 maggio 2012

E piove, piove anche in questi tre Haiku...

del lago si gonfiano
le acque:
piogge del quinto mese

mizuumi no
mizu masarikeri
satsuki ame
{Mukai Kyorai (1651-1704)}

OOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

piogge del quinto mese:
una sera segretamente
tra i pini la luna
 
samidare ya
aru yo hisokani
matsu no tsuki
{Katō Gyōdai (1732-1792)}

OOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

pioggia:
attraversa il mio cancello
un mazzo di iris
 
ame no hi ya
kado sagete yuku
kakitsubata
{Itō Shintoku (1634-1698)}

tratti da: HAIKU Il fiore della poesia giapponese da Bashō all'Ottocento
- Oscar Mondadori -

sabato 28 aprile 2012

I più amano per perdersi...

Ho letto e leggo ancora molto anche di Hermann Hesse, mi sono spesso trovata in sintonia con lui e con alcune sue visioni del mondo, per non parlare di descrizioni e d'immagini, come questa:

C'era un innamorato che amava senza speranza.
Si ritirò del tutto nella propria anima e gli parve che il fuoco d'amore l'avrebbe consumato.
Perdette il mondo, non vedeva più il cielo azzurro e il verde bosco, il torrente per lui non frusciava, l'arpa per lui non suonava, tutto era sprofondato e lui era caduto in miseria. Ma il suo amore cresceva e lui avrebbe preferito morire e rovinarsi piuttosto che rinunciare al possesso della bella donna che amava. Sentì allora che il suo amore avrebbe bruciato in lui ogni altra cosa, e l'amore divenne potente e tirò e tirò, e la bella donna dovette obbedire, venne, e lui era lì a braccia aperte per attirarla a sé. Ma quando gli fu davanti si era del tutto trasformata, e con un brivido egli sentì che aveva attirato a sé tutto il mondo perduto. Era davanti a lui e gli si arrendeva, cielo e bosco e torrente, tutto gli veniva incontro in nuovi colori, fresco e splendido, gli apparteneva, parlava il suo linguaggio.
E invece di conquistare soltanto una donna egli aveva tra le braccia il mondo intero, e ogni stella del cielo ardeva in lui e scintillava voluttà nella sua anima.
Aveva amato e amando aveva trovato se stesso.
Ma i più amano per perdersi.

Detto anche in altri termini e visto il tutto secondo un altro punto di vista, forse meno poetico, ma altrettanto vero:

domenica 22 aprile 2012

Non tutto si coltiva...


Questo è un argomento, insieme a tanti altri correlati, che mi sta molto a cuore, per questo segnalo lo spot realizzato per la campagna di sensibilizzazione per la terapia del dolore promossa da Age.na.s.:


domenica 15 aprile 2012

Giorno di pioggia

Giorno di pioggia
di Henry Wadsworth Longfellow

La giornata è fredda, e scura, e cupa
piove
e il vento non è mai stanco.
La vite si aggrappa ancora al muro in rovina,
ma ad ogni raffica le foglie morte cadono, e i giorni sono scuri e cupi.
La mia vita è fredda e scura e cupa;
piove
e il vento non è mai stanco;
i miei pensieri si aggrappano ancora al passato in rovina,
ma le speranze della gioventù cadono fitte nell’esplosione,
e i giorni sono scuri e cupi.
Fermati, cuore triste!
E smettila di lamentarti;
dietro le nuvole il sole sta ancora splendendo.
Il tuo destino è il destino comune di tutti
Nella vita di ognuno di noi deve cadere un pò di pioggia.
Alcuni giorni devono essere scuri e cupi.

Questa è proprio la poesia che oggi s'intona bene a questa strana giornata... fredda, cupa, con la pioggia e il vento e un po' di malinconia e tante, troppe domande.
La speranza è l'unico elemento variabile, va e viene.