Scappa.
Corri.
Corri!
Non voltarti indietro.
Maiii!
Non farlo, non ancora.
Corri nel buio.
È buio fuori.
Lo è di più dentro.
Non è giusto così.
Non dev’essere così.
Da cosa scappi?
Solo ed esclusivamente da te stesso, da quel te stesso di qualche tempo fa, ed è giusto?
Pensaci un attimo.
Fermati, e pensaci un attimo.
Ora voltati.
Lentamente, molto lentamente perché potresti spaventarti.
Sì, questo lo so!
È sempre buio, guarda.
Guardalo con il cuore sorridente e non ti farà più del male.
L’hai creato tu, oppure ti è stato disegnato addosso?
Ormai non importa molto sai?, ti sta sempre dietro.
Non lo riconosci?
Scappa.
Corri.
Corri!
Non voltarti indietro.
I tuoi passi scricchiolano, affondano pesanti nel terreno.
Attento!
Sta per raggiungerti, svelto!
Corri di più, più forte.
Annaspi, cadi e ti rialzi e lui è sempre lì.
Non lo vedi che è sempre lì?
Fruscii tra i sentieri della mente e del cuore, fruscii tra i sentimenti calpestati, tra i mille amori rubati, tra i volti a forza dimenticati… ma non strappati.
Cammina lentamente, non voltarti ancora.
Procedi senza rivolgerti indietro, guarda quella farfalla!
Mentre correvi spaventato l’hai quasi schiacciata, con il peso del tuo respiro e dei tuoi pensieri.
Eppure ha i colori che piacciono a te… il giallo e il blu, mischiati sapientemente.
Ora girati piano.
Appoggiati a quel fusto, fatti circondare dalla chioma di quel salice piangente.
Ti ricade addosso ma non ti farà male, lui no.
Fidati!
Prima non ti sei neanche accorto di averlo pericolosamente sfiorato.
Guardalo, non distogliere lo sguardo.
È il tuo passato… ti insegue disperato, perché lo sfuggi?
Vuole far parte di te, fa già parte di te.
È inutile farlo soffrire inutilmente.
Fagli spazio, fallo appoggiare all’albero sofferente.
Non vuole altro.
Il suo respiro si placa, ti ha raggiunto, ti fa così male averlo accanto?
Perché non riesci a guardarlo?
Tendigli allora la tua mano, non la rifiuterà.
È quello che ha da sempre sognato… perché non ce la fai?
Che colpa ne ha lui?
È quello che hai creato oppure che il mondo intorno a te ha creato, ma che colpa ne ha lui?
Guarda.
Si è calmato.
Non ce la fai ancora a perderti nei suoi occhi?
Ti capisco, sai?
Tienigli solo la mano.
Va bene, come vuoi!
Lascialo pure dietro di te.
Guarda avanti, va bene.
Così va bene.
Se non vuoi, non guardarlo… ma non lasciargli la mano.
Continuando solo a correre ti saresti perso la farfalla con i colori che più ti piacciono ed anche il salice piangente.
Te lo ricordi o no che è il tuo albero preferito?
Lascialo indietro, va bene.
Non si offende di certo!
Lui ti capisce, ma non lasciargli la mano.
Se sei riuscito a vedere la farfalla con i colori che più ti piacciono ed anche il salice piangente, è anche grazie a lui sai?
Non lasciargli la mano e, quando ci riuscirai, fai combaciare la sua figura alla tua anima… lo farai felice.
Non lasciargli la mano.
(e direi che possiamo ascoltarci anche questa canzone di Marco Conidi, un cantautore romano secondo me sottovalutato... questa canzone in particolare l'ascoltavo e riascoltavo da ragazzina!)
Corri.
Corri!
Non voltarti indietro.
Maiii!
Non farlo, non ancora.
Corri nel buio.
È buio fuori.
Lo è di più dentro.
Non è giusto così.
Non dev’essere così.
Da cosa scappi?
Solo ed esclusivamente da te stesso, da quel te stesso di qualche tempo fa, ed è giusto?
Pensaci un attimo.
Fermati, e pensaci un attimo.
Ora voltati.
Lentamente, molto lentamente perché potresti spaventarti.
Sì, questo lo so!
È sempre buio, guarda.
Guardalo con il cuore sorridente e non ti farà più del male.
L’hai creato tu, oppure ti è stato disegnato addosso?
Ormai non importa molto sai?, ti sta sempre dietro.
Non lo riconosci?
Scappa.
Corri.
Corri!
Non voltarti indietro.
I tuoi passi scricchiolano, affondano pesanti nel terreno.
Attento!
Sta per raggiungerti, svelto!
Corri di più, più forte.
Annaspi, cadi e ti rialzi e lui è sempre lì.
Non lo vedi che è sempre lì?
Fruscii tra i sentieri della mente e del cuore, fruscii tra i sentimenti calpestati, tra i mille amori rubati, tra i volti a forza dimenticati… ma non strappati.
Cammina lentamente, non voltarti ancora.
Procedi senza rivolgerti indietro, guarda quella farfalla!
Mentre correvi spaventato l’hai quasi schiacciata, con il peso del tuo respiro e dei tuoi pensieri.
Eppure ha i colori che piacciono a te… il giallo e il blu, mischiati sapientemente.
Ora girati piano.
Appoggiati a quel fusto, fatti circondare dalla chioma di quel salice piangente.
Ti ricade addosso ma non ti farà male, lui no.
Fidati!
Prima non ti sei neanche accorto di averlo pericolosamente sfiorato.
Guardalo, non distogliere lo sguardo.
È il tuo passato… ti insegue disperato, perché lo sfuggi?
Vuole far parte di te, fa già parte di te.
È inutile farlo soffrire inutilmente.
Fagli spazio, fallo appoggiare all’albero sofferente.
Non vuole altro.
Il suo respiro si placa, ti ha raggiunto, ti fa così male averlo accanto?
Perché non riesci a guardarlo?
Tendigli allora la tua mano, non la rifiuterà.
È quello che ha da sempre sognato… perché non ce la fai?
Che colpa ne ha lui?
È quello che hai creato oppure che il mondo intorno a te ha creato, ma che colpa ne ha lui?
Guarda.
Si è calmato.
Non ce la fai ancora a perderti nei suoi occhi?
Ti capisco, sai?
Tienigli solo la mano.
Va bene, come vuoi!
Lascialo pure dietro di te.
Guarda avanti, va bene.
Così va bene.
Se non vuoi, non guardarlo… ma non lasciargli la mano.
Continuando solo a correre ti saresti perso la farfalla con i colori che più ti piacciono ed anche il salice piangente.
Te lo ricordi o no che è il tuo albero preferito?
Lascialo indietro, va bene.
Non si offende di certo!
Lui ti capisce, ma non lasciargli la mano.
Se sei riuscito a vedere la farfalla con i colori che più ti piacciono ed anche il salice piangente, è anche grazie a lui sai?
Non lasciargli la mano e, quando ci riuscirai, fai combaciare la sua figura alla tua anima… lo farai felice.
Non lasciargli la mano.
(e direi che possiamo ascoltarci anche questa canzone di Marco Conidi, un cantautore romano secondo me sottovalutato... questa canzone in particolare l'ascoltavo e riascoltavo da ragazzina!)
