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sabato 28 gennaio 2012

Finalmente la neve!

Vista con gli occhi dei mitici Peanuts:


I soliti interrogativi di genere...


La vena romantica presente in ogni singolo fiocco...



Chi l'ha detto che siamo tutti uguali?

sabato 21 gennaio 2012

I ladri romantici!

Quando vado un po' in crisi con i miei haiku, questi in particolare mi danno nuova carica e mi riportano sulla giusta via:

La bella luna
lasciata dal ladro
alla finestra.
«Daigu Ryōkan»

monaco zen itinerante e contemporaneo di Issa, ha vissuto secondo questo precetto: “sorriso in volto, parole d’amore”.

Che luna:
il ladro
si ferma per cantare.
«Yosa Buson»

Luna fredda:
nel rumore del ponte
io vado solo.
«Tan Taigi»

sabato 7 gennaio 2012

Er caffettiere filosofo

Fino alla fine di gennaio sarò immersa in versi, canti, sonetti, romanzi... la mia mente non riesce a vagare altrove nemmeno nei pochi momenti liberi del periodo.
Però devo dire che non è per nulla pesante, ho la fortuna d'imbattermi spesso in componimenti che apprezzo e che mi rendono più leggero lo studio di sette secoli di letteratura italiana!
(dividere l'esame in due moduli no eh?)

ER CAFFETTIERE FILOSOFO
L'ommini de sto monno sò l'istesso
che vaghi de caffè ner macinino:
c'uno prima, uno doppo, e un antro appresso,
tutti quanti però vanno a un distino.

Spesso muteno sito, e caccia spesso 
er vago grosso er vago piccinino,
e ss'incarzeno tutti in zu l'ingresso
der ferro che li sfraggne in porverino.

E l'ommini accusì viveno ar monno
misticati pe mano de la sorte
che sse li gira tutti in tonno in tonno.

E movennose oggnuno, o ppiano, o fforte,
senza capillo mai caleno a fonno

pe cascà ne la gola de la morte.

IL BARISTA FILOSOFO
Gli uomini di questo mondo sono come
i grani di caffè nel macinino:
prima uno, uno dopo, un altro dietro,
tutti vanno però verso il medesimo destino.

Spesso cambiano luogo, e spesso
il grano grande scaccia il grano piccolo,
e si incalzano tutti sull'ingresso
del ferro che li sfrange in polvere.

E gli uomini così vivono al mondo
mescolati per mano della sorte,
che li fa girare tutti in tondo.

E muovendosi ognuno lento o veloce,
senza mai rendersi conto calano sul fondo
per cadere nella gola della morte.

composta in un gennaio del 1833 dal romano Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863), autore di 2279 sonetti che avevano uno scopo ben preciso, secondo quanto da lui stesso dichiarato: "Io ho deliberato di lasciare un monumento di quello che è oggi la plebe di Roma". E a posteriori il risultato c'è stato...