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domenica 28 giugno 2009

Come imparare l'astrologia

Invece di andare avanti, ho deciso di tornare indietro... un dietrofront deciso, una sterzata e via, si torna indietro!
Sono a un punto dei miei studi in cui so e non so, un punto in cui quello che mi sembra di sapere... ora mi sembra invece confusionario e troppo poco, sento poi di essere ancora carente in quelle che sono le basi dell'astrologia.
Come si legge nella quarta di copertina di Come imparare l'astrologia Manuale per il principiante, Marc Edmund Jones - l'autore - nella sua veste di pioniere dell'astrologia, com'è stato definito, dovrebbe aver scritto il miglior testo introduttivo a questa disciplina.
Continuando la lettura della quarta:
Il suo interesse critico per questa scienza risale al 1913 e da allora Jones è stato in contatto con due generazioni di illustri studiosi di tutto il mondo in questo campo. I suoi libri e i suoi numerosi altri scritti hanno lasciato un'impronta indelebile sull'interpretazione oroscopica, e hanno contribuito a dare all'astrologia un orientamento più efficace in una rigida prospettiva scientifica, portando quindi a una maggior precisione nell'esecuzione e nei risultati.
Ho superato ormai la metà del libro e devo dire che, in effetti, sia l'approccio alla materia che il modo di esporre l'intero quadro d'insieme non sono niente male.
Certo, è un libro che chi studia la disciplina da anni oppure può essere definito ormai direttamente astrologo a tutti gli effetti, troverà sull'inutile e proprio terra terra... ma per chi è interessato a iniziare questo studio potrebbe essere invece un buon inizio e un testo completo.
Mi piace, come ho scritto, l'approccio, il porsi di fronte a un grafico e quindi a un tema natale e di conseguenza a una persona, come semplici osservatori... non cercando di ricavarne subito tutto e l'impossibile di tutto, ma semplicemente fermarsi ad osservarlo.
Per dare comunque un'idea, riporto l'analisi della prima e più elementare suddivisione di un tema natale e le rispettive descrizioni.
"Una preponderanza di pianeti nella metà orientale della carta (specifico solo per chi è agli inizi inizi e dovesse imbattersi in questo articolo che in astrologia le direzioni dell'oroscopo sono l'esatto contrario di quelle sulle carte geografiche, con l'est quindi a sinistra, l'ovest a destra, il sud in alto e il nord in basso) genera una vita à la carte, mentre nell'emisfero occidentale un'esistenza a la table d'hòte. Gli individui del primo tipo sono assolutamente liberi di scegliere i propri cibi, mentre gli altri prendono ciò che viene loro servito, ed, a paragone, hanno solamente una minore possibilità di scelta."
E ancora:
"Quando nell'insieme i pianeti si trovano a sud, cioè al di sopra della linea centrale dell'oroscopo, si dice che la vita è completamente oggettiva, o legata esclusivamente alle cose pratiche e tangibili."
...
"Quando i pianeti si trovano prevalentemente a nord, o al di sotto della linea centrale della carta, la vita è esclusivamente soggettiva, ovvero legata soprattutto ai problemi dell'anima e dello spirito."
Questa prima osservazione è già possibile solo guardando il grafico di un tema natale, senza ancora conoscere alcun simbolo zodiacale.
Difatti, all'inizio, nel testo si trovano dei cerchi (il cerchio zodiacale) con all'interno dei segnetti neri (i pianeti) all'interno di precisi spazi (le case) che hanno come simbolo d'inizio delle gocce (i segni), ma tutto ciò si scoprirà in seguito.
Ho trovato, infine, curiosa quest'affermazione che si legge nella prefazione:
"Niente viene spiegato se non nel momento in cui è necessario usarlo. Ciò che in normali termini pedagogici si chiama imparare facendo".
Per cui, aggiungo, non sentitevi all'inizio degli stupidi se per studiare astrologia vi troverete a contare quanti segnetti neri sono presenti da una parte piuttosto che dall'altra, oppure all'interno di uno spazio ben definito!

mercoledì 17 giugno 2009

Gabbiano

Ritrovandomi
in un sospiro,
tremasti…

Tremasti,
come ali di gabbiano
scosse da un vento avverso.

Lui come te,
incerto se planare
a ridosso dell’onda
o in attesa del tramonto
quietarsi sopra un faraglione.

Sotto allo scoglio
solo una pozzanghera,
il suo immenso mare…
frammenti del tuo perduto pianto.

domenica 7 giugno 2009

Come si vestono loro, non lo fa nessuno! - lista 1 -

Di libri è proprio vero: posso definirmi una fanatica!
Una libreria per me è un luogo sacro, serenità all'ennesima potenza e tempo che scorrerebbe all'infinito se ogni volta non ci fosse con me qualcuno a trascinarmi via, quasi sempre comunque a malincuore.
I libri portano subito alla mente le parole, le storie che contengono, i personaggi, l'informazione e la didattica anche... ma un libro è solo questo?
No di certo.
Non per me almeno.
Un libro può essere anche immagini, rapide percezioni, colori, comunicazione senza la presenza delle parole, ecco... comunicazione.
Comunicazione anche grafica.
Ho cercato, selezionato (con criteri del tutto personali imputabili al mio personale gusto), raccolto e messo assieme venti copertine.
Non ho letto tutti questi libri (qualcuno sì però!), alcuni non so nemmeno di cosa trattino, se siano dei saggi, dei fantasy, dei gialli, dei romanzi rosa o cos'altro, ma ho provato ugualmente a farmi trasmettere qualcosa, così... per una volta senza le mie amatissime parole (sempre rigorosamente scritte, ovvio!).
Ci sono le copertine di tipo minimalista, come le prime che seguono, il cui intento forse è proprio quello di lasciare spazio interamente al contenuto del libro... alcune volte rispecchiando sempre la linea adottata dalla casa editrice, poiché tutti i libri sono così (ad esempio quelli Adelphi), anche se poi raramente, soprattutto per la linea adottata per tutti i libri di una collana o casa editrice, la copertina ne rispecchierà anche il genere e il contenuto stesso.
Qui ci sono tre esempi di questo tipo di copertine, le ultime due rispecchiano più la linea grafica adottata dall'editore, mentre la prima è un bell'accostamento tra titolo ed immagine.

Tutte quelle che seguono invece cercano di dare un'impronta precisa.
Alcune sono volutamente ironiche, altre evocative, altre ancora metaforiche, altre cercano (e di certo è anche un'operazione di marketing) di creare nell'immediato un contatto, dettato da curiosità, da un'emozione o da altro, con chi prenderà in mano quel libro.
Io mi sono accorta di prendere in mano spesse volte, e solo per un discorso di copertina, i libri della Voland (qui riporto La mala morte) e di Neri Pozza (qui trovate Caffè Babilonia e Agnes Browne nonna).
Ad ogni modo, eccole tutte qua nel loro diverso modo di comunicare e presentarsi al futuro lettore che, ovvio, non comprerà un libro esclusivamente sulla base della copertina, ma qualche volta capita anche questo, parola di accanita lettrice!





Volutamente lasciata per ultima la mia preferita, finora.

lunedì 1 giugno 2009

Non ci pensare...

Pare sia girato in ogni angolo del web e in tutte le lingue, l'hanno passato anche in radio ecc... eppure questo famosissimo monologo io non lo conoscevo (o non mi ricordavo di conoscerlo!), ma sento che leggerlo mi fa bene e voglio tenermelo a portata di mouse.
Contiene quella giusta punta di saggezza velata da una punta d'ironia, che mi piace e appunto mi fa bene.
Il film è The big kahuna, io non l'ho visto ma rimedierò!, e questo è il monologo:

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio... per questa volta.