Anche i libri hanno la loro storia... anzi, più storie in base al percorso che fanno, alcuni ininterrottamente da quando qualcuno li acquista e continua a passarli di mano in mano.
Neve di Maxence Fermine ha una bella storia.
Era stato un acquisto per caso, come capita a tanti libri, già sette o anche otto anni fa.
Mi era piaciuto, era sottolineato, qualche pagina era messa in evidenza da una piegatura (purtroppo ho questo brutto vizio!) e un'altra copia doveva anche finire per regalo a una persona che, invece, per i casi della vita, per via di scelte, di sgambetti ecc... non ho mai più rivisto a libro ormai acquistato.
A un certo punto quindi ero in possesso di ben due copie, ho sempre prestato i libri e sempre lo farò. In genere ritornano, quelle due copie di Neve non hanno mai più fatto ritorno.
In internet ormai si trova di tutto, così riuscivo ogni tanto a recuperare una frase, una citazione, un pensiero... ma ecco che per lo scorso Natale proprio Neve mi giunge per regalo da un'amica, sorpresa!
Il suo è stato un percorso travagliato, ma in un certo senso dopo parecchi anni il libro è tornato a casa!
Ed ecco una bella definizione di poeta:
"In verità, il poeta, il vero poeta, possiede l'arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. Il difficile non è elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere della penna. Non è neppure andar dritto su una linea continua e talvolta interrotta da vertigini effimere quanto la cascata di una virgola o l'ostacolo di un punto. No, il difficile, per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all'altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure per qualche istante, dalla corda dell'immaginazione. In verità, il difficile è diventare funambolo della parola."

