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domenica 5 febbraio 2012

Panta rei

Lascio il risultato dell'esame di letteratura italiana al suo destino per proiettarmi verso uno dei prossimi *storia della filosofia* che, a sensazione e dopo aver seguito la prima lezione, non credo mi devasterà come il precedente.
Una sola lezione appunto ed ecco l'idea e la voglia di dedicare a questo nuovo mese quello che diceva Eraclito, più di duemila anni fa, ovvero che non ci si bagna mai due volte nella stessa acqua di un fiume e che la mano immersa nelle sue acque non è mai bagnata dalla stessa identica acqua.
Da quello che finora ho appreso, l'espressione panta rhei os potamòs tradotto in tutto scorre come un fiume, ha in sé il tema del divenire, in contrapposizione a quello dell'essere, e il 'piccolo' frammento di verità secondo il quale l'uomo alla fine non può mai fare la stessa esperienza due volte, poiché ne cambiano i contorni, i presupposti e gli scenari per via del tempo trascorso e del mutamento interiore (considerazione attuale e moderna).
Lo dedico proprio a questo febbraio, perché mi piacerebbe provare a far scorrere tutto, senza controllo, senza pormi troppe domande e senza ritrovarmi nella solita condizione di chi ricerca qualcosa di non ben definito in qualsiasi momento, senza sosta alcuna, senza pace e soprattutto senza mai giungere alla fine della ricerca.
Lontano dalla nostra quotidianità, dalla frenesia dell'essere e del vivere di questo XXI secolo è ancora possibile ritrovare una sorta di saggezza del passato, fermarsi a pensare un attimo... anzi, no, smettere di pensare per un attimo solo con l'intento di provare a far scorrere tutto senza freni, un esperimento del come, del quando, del perché e di quel che viene e sarà.
In un certo senso mi piace anche l'idea di non essere sempre uguale un istante dopo l'altro, così come non lo è il tempo, il nostro rapporto con gli altri, la successione degli eventi ecc...

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