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giovedì 29 giugno 2017

Radici

L'anno scorso quest'anno
una persona mette radici
come una camelia.

#haiku Takahama Kyoshi (1874-1959)

lunedì 9 settembre 2013

E allora boh...

Oggi posso finalmente dire di aver portato a termine un percorso e lo scrivo qui perché proprio in queste pagine virtuali esternai i miei dubbi a riguardo, ebbene sì: la mia tesi è in stampa. 
Resta l'attesa per la data della discussione a novembre, ma il grosso è fatto e io dopo circa due anni sono di nuovo "libera", la beffa vuole che attualmente io sia pure disoccupata, ma principalmente di nuovo libera di fare o non fare, di uscire o non uscire, senza più avere come priorità lo studio e gli esami.
In questi giorni, o anche quando avevo finito a maggio gli esami, mi è stata posta spesso questa domanda:
«e ora cosa diventi, cosa sei?»
Mi fa sorridere, pur capendone il significato e rispondendo a tono, ma qualche volta a qualcuno ho semplicemente risposto:
«divento un po' più me stessa, semplicemente.»
Pare non essere una risposta accettabile, dott.ssa di lettere di primo livello indirizzo moderno sarebbe suonato meglio, così se già le stesse persone avevano strabuzzato gli occhi alla notizia della ripresa degli studi nonostante lavorassi da più di dieci anni, di fronte a questa risposta credo abbiano definitivamente perso ogni speranza di capire.
Eppure, almeno per me, non c'è nulla di così difficile da capire, tutto quello che ho fatto e tutte le strade che ho percorso hanno tutte avuto come meta sempre la stessa cosa: conoscermi di più, capirmi, realizzare un desiderio e allinearmi con quello che sono veramente. 
Perché è una risposta così difficile da accettare? 
Forse c'è che oggi contano sempre più le etichette, i titoli, l'immagine rispetto a ciò che si è realmente. Questo è il tempo dei social network, dove se non posti l'ecografia di tuo figlio o le foto del fidanzamento vuol dire che sei una persona "asociale", una che non vuole condividere, è proprio così e in tal senso credo di essere così. Resto dell'idea che sono ancora tante le cose, come l'intimità e la privacy, che andrebbero tutelate, a partire da se stessi.
Ovviamente è solo una mia opinione, magari col tempo cadrò anch'io in questa rete, ma non credo, vista la voglia di chiudere così anche queste pagine, non avendo poi più molto da dire né la voglia di farlo. Sono periodi, ogni cosa ha il suo e questa specie di blog forse ha vissuto il suo tempo.
«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni», lo diceva Eleanor Roosevelt ed è la frase che apre la mia tesi.
Forse i post finiranno qui (una bella e insolita coincidenza vuole che siano proprio 186 come le pagine della mia tesi), forse no, non amo struggenti addii o saluti né cancellare il tempo, le parole e gli scritti, del resto chi passa di qui passa pure per la mia mail, quindi... ora è semplicemente così.
E allora boh!!!

mercoledì 16 gennaio 2013

Leggende astrologiche

Eh sì, ovvio, anche l'astrologia è piena zeppa di leggende metropolitane...
Esempi?

Ce ne sono un'infinità.
In questo post mi limiterò a uno in particolare che sto avendo modo di vivere personalmente, il fantastico e super fortunato transito di Giove, attualmente in stazionamento nella mia 7a casa (quella delle associazioni, dei rapporti con gli altri, allargando il campo a unioni e matrimoni) congiunto a se stesso (ritorna quindi nella sua posizione natale dopo 12 anni) e alla Luna (un elemento che nel mio caso forma parecchi aspetti con il resto del tema natale).
Sarà capitato a tutti di leggere quanto fortunato sia un transito del buono dello zodiaco su un pianeta personale (ne sapranno qualcosa i Gemelli, a cui magari tutto va storto... eppure hanno Giove congiunto al Sole! ^__^), e così sempre viene presentato, soprattutto negli oroscopi relativi al proprio segno solare e, a furia di leggere di fortuna e di sfortuna regalate così a peso, sinceramente mi sono scocciata.

Tutto ciò però, oltre a essere una generalizzazione bella e buona, credo sia proprio una sorta di leggenda.

Un transito o un passaggio importante di un pianeta in un segno non vale comunque per tutti, per ogni tema natale, per tutte le persone, per ogni tipo di esperienza.
La prima informazione che ho cercato di tenere a mente quando ho studiato il buon Giove è il suo essere un amplificatore, un'energia espansiva, nel bene e nel male, più che un buono, un magnanimo, un generoso ecc... e, vedendolo come un semplice amplificatore (di emozioni, di situazioni già in bilico, di problemi, di momenti brutti, di momenti belli, di momenti confusi), riesco a capire meglio i suoi transiti e soprattutto il perché tante volte non è per nulla apportatore di quella fortuna che si legge caratterizzarlo.

Tutto ciò vale anche al contrario per il cattivo numero uno dello zodiaco, ovvero per il transito del famoso Saturno contro (come a dire che quando è congiunto è meno contro!!), perché non fa male a tutti e a tutto ciò che sfiora e allo stesso identico modo, altra leggenda.

Perché questa considerazione?
Per un concretissimo dato di fatto, ovvero che con Saturno (congiunto al mio Sole) avevo trovato il mio attuale lavoro ultradecennale (pur se inserito in un periodo difficile e proprio bruttino, dove Saturno ha dato secondo me comunque la sua impronta e il suo colore al lavoro in sé, per i sacrifici richiesti in questi anni, per il surplus di lavoro stesso senza in rapporto un vero ritorno economico, per le limitazioni quando in altri luoghi si osservavano regolarmente ponti, festività ecc...) e con Giove che fa aspetti positivi in giro per il mio tema natale lo sto perdendo, preparandomi a incrementare il già vasto numero di disoccupati e a breve (ma quanto breve sarà tutto da vedere) con laurea (giusto per rispecchiare appieno la figura del disoccupato doc italiano).

Qualcuno potrebbe osservare che Giove, nel mio caso, semplicemente porta a compimento quanto intrapreso 12 anni fa, visto che si tratta di un transito di ritorno nella sua posizione natale ed è corretto, nulla da contestare... così come il fatto che la "fortuna" potrebbe stare proprio nel perdere l'attuale lavoro e nell'intraprendere un nuovo percorso, anche qui nulla da ribattere e, anzi, se devo dirla tutta credo anch'io sarà così.


Se proprio vogliamo poi, forse il suo transito ha più effetto sul modo sereno con cui sto cercando di vivere questo cambiamento, atteggiamento non proprio scontato visto che capita in un momento di certo non semplice di suo per via dell'università con i 5 esami da superare, con le relative spese ancora da sostenere e la necessità prettamente fisica e materiale di avere tempo in cui inserire sia lo studio che la ricerca del nuovo lavoro.

L'esempio, molto generalizzato di proposito perché non c'è mai solo un Giove, un Saturno o un Marte di transito ma concorrono a determinare una situazione un vasto numero di altri fattori, vuole solo dimostrare - ancora una volta - che nulla è positivo in assoluto e a prescidere (l'esempio di Giove), così come nulla lo è in negativo e in modo distruttivo (il caso di Saturno).

Quindi, nell'analisi a primo impatto di questa situazione, volendo applicare tutte le generalizzazioni proprie di alcuni tipi di astrologia avrei dovuto vivere uno dei periodi più fortunati del periodo, invece secondo me - considerazioni precedenti a parte circa il cambiamento in sé - nell'immediato e per il momento storico e sociale che stiamo vivendo non c'è da vederci nulla di positivo nel ritrovarmi a breve disoccupata... continuando però a smontare queste generalizzazioni e avendo toccato con mano che tali sono, se tanto mi dà tanto, allo stesso modo non si devono vedere con un piede già nella fossa i tanti Toro (me compresa) che stanno vivendo o si ritroveranno ad avere il temutissimo Saturno contro, come letto sicuramente ovunque!, oppure i Sagittario che questo Giove ce l'hanno in opposizione.

Con questo non voglio certo far passare un transito di Saturno come una passeggiata, perché assolutamente non lo è, durante i suoi passaggi nulla passa inosservato e i periodi caratterizzati dai suoi transiti si sentono, però non credo sia corretto nemmeno far sempre ben sperare in un transito di Giove che, se non arriverà all'esempio estremo e contrario alla sua natura che ho descritto, potrebbe benissimo passare del tutto ignorato, senza far piovere dal cielo tutto quello che, indubbiamente per colpa delle personali aspettative, ci si aspetta sempre e comunque durante i suoi transiti.

Quindi, anche per questo 2013 iniziato in un clima di totale incertezza per quel che mi riguarda, bonariamente rinnovo l'iscrizione al club «salviamo Saturno» e abbasso invece Giove...

Riprendendo, per chiudere, il discorso in modo serio aggiungo solo che ogni transito ha qualcosa di più profondo da segnalare e portare a galla in un determinato momento della nostra vita, esternazioni materiali, concrete e reali a parte, solo che non è sempre facile scendere così in profondità, entrare in contatto con la parte più vera di noi stessi e darle ascolto per dare voce a quelle che sono le nostre vere ispirazioni, una meta tutt'altro che facile da raggiungere, con o senza astrologia.

domenica 30 dicembre 2012

BUON 2013!

Mancano poche ore alla fine del 2012, per me è stato un anno importante, molto impegnativo, bello direi che è un'altra cosa, ma non mi lamento va.
Il 2013 si presenta in modo ambiguo, ma in genere si tirano le somme dalla metà anno in avanti, per chi è abituato a farlo, io invece lo valuto solo ad anno finito quindi cerco di accoglierlo positivamente e auguro a tutti di fare e di aver modo di fare altrettanto.
Ovviamente non possono mancare gli auguri "alla Charlie Brown"!
E allora, buon 2013 a tutti e che sia esattamente come lo vorreste, con le persone che amate accanto e, soprattutto, senza dolore... che va bene che fa crescere ma si cresce benissimo anche restando sereni e, perché no, felici.

visto che il 2012 non è scaduto, secondo me si fa ancora in tempo...

il riposo è importante, tra un oggi e un domani spero di recuperare tempo a sufficienza per dedicarmi a questa nobile attività...


venerdì 30 novembre 2012

Tom Joad a La vita in diretta...

Lo si può rivedere a questo link, portando avanti il video a circa un'ora e 46 minuti, dopo la storia della Sig.ra Valerie (se invece andate proprio di fretta a un'ora e 58 minuti):

Tom a La vita in diretta

Il suo blog...

giovedì 23 agosto 2012

Un'adozione particolare...

Per caso sono venuta a conoscenza di questa iniziativa e non ho resistito.
Ho adottato la mia parola, qui:


Ho scelto "SCOLPITO" e come motivazione il fatto che per me è ciò che resta impresso, ovunque e nel tempo... mi piace l'idea d'immutabilità che trasmette.
Inoltre, ho scelto questa bella citazione di Antonin Artaud dove la mia parolina adotatta è contenuta:

Nessuno ha mai scritto, dipinto, scolpito, modellato, costruito o inventato se non, di fatto, per uscire dall'inferno.

Anche se le ferie per molti sono finite, ancora buone vacanze.
Io dovrei riuscire a fare le mie tra un paio di giorni, finalmente al mare, del lago (per fortuna che c'è però!) e di studiare ne ho basta davvero...

domenica 22 aprile 2012

Non tutto si coltiva...


Questo è un argomento, insieme a tanti altri correlati, che mi sta molto a cuore, per questo segnalo lo spot realizzato per la campagna di sensibilizzazione per la terapia del dolore promossa da Age.na.s.:


domenica 25 marzo 2012

Primavera e poesia

Impegnata con la sessione d'esami, settimana scorsa mi sono persa ben due eventi:
la giornata mondiale della poesia e l'inizio della primavera, entrambi del 21 marzo.

Per il primo evento, vedo di recuperare con pochi versi di una poetessa da poco scomparsa, Wisława Szymborska, che hanno un significato profondo seppur racchiuso in poche parole, in linea poi con la vita frenetica di questi tempi e con la perenne lotta con il tempo e con la sua mancanza:

La vita, per quanto lunga, sarà sempre breve.
Troppo breve per aggiungere qualcosa.

Per il secondo evento, oggi ho recuperato dedicandomi a piante e fiori, sotto un bel sole primaverile... buona primavera!

domenica 19 febbraio 2012

Il libro ritrovato...

Anche i libri hanno la loro storia... anzi, più storie in base al percorso che fanno, alcuni ininterrottamente da quando qualcuno li acquista e continua a passarli di mano in mano.
Neve di Maxence Fermine ha una bella storia.
Era stato un acquisto per caso, come capita a tanti libri, già sette o anche otto anni fa.
Mi era piaciuto, era sottolineato, qualche pagina era messa in evidenza da una piegatura (purtroppo ho questo brutto vizio!) e un'altra copia doveva anche finire per regalo a una persona che, invece, per i casi della vita, per via di scelte, di sgambetti ecc... non ho mai più rivisto a libro ormai acquistato.
A un certo punto quindi ero in possesso di ben due copie, ho sempre prestato i libri e sempre lo farò. In genere ritornano, quelle due copie di Neve non hanno mai più fatto ritorno.
In internet ormai si trova di tutto, così riuscivo ogni tanto a recuperare una frase, una citazione, un pensiero... ma ecco che per lo scorso Natale proprio Neve mi giunge per regalo da un'amica, sorpresa!
Il suo è stato un percorso travagliato, ma in un certo senso dopo parecchi anni il libro è tornato a casa!
Ed ecco una bella definizione di poeta:
"In verità, il poeta, il vero poeta, possiede l'arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un'opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. Il difficile non è elevarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere della penna. Non è neppure andar dritto su una linea continua e talvolta interrotta da vertigini effimere quanto la cascata di una virgola o l'ostacolo di un punto. No, il difficile, per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all'altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure per qualche istante, dalla corda dell'immaginazione. In verità, il difficile è diventare funambolo della parola."

sabato 11 febbraio 2012

Wisława Szymborska

Ho scritto di lei già in passato, questa volta lo faccio per salutarla.
Ho appreso per caso domenica scorsa da Saviano, ospite della trasmissione di Fazio, che se n'è andata il 1° febbraio e sono rimasta lì in piedi davanti alla tv, dispiaciuta e commossa, ad ascoltare le bellissime parole di Saviano a lei dedicate.
Lascio anche il video, perché è davvero emozionante per come Saviano ha saputo descriverla e descrivere il suo fare poesia ed essere una grande, timida, discreta poetessa, io non ci riuscirei meglio:



Io la saluto a mio modo:

Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.


La poesia di cui Saviano legge solo l'ultimo verso è, invece, questa:
 
Ogni caso

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.

Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.

Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.

In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.

Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

Entrambe queste poesie sono contenute nel suo volume Vista con granello di sabbia, edito da Adelphi, collana Biblioteca Adelphi.


E, purtroppo, insieme ad Alda Merini se n'è andata un'altra immensa e grande persona che, a sua insaputa, ha fatto e farà comunque parte a lungo della mia vita.

sabato 28 gennaio 2012

Finalmente la neve!

Vista con gli occhi dei mitici Peanuts:


I soliti interrogativi di genere...


La vena romantica presente in ogni singolo fiocco...



Chi l'ha detto che siamo tutti uguali?

venerdì 30 dicembre 2011

Buon anno alla Lucy!

A tutti/e felice anno nuovo, che possa essere un anno corrispondente alle vostre aspettative!!

Alla ricerca della felicità...


venerdì 23 dicembre 2011

Buon Natale!

A tutte le persone che passano spesso e con regolarità da questo blog, a chi ci gira intorno guardandolo ancora con sospetto, a chi ci è capitato per caso e/o per sbaglio e non ricapiterà più, a chi resta in silenzio, a chi partecipa, approva, apprezza, critica, consiglia,

a chi ama dormire ma si sveglia sempre di buon umore,
a chi saluta ancora con un bacio,
a chi lavora molto e si diverte di più,
a chi ha l'entusiasmo di un bambino e i pensieri di un uomo,
a chi va in fretta in auto ma non suona ai semafori,
a chi arriva in ritardo ma non cerca scuse,
a chi spegne la televisione per fare due chiacchiere,
a chi è felice il doppio quando fa a metà,
a chi si alza presto per aiutare un amico,
a chi vede nero solo quando è buio,
a chi non aspetta il Natale per essere migliore,

a chi non smette mai di sognare,
ai testardi, a chi ci prova sempre e non molla mai,
a chi è in arrivo e a chi è in partenza,
a chi sta nel mezzo di un qualsiasi viaggio…

Buon Natale!

domenica 4 dicembre 2011

Un tanka...

... parente stretto dell'Haiku, è un pensiero di più vasto respiro.

Dolce al tatto
la bambola di pezza
impolverata.

Sorride tra le pieghe
del suo vecchio vestito.

Con questo ero arrivata finalista, l'anno scorso, al 1° concorso "Elpidio Jenco" organizzato dalla Casa editrice Edizioni Cinquemarzo che merita di essere seguita per le sue particolari attività editoriali.

sabato 5 novembre 2011

Una voce...

La terra non appartiene all'uomo,

è l'uomo che appartiene alla terra

e tutte le cose sono collegate

come il sangue di una famiglia.

Qualunque cosa capita alla terra,

capita anche ai figli della terra,

quindi non è stato l'uomo a tessere

la tela della vita, egli ne è soltanto un filo.

Qualunque cosa faccia alla tela la fa a sé.

«Capo indiano Sioux Caprido Zoppo»

martedì 25 ottobre 2011

Ai giovani...

...ai quali stanno rubando il futuro, lei diceva, e io nel ricordarla ancora ringrazio:

A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni,
non per costruivi tombe,
o simulacri, ma altari.
Pensate che potete camminare su di noi
come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana.
da "La vita facile", Alda Merini (21-mar-1931/01-nov-2009)