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sabato 27 agosto 2011

Un intermezzo liberatorio...

Ho pensato che nel mezzo di letture di astrologia karmica e anche molto più profonde circa la continuità o meno della vita, le nostre relazioni con gli altri, il perché e il per come di alcuni incontri e rapporti ecc... potesse starci bene quest'intermezzo liberatorio tra il saggio e il disilluso, se vogliamo dirla tutta nemmeno poi tanto disilluso a torto!



venerdì 19 agosto 2011

Amori imperfetti


Quest'estate mi sta regalando letture interessanti e appaganti circa le tante risposte che vado cercando un po' in giro, senza seguire una direzione precisa o, come in questo caso, letture specifiche.
In un paio di giorni ho letto un romanzo di un tot di pagine, caso editoriale del 2011 Il linguaggio segreto dei fiori di Diffenbaugh Vanessa, un regalo di mio fratello e per questo mi ritrovo a leggere un caso editoriale nell'anno stesso di riferimento, fatto molto insolito per me, visto che in genere li evito abbastanza a cuor leggero. Quattro copertine possibili per il libro ed è così che mi sono ritrovata per regalo il libro con la camomilla come fiore scelto per la copertina, la forza nelle difficoltà.
Un po' perché di un regalo si tratta, un po' per il bel messaggio che ha voluto simbolizzare in questo modo mio fratello, un po' perché in estate la lettura ci sta come il sole, la sabbia e il mare, insomma l'ho letto in un giorno e mezzo... inverosimile per certi aspetti, interessante per il significato attribuito ai fiori, in tal senso quindi molto affascinante e intrigante anche se non me la sento di consigliarlo senza riserve.
E da ieri sto leggendo Amori imperfetti di Maria Rita Parsi, non l'ho ancora finito e non è quello che mi aspettavo per impianto e anche per esposizione, però mi ha offerto già due spunti niente male che riporto.
Il primo è una citazione dal libro Il serpente piumato di David Herbert Richards Lawrence:
«Non esiste dare, non esiste prendere né mano che offre, né che riceve, solo la stella fra le due mani è tutto e la mano scura e quella chiara si fanno invisibili. [...]
E non consentite che da voi trabocchi per eccesso, e non permettete che qualcosa vi sia strappata. [...]
E non pretendete nulla per dire: «Questo è mio!». Poiché nulla si può possedere, neppure la pace.
Nulla si può possedere, né oro, né terra, né amore, né vita, né pace, e neanche il dolore e la morte; neanche la salvezza.
Non dite mai di qualcosa: «È mia!».
Dite soltanto: «È con me».»
Il secondo spunto, contenuto sempre all'interno di Amori imperfetti della Parsi, mi arriva invece da Lou Andreas-Salomé, una scrittrice e psicoanalista tedesca di origine russa:
«Solo chi rimane completamente se stesso si presta alla lunga a venire amato, perché solo così, nella sua pienezza vitale, può simbolizzare per l'altro la vita, essere avvertito come una potenza di essa. Non vi è errore più grande nell'amore dell'adattarsi timorosamente l'uno all'altro e di uniformarsi a vicenda [...]. Un eterno rimanere estranei nell'eterna vicinanza è dunque il segno più pertinente e inalienabile di ogni amore in quanto tale: [...] non solo nel disprezzo o nell'amore non ricambiato, infatti, ma dappertutto, ovunque dove ci si ama, l'uno sfiora solo l'altro lasciandolo poi a se stesso. È sempre una stella irraggiungibile che noi amiamo, e ogni amore è sempre nella sua profonda essenza una segreta tragedia, ma proprio per il fatto di esserlo riesce ad avere effetti così potentemente produttivi.»
A volte mi piacerebbe avere quella "leggerezza" mentale ed emotiva che ad esempio ha un mio amico, che alla lettura di tutto ciò semplicemente ha esclamato: «Tutte str...te! Le cose se devono capitare capitano, senza analizzarsi, senza per forza capirci pure qualcosa e senza che siano necessariamente giuste o sbagliate...», intanto io proseguo con le mie letture estive!

lunedì 15 agosto 2011

domenica 7 agosto 2011

Un tocco di serenità...

Durante la mia trasferta a Roma ho avuto la fortuna di vedere un altro dei miei dipinti preferiti, dal vivo... presente nella mostra Impressionismo Espressionismo e Avanguardia al Palazzo delle Esposizioni, dov'erano esposti 100 capolavori delle collezioni del Städel Museum di Francoforte.
Sono rimasta un bel po' ferma a osservarlo, il quadro è di Renoir Alla fine della colazione, olio su tela del 1879 realizzato a Montmartre.
Mi piace moltissimo per il frammento di vita che s'intravvede, per l'atmosfera rilassata, raffinata e amichevole e soprattutto per lo sguardo del cavaliere, sornione, affascinante e maschile.

Alla fine della colazione, olio su tela 1879 Pierre-Auguste Renoir 
Tra le opere degli altri artisti presenti alla mostra c'erano anche quelle di Koch, Monet, Corot, Degas, Van Gogh, Moreau, Cézanne, Böcklin, Munch, Beckmann, Max Ernst, Paul Klee e Picasso.