Pagine

Visualizzazione post con etichetta mostre. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mostre. Mostra tutti i post

domenica 26 maggio 2013

Fluttuante

Ad appena tre giorni dai miei ultimi due esami, la sensazione forte è quella di sentirmi un po' protagonista, animata o inanimata non importa, di un quadro di René Magritte, tipo questo:

René Magritte, La voce dei venti, 1928
Pesantezza e leggerezza che si uniscono, si confondono, confondono dando vita a un altro suo quadro surrealista e io mi sento fluttuante tra queste due misure... spero ancora per poco.

In questo momento una tappa d'obbligo sarebbe una visita al Museo Magritte aperto a Bruxelles nel 2009 (inaugurato il 30 maggio, giorno in cui sosterrò gli esami) e a lui interamente dedicato, non sarebbe male come pausa ricreativa nonché ripasso di arte direttamente dal vivo.

sabato 18 maggio 2013

Ancora arte...

Da poco ho scoperto un'altra interessante rubrica dedicata all'arte che, nonostante l'esame di arte moderna sostenuto e quello di arte contemporanea in preparazione, mi ha fatto scoprire opere per nulla famose ma bellissime, come ad esempio La morte di Pocri di Piero di Cosimo...

sabato 15 dicembre 2012

Amor sacro e Amor profano

Sono passata finalmente ad arte, precisamente a Storia dell'arte moderna, e sarebbe bastato un solo secolo (nemmeno i quattro oggetto di esame) per avere un'idea di quanto l'Italia sia piena di produzioni artistiche, dalle maggiori e più conosciute alle opere minori, di certo non meno rilevanti.

E finalmente mi trovo di fronte a due manuali d'arte (in realtà sono quattro, ma gli altri due saranno oggetto di studio per l'esame di Storia dell'arte contemporanea) e ho voluto estrarre un'opera che mi ha sempre affascinato e colpito per il suo significato o, meglio, per la sua possibile interpretazione e per la scena raffigurata nel suo complesso.

Amor sacro e Amor profano è un dipinto a olio su tela di Tiziano del 1515 circa e conservato nella Galleria Borghese di Roma (che, ahimé, non ho mai avuto modo di vedere di persona!), il cui committente si è fatto risalire a un personaggio di spicco nella Venezia del primo Cinquecento, Nicolò Aurelio, tramite lo stemma apposto sulla fronte del sarcofago, che nel 1514 sposa, nonostante i numerosi ostacoli di carattere politico che avrebbero dovuto dividere i due coniugi, Laura Bagarotto, la donna che probabilmente amava davvero, a dimostrazione dell'elevato livello intellettuale della coppia, tra le pochissime al tempo in grado di evitare matrimoni combinati.
Godere semplicemente di un'immagine oppure capirne in più il significato, quello che ha voluto raffigurare l'artistia, o ancora farne un'analisi dettagliata, cambia poi di molto il modo in cui la si guarda successivamente.
Dopo averla studiata e dopo averne letto l'analisi e le varie interpretazioni, resta per me un'opera straordinaria.
Il dipinto ha carattere allegorico in quanto esprime per simboli significati reconditi e resi ancora più evidenti dal carattere privato della destinazione (è infatti assodato che il dipinto sia stato il raffinato dono nuziale dell'Aurelio alla moglie).
Brevemente, si può dire che il dipinto è un quadro di matrimonio, ma anche uno strumento di diplomazia familiare, che celebra la forza dell'amore per cancellare atti di violenza passati (presenti e raffigurati sulla fontana/sarcofago).
Continua a colpirmi la figura del fanciullo, un amorino alato che potrebbe essere Amore/Cupido che, in una vasca piena d'acqua, è intento a rimescolare le acque torbide di passato e presente (attribuibili agli eventi che interessarono il padre della sposa), componendo i dissidi (una chiara allusione alla Temperanza).
Infatti, probabilmente, la figura vestita è riconducibile per metafora proprio alla futura sposa, abbigliata secondo gli usi del tempo (coroncina di mirto sul capo, il mazzetto di roselline nella mano destra, il contenitore munito di coperchio al suo fianco, la cintura chiusa dalla fibbia, i guanti...).
Nessuno mai li nota, ma accanto alla donna vestita c'è pure una coppia di conigli, un tradizionale simbolo di fertilità.
La donna nuda invece potrebbe essere una Venere, in alcune interpretazioni la Venere celeste (un'allegoria dell'amore divino), contrapposta alla Venere mondana (la donna vestita e allegoria dell'amore umano).
Nel dipinto è la Venere celeste che, leggermente rialzata rispetto alla compagna, sembrerebbe indicarle con il braccio alzato la strada virtuosa da seguire.


Amor sacro e Amor profano, Tiziano, 1515 ca, olio su tela, Galleria Borghese, Roma 


domenica 7 agosto 2011

Un tocco di serenità...

Durante la mia trasferta a Roma ho avuto la fortuna di vedere un altro dei miei dipinti preferiti, dal vivo... presente nella mostra Impressionismo Espressionismo e Avanguardia al Palazzo delle Esposizioni, dov'erano esposti 100 capolavori delle collezioni del Städel Museum di Francoforte.
Sono rimasta un bel po' ferma a osservarlo, il quadro è di Renoir Alla fine della colazione, olio su tela del 1879 realizzato a Montmartre.
Mi piace moltissimo per il frammento di vita che s'intravvede, per l'atmosfera rilassata, raffinata e amichevole e soprattutto per lo sguardo del cavaliere, sornione, affascinante e maschile.

Alla fine della colazione, olio su tela 1879 Pierre-Auguste Renoir 
Tra le opere degli altri artisti presenti alla mostra c'erano anche quelle di Koch, Monet, Corot, Degas, Van Gogh, Moreau, Cézanne, Böcklin, Munch, Beckmann, Max Ernst, Paul Klee e Picasso.

lunedì 9 maggio 2011

Gli impressionisti

Finalmente ieri ho visto la mostra degli impressinisti, a Milano fino al 19 giugno. Finora, insieme alla mostra su Monet, senza alcun dubbio la più bella a cui sono stata.
A livello artistico il movimento degli impressionisti mi piace moltissimo, in più la mostra è stata curata in modo impeccabile, quindi almeno per me nulla da dire a riguardo... semplicemente due ore passate in modo affascinante, immersa in quel particolare clima dell'epoca soprattutto parigino.
73 opere hanno catturato l'attenzione di molti, provengono dalla collezione Clark dello Sterling and Francine Clark Art Institute e per citare solo qualche nome di pittori presenti: Renoir, Manet, Monet, Degas, Pisarro, Morisot, Theodore Rousseau e il ferrarese Boldini.
Non è stato un movimento per nulla acclamato dalla critica del tempo, e nemmeno dal pubblico, basta pensare che il famoso La colazione sull'erba di Manet, "accolto" al Salon des Refusée (Salone dei rifiutati all'Académie des beaux-arts di Parigi!) fu criticato negativamente anche in quel contesto.
Come a dire che ogni cambiamento necessita sempre di un certo adattamento...


martedì 30 novembre 2010

Salvador Dalì - Il sogno si avvicina -

A Milano, a Palazzo Reale, fino al 30 gennaio 2011 Salvador Dalì farà sognare ancora molte persone.
Sono riuscita a vedere la mostra proprio domenica, nonostante la prima neve di questo inverno e il rischio di perdere il treno per Milano, per le difficoltà nel raggiungere la stazione ferroviaria. Per la serie: quando hai un progetto non preoccuparti che tutto il mondo sarà con te, esattamente il contrario di quello che solitamente si legge sui manuali self-help e del pensiero positivo.
Tornando alla mostra, merita di essere vista, vissuta, interiorizzata al meglio. Del resto questa è Arte, e non serve nemmeno sottolinearlo.
Dalì non rispecchia quello che per me in arte è l'impatto immediato, l'empatia nel sentirsi affini con l'artista, il riconoscersi nella tela... per un'emozione, per il saper cogliere la comunicazione insita in ogni opera. Il mio approccio è stato piuttosto di stupore, e non siamo molto affini nemmeno come personalità... lui aveva (ha) quell'esuberanza che a me manca.
Qualcuno rabbrividisce di fronte a discorsi del genere sull'Arte, ma come ogni altro mio diritto io rivendico sempre anche quello del gusto personale (per alcuni da accantonare), pur se inserito in un contesto di così alto livello come, appunto, quello dell'arte in genere.
Per tutto ciò, e forse proprio per questi motivi, sono riuscita ad apprezzarlo moltissimo.
Non sono una critica d'arte e nemmeno un'esperta. Mi considero semplicemente un'appassionata, come del resto lo sono di moltissime altre cose. Quindi, più che il suggerimento di visitare la mostra, non ho altro da aggiungere, se non due frasi di Dalì che secondo me rispecchiano bene la sua personalità, segnata molto - astrologicamente - dalla Luna che, oltre a simboleggiare la figura femminile, l'infanzia, la donna, simboleggia anche l'immaginazione e la memoria...

Cominciate a disegnare e a dipingere come gli antichi maestri, poi fate come volete - sarete sempre rispettati.

Desidero che ogni colpo di pennello raggiunga l'assoluto e dia l'immagine perfetta dei testicoli della pittura, testicoli che non sono i miei.

Il cammino dell'enigma, 1981 Olio su tela, 140 x 94 cm

lunedì 20 settembre 2010

Francesca Woodman a Milano

Eh sì, proprio così... i suoi scatti sono in mostra a Milano al Palazzo della Ragione.
Fin dalla mia scoperta di questa giovane fotografa ne sono stata attratta e ritrovarmela in mostra a Milano, seppur distante da casa mia, è stata una bella sorpresa come l'occasione di passare in ottimo modo la prossima domenica.
Le sue sono senza dubbio immagini molto forti, parecchie che la vedono come protagonista e per questo divenuta celebre come autoritrattista. Trovo che la sua fotografia sia di elevato spessore e comunicativa di una forma profonda di sensibilità, nonché creatività e di certo anche disagio, visto che è morta suicida nel 1981 ad appena 23 anni.

Francesca Woodman a Milano

Senza Titolo, Providence, Rhode Island, 1975-1978, stampa alla gelatina d'argento