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martedì 30 novembre 2010

Salvador Dalì - Il sogno si avvicina -

A Milano, a Palazzo Reale, fino al 30 gennaio 2011 Salvador Dalì farà sognare ancora molte persone.
Sono riuscita a vedere la mostra proprio domenica, nonostante la prima neve di questo inverno e il rischio di perdere il treno per Milano, per le difficoltà nel raggiungere la stazione ferroviaria. Per la serie: quando hai un progetto non preoccuparti che tutto il mondo sarà con te, esattamente il contrario di quello che solitamente si legge sui manuali self-help e del pensiero positivo.
Tornando alla mostra, merita di essere vista, vissuta, interiorizzata al meglio. Del resto questa è Arte, e non serve nemmeno sottolinearlo.
Dalì non rispecchia quello che per me in arte è l'impatto immediato, l'empatia nel sentirsi affini con l'artista, il riconoscersi nella tela... per un'emozione, per il saper cogliere la comunicazione insita in ogni opera. Il mio approccio è stato piuttosto di stupore, e non siamo molto affini nemmeno come personalità... lui aveva (ha) quell'esuberanza che a me manca.
Qualcuno rabbrividisce di fronte a discorsi del genere sull'Arte, ma come ogni altro mio diritto io rivendico sempre anche quello del gusto personale (per alcuni da accantonare), pur se inserito in un contesto di così alto livello come, appunto, quello dell'arte in genere.
Per tutto ciò, e forse proprio per questi motivi, sono riuscita ad apprezzarlo moltissimo.
Non sono una critica d'arte e nemmeno un'esperta. Mi considero semplicemente un'appassionata, come del resto lo sono di moltissime altre cose. Quindi, più che il suggerimento di visitare la mostra, non ho altro da aggiungere, se non due frasi di Dalì che secondo me rispecchiano bene la sua personalità, segnata molto - astrologicamente - dalla Luna che, oltre a simboleggiare la figura femminile, l'infanzia, la donna, simboleggia anche l'immaginazione e la memoria...

Cominciate a disegnare e a dipingere come gli antichi maestri, poi fate come volete - sarete sempre rispettati.

Desidero che ogni colpo di pennello raggiunga l'assoluto e dia l'immagine perfetta dei testicoli della pittura, testicoli che non sono i miei.

Il cammino dell'enigma, 1981 Olio su tela, 140 x 94 cm

2 commenti:

  1. Anche io non sono un esperto d'arte. Mi pare però che uno degli aspetti notevoli di Dalì (6 astri fra Ariete e Toro) sia l'aver fatto della sua stessa immagine un'opera d'arte. Ed in questo uso del corpo e del look vi è indubbiamente una grande modernità.

    Un abbraccio!

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  2. Hai perfettamente ragione caro Graziano, lui stesso in effetti è una specie di opera d'arte.
    E ha reso tale anche la sua storia d'amore con Gala.
    Un bacione, serena settimana...

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