Oggi posso finalmente dire di aver portato a termine un percorso e lo scrivo qui perché proprio in queste pagine virtuali esternai i miei dubbi a riguardo, ebbene sì: la mia tesi è in stampa.
Resta l'attesa per la data della discussione a novembre, ma il grosso è fatto e io dopo circa due anni sono di nuovo "libera", la beffa vuole che attualmente io sia pure disoccupata, ma principalmente di nuovo libera di fare o non fare, di uscire o non uscire, senza più avere come priorità lo studio e gli esami.
In questi giorni, o anche quando avevo finito a maggio gli esami, mi è stata posta spesso questa domanda:
«e ora cosa diventi, cosa sei?»
Mi fa sorridere, pur capendone il significato e rispondendo a tono, ma qualche volta a qualcuno ho semplicemente risposto:
«divento un po' più me stessa, semplicemente.»
Pare non essere una risposta accettabile, dott.ssa di lettere di primo livello indirizzo moderno sarebbe suonato meglio, così se già le stesse persone avevano strabuzzato gli occhi alla notizia della ripresa degli studi nonostante lavorassi da più di dieci anni, di fronte a questa risposta credo abbiano definitivamente perso ogni speranza di capire.
Eppure, almeno per me, non c'è nulla di così difficile da capire, tutto quello che ho fatto e tutte le strade che ho percorso hanno tutte avuto come meta sempre la stessa cosa: conoscermi di più, capirmi, realizzare un desiderio e allinearmi con quello che sono veramente.
Perché è una risposta così difficile da accettare?
Forse c'è che oggi contano sempre più le etichette, i titoli, l'immagine rispetto a ciò che si è realmente. Questo è il tempo dei social network, dove se non posti l'ecografia di tuo figlio o le foto del fidanzamento vuol dire che sei una persona "asociale", una che non vuole condividere, è proprio così e in tal senso credo di essere così. Resto dell'idea che sono ancora tante le cose, come l'intimità e la privacy, che andrebbero tutelate, a partire da se stessi.
Ovviamente è solo una mia opinione, magari col tempo cadrò anch'io in questa rete, ma non credo, vista la voglia di chiudere così anche queste pagine, non avendo poi più molto da dire né la voglia di farlo. Sono periodi, ogni cosa ha il suo e questa specie di blog forse ha vissuto il suo tempo.
«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni», lo diceva Eleanor Roosevelt ed è la frase che apre la mia tesi.
Forse i post finiranno qui (una bella e insolita coincidenza vuole che siano proprio 186 come le pagine della mia tesi), forse no, non amo struggenti addii o saluti né cancellare il tempo, le parole e gli scritti, del resto chi passa di qui passa pure per la mia mail, quindi... ora è semplicemente così.
E allora boh!!!
«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni», lo diceva Eleanor Roosevelt ed è la frase che apre la mia tesi.
Forse i post finiranno qui (una bella e insolita coincidenza vuole che siano proprio 186 come le pagine della mia tesi), forse no, non amo struggenti addii o saluti né cancellare il tempo, le parole e gli scritti, del resto chi passa di qui passa pure per la mia mail, quindi... ora è semplicemente così.
E allora boh!!!
No Sonia, "riprendere gli studi per diventare un po’ più se stessi" non dovrebbe essere una motivazione così difficile da accettare, neppure al tempo dei social network. E se è vero che “gli esami non finiscono mai”, allora per lo studio non può che essere altrettanto.
RispondiEliminaLa smaniosa esigenza di condivisione (e di voler dire, a tutti costi, la propria), che tanto caratterizza “la rete”, anche a me pare un fenomeno un po’ triste: esercizio – come scrive Cotroneo – di una specifica forma di solitudine collettiva...
Bello il libro di Cotroneo, vero?
RispondiEliminaA me è piaciuto molto, fa riflettere e non poco.
Pare però che questo sia il tempo attuale...
C'è anche da dire che da sempre esiste un consolidato pregiudizio riguardo "l'utilità" delle lauree umanistiche in genere.
RispondiEliminaPosso vantare di aver fatto il tifo per questo tuo progetto di vita dalla prima ora e sono veramente contento di vedere con quanto entusiasmo sei arrivata in vista del traguardo!
Mi consolo del fatto che esistono pregiudizi ben peggiori!!!
RispondiEliminaGrazie per il tifo... ormai manca giusto la formalità.
Un abbraccio!
e dov'è che andremo a leggere i tuoi haiku ora? :)
RispondiEliminalorcOrto
Bella domanda, non c'è più un posto fisso, sono un po' sparsi... :-)
RispondiEliminaciao da me che sono quì
RispondiElimina...tanto basta un check per sapere
RispondiEliminaIn realtà no...
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