Immaginando gl’infiniti sentieri
di un’anima sgualcita,
smarrita tremo
in quell’angolino
blu
quasi trasparente
di un tormento.
In silenzio.
La poesia deve recuperare il legame con il lontano lettore, deve camminare nell'oscurità e incontrarsi con il cuore dell'uomo, con gli occhi della donna, con gli sconosciuti della strada, di quelli che a una certa ora del crepuscolo o in piena notte stellata hanno bisogno magari di un solo verso... Bisogna perdersi fra quelli che non conosciamo, affinchè raccolgano le nostre cose dalla strada, dalla sabbia, dalle foglie cadute mille anni nello stesso bosco... ~ Pablo Neruda ~
giovedì 26 marzo 2009
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Molto bella, con una luce crepuscolare.
RispondiEliminagc
Sempre emozionante.
RispondiEliminaUn abbraccio!
Ringrazio entrambi, sereno week-end!
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