Pagine

domenica 13 novembre 2011

Moonlight Shadow

Di Banana Yoshimoto ho letto parecchio e, romanzo dopo romanzo, mi sono però allontanata sempre più. Trovo che abbia cambiato modo di scrivere, non riesco più a ritrovare nella sua scrittura quella capacità descrittiva e abilità di rendere ogni cosa alla perfezione.
Per carità, il cambiamento è inevitabile (gli anni sono passati anche per lei), sono io ad essere un po' nostalgica forse.
Ritengo che Kitchen sia il suo capolavoro, il suo primo romanzo... in realtà composto da tre romanzi brevi, il già citato Kitchen, PlenilunioMoonlight Shadow, quest'ultimo il suo livello di scrittura da me preferito e, cosa insolita per noi, il suo primissimo romanzo breve scritto come tesi di laurea.
Comunque, in attesa che la scrittura della Yoshimoto torni ad essere quella di un tempo (ovviamente secondo il mio personalissimo gusto!) l'incipit di Kitchen merita ed è diventato famoso nel tempo, e a ragione aggiungere:

“Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina.
Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano.
Anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire.
Mi piacciono col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera, e grandi, di una grandezza esagerata. Con un frigo enorme pieno di provviste che basterebbero tranquillamente per un intero inverno, un frigo imponente, al cui grande sportello metallico potermi appoggiare. E se per caso alzo gli occhi dal fornello schizzato di grasso o dai coltelli un po’ arrugginiti, fuori le stelle che splendono tristi.
Siamo rimaste solo io e la cucina. Mi sembra un po’ meglio che pensare che sono rimasta proprio sola.”

3 commenti:

  1. Ciao Nia, buon lunedì.
    Non ho mai letto questo libro, ma trovo molto delicato il passo che hai citato.
    Non si pensa mai a come le cose, pur inanimate, prendano vita nel tempo....
    Basta un tavolo un pò rigato o una tovaglia macchiata a riportare alla luce ricordi, immagini, storie, vita...
    E' vero, fa sentire meno soli.
    A presto!

    Ely

    RispondiElimina
  2. Ho passato anche io il mio periodo Banana e anche io mi sono un po' allontanato. So che Kitchen è considerato il suo capolavoro ma forse sono più affezionato a Lucertola.

    Un abbraccio!

    RispondiElimina
  3. Ciao Elisa, se non hai mai letto la Yoshimoto te lo consiglio, insieme a Lucertola. Gli altri non so... sinceramente non mi hanno più colpito come questi due.

    Graziano, mi sono dimenticata infatti di dire che Moonlight Shadow è ai livelli dei racconti presenti in Lucertola!

    Buona continuazione di settimana a entrambi!

    RispondiElimina