* * * * *
Impercettibile
cammino
di un petalo,
solitario.
* * * * *
Tu non crederesti
che sono racchiusa
proprio in quel petalo lì,
sfrontato…
T’infastidisce,
con la sua levità
con il suo delicato ciondolare in aria
… ritmato,
svogliato
il suo lento planare.
È troppo colorato
e sfrenatamente vivo
(solo per cadere),
per arrendersi
sul tuo cammino,
eppure…
Sì,
passa oltre.
Più avanti,
all’ombra di un cipresso
… magari qualcun altro,
non io,
ti sorriderà.
* * * * *
Essenza,
linfa cremisi
di una presenza.
* * * * *
La poesia deve recuperare il legame con il lontano lettore, deve camminare nell'oscurità e incontrarsi con il cuore dell'uomo, con gli occhi della donna, con gli sconosciuti della strada, di quelli che a una certa ora del crepuscolo o in piena notte stellata hanno bisogno magari di un solo verso... Bisogna perdersi fra quelli che non conosciamo, affinchè raccolgano le nostre cose dalla strada, dalla sabbia, dalle foglie cadute mille anni nello stesso bosco... ~ Pablo Neruda ~
martedì 16 febbraio 2010
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:)!
RispondiEliminaBella e struggente.
RispondiEliminaCiao!
Ciao Manu, come mai il sorriso? Qualche bella novità? ^_^
RispondiEliminaCiao Graziano, grazie, un bacione.
Wow, che telegrafici!
era semplicemente un modo per dirti che mi è piaciuta.
RispondiEliminaciao
Ok, pensavo a qualcos'altro!
RispondiEliminaGrazie, ciao ciao...