Lo so, lo so… le reazioni al nome di questa scrittrice sono sempre contrastanti. C’è a chi in genere parte involontario uno sbadiglio e a chi s’illumina lo sguardo. Prima di Persuasione direi che appartenevo anch’io alla prima categoria. Certo, di fronte a uno scrittore o scrittrice che sia, è giusto e anche doveroso collocarsi mentalmente nel periodo storico di riferimento, e io cerco sempre di applicare questa metamorfosi, però quei ricevimenti, le pause tè con biscottini che durano pagine e pagine per me sono estenuanti, così come i pettegolezzi vari di classe… (e qui, per queste cose, la mia Luna Gemelli non sembra funzionare molto) pur riconoscendo lo stile e l’eleganza della penna della Austen e una certa maestrìa nel delineare un personaggio, anche uno qualunque. Persuasione non è diverso. E allora vi chiederete perché scriverne una recensione. Perché, più che Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio (i suoi due libri più famosi insieme a Emma), quest’ultimo lavoro della Austen, pubblicato postumo dal fratello e composto tra il 1816 e il 1817, riesce a ripagare in pieno dei momenti morti che s’incontrano durante la lettura e delle lunghe pause passate tra chiacchiericci, salotti aristocratici ecc…, con un personaggio femminile - Anne Elliot - discreto e affascinante, delicato e forte allo stesso tempo, ingenuo e smaliziato, riservato e timido, dotato di grande cultura anche in quei momenti in cui sembrerebbe invece un personaggio solo passivo e senza spessore, e sottomesso al tempo in cui vive. Ho deciso di leggere questo libro dopo aver visto La casa sul lago del tempo con Keanu Reeves e Sandra Bullock, dove la protagonista lo citava come suo libro preferito. Trovandomelo davanti in una libreria, mi son detta: eh no!, allora lo devo leggere… sperando di non fuggire, come il solito, dai salotti bene. Non sono fuggita e, tolti i panni dell’epoca ai personaggi, credo che tutti potrebbero tranquillamente far parte del nostro presente… per via della loro complessità, delle loro riflessioni e prese di posizione che portano alla scelta oppure alla non scelta, rendendo quindi il romanzo molto moderno... con una terza persona narrante lei stessa critica nei confronti degli aristocratici e dell’epoca. Un avvertimento è d’obbligo! Trattasi di storia d’amore tra Anne e il Capitano Frederick Wentworth… ma anche di seconde possibilità, di amicizia, di pregiudizi, di scelte, di volontà, di tenacia sentimentale ed emotiva, di solitudine e di rinascita, il tutto inserito nel solito contesto di decoro e compostezza tipico della Austen. Si ha quasi l’impressione di crescere passo passo con Anne Elliot, in quel suo cammino che l’accompagnerà alla vera scelta, svincolandosi quasi dal suo tempo e dalle consuetudini della sua epoca. Ho apprezzato moltissimo questa lettura e forse ne ho ricavato anch’io un insegnamento: quello di non scappare sempre quando, in moltissime altre pagine di autori dell’epoca, si serve il tè con i biscottini aspirando invece a un più moderno tè verde con zucchero di canna e con un muffin al cioccolato! Vado a fare merenda...La poesia deve recuperare il legame con il lontano lettore, deve camminare nell'oscurità e incontrarsi con il cuore dell'uomo, con gli occhi della donna, con gli sconosciuti della strada, di quelli che a una certa ora del crepuscolo o in piena notte stellata hanno bisogno magari di un solo verso... Bisogna perdersi fra quelli che non conosciamo, affinchè raccolgano le nostre cose dalla strada, dalla sabbia, dalle foglie cadute mille anni nello stesso bosco... ~ Pablo Neruda ~
domenica 14 marzo 2010
Persuasione di Jane Austen
Lo so, lo so… le reazioni al nome di questa scrittrice sono sempre contrastanti. C’è a chi in genere parte involontario uno sbadiglio e a chi s’illumina lo sguardo. Prima di Persuasione direi che appartenevo anch’io alla prima categoria. Certo, di fronte a uno scrittore o scrittrice che sia, è giusto e anche doveroso collocarsi mentalmente nel periodo storico di riferimento, e io cerco sempre di applicare questa metamorfosi, però quei ricevimenti, le pause tè con biscottini che durano pagine e pagine per me sono estenuanti, così come i pettegolezzi vari di classe… (e qui, per queste cose, la mia Luna Gemelli non sembra funzionare molto) pur riconoscendo lo stile e l’eleganza della penna della Austen e una certa maestrìa nel delineare un personaggio, anche uno qualunque. Persuasione non è diverso. E allora vi chiederete perché scriverne una recensione. Perché, più che Ragione e sentimento e Orgoglio e pregiudizio (i suoi due libri più famosi insieme a Emma), quest’ultimo lavoro della Austen, pubblicato postumo dal fratello e composto tra il 1816 e il 1817, riesce a ripagare in pieno dei momenti morti che s’incontrano durante la lettura e delle lunghe pause passate tra chiacchiericci, salotti aristocratici ecc…, con un personaggio femminile - Anne Elliot - discreto e affascinante, delicato e forte allo stesso tempo, ingenuo e smaliziato, riservato e timido, dotato di grande cultura anche in quei momenti in cui sembrerebbe invece un personaggio solo passivo e senza spessore, e sottomesso al tempo in cui vive. Ho deciso di leggere questo libro dopo aver visto La casa sul lago del tempo con Keanu Reeves e Sandra Bullock, dove la protagonista lo citava come suo libro preferito. Trovandomelo davanti in una libreria, mi son detta: eh no!, allora lo devo leggere… sperando di non fuggire, come il solito, dai salotti bene. Non sono fuggita e, tolti i panni dell’epoca ai personaggi, credo che tutti potrebbero tranquillamente far parte del nostro presente… per via della loro complessità, delle loro riflessioni e prese di posizione che portano alla scelta oppure alla non scelta, rendendo quindi il romanzo molto moderno... con una terza persona narrante lei stessa critica nei confronti degli aristocratici e dell’epoca. Un avvertimento è d’obbligo! Trattasi di storia d’amore tra Anne e il Capitano Frederick Wentworth… ma anche di seconde possibilità, di amicizia, di pregiudizi, di scelte, di volontà, di tenacia sentimentale ed emotiva, di solitudine e di rinascita, il tutto inserito nel solito contesto di decoro e compostezza tipico della Austen. Si ha quasi l’impressione di crescere passo passo con Anne Elliot, in quel suo cammino che l’accompagnerà alla vera scelta, svincolandosi quasi dal suo tempo e dalle consuetudini della sua epoca. Ho apprezzato moltissimo questa lettura e forse ne ho ricavato anch’io un insegnamento: quello di non scappare sempre quando, in moltissime altre pagine di autori dell’epoca, si serve il tè con i biscottini aspirando invece a un più moderno tè verde con zucchero di canna e con un muffin al cioccolato! Vado a fare merenda...
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
:). basta il mio nick per spiegare perché...
RispondiEliminaEh sì, è vero... so che l'ami molto.
RispondiEliminaUn bacione!