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sabato 22 gennaio 2011

Una metafora della vita in versi...

CONOSCO DELLE BARCHE di Jacques Brel


Conosco delle barche
che restano nel porto per paura
che le correnti le trascinino via con troppa violenza.


Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
per non aver mai rischiato una vela fuori.


Conosco delle barche che si dimenticano di partire
hanno paura del mare a furia di invecchiare
e le onde non le hanno mai portate altrove,
il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.


Conosco delle barche talmente incatenate
che hanno disimparato come liberarsi.


Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
per essere veramente sicure di non capovolgersi.


Conosco delle barche che vanno in gruppo
ad affrontare il vento forte al di là della paura.


Conosco delle barche che si graffiano un po’
sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco.


Conosco delle barche
che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
ogni giorno della loro vita
e che non hanno paura a volte di lanciarsi
fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.


Conosco delle barche
che tornano in porto lacerate dappertutto,
ma più coraggiose e più forti.


Conosco delle barche straboccanti di sole
perché hanno condiviso anni meravigliosi.


Conosco delle barche
che tornano sempre quando hanno navigato.
Fino al loro ultimo giorno,
e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
perché hanno un cuore a misura di oceano.


Trovo sia una bella metafora della vita, delle sue difficoltà e del coraggio che spesso serve per viverla appieno. In genere non amo molto le ripetizioni, ma in questo caso il tutto risulta solo molto poetico, e vero...

4 commenti:

  1. Belli questi versi. Direi che ognuno di noi si può riconoscere in almeno un paio di queste barche...

    Un abbraccio!

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  2. Ciao Graziano, buona domenica... diciamo che è facile anche riconoscersi in tutte, in periodi diversi della propria vita, no?
    Un bacione, serena giornata!

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  3. E infatti Nia cara, mi trovo d'accordo con te!
    Per anni sono stata come la barca della prima strofa: combattuta tra la voglia di uscire in mare o restare nel porto per paura della corrente.
    Poi ho iniziato a spingermi più in là, come per gioco graffiandomi un pò quà e un pò là in base al vento che mi spingeva. Oggi ho capito che senza mettersi in gioco non si vive mai per davvero, per cui faccio come la barca che torna in porto lacerata, ma più coraggiosa di prima e spero di arrivare, un giorno, a essere come l'ultima barca di questi versi: pronta sempre a spiegare le mie ali.
    Trovo che sia bellissima e non la conoscevo.
    Come sempre, grazie per avermela fatta conoscere.
    Buona Domenica ;)

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  4. Ciao Elisa, questa poesia l'ho scoperta per caso, nemmeno io la conoscevo.
    In effetti i versi in successione rappresentano un po' il percorso che ogni persona dovrebbe seguire per migliorarsi, anche se non sempre è così lineare!

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