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domenica 7 novembre 2010

Buona domenica...

Oggi la mia è iniziata in modo molto introspettivo, riflessivo e per giunta, rispondendo a un post su un forum di astrologia dove avevo posto dei quesiti, mi ritrovo due aforismi molto belli che mi ha lasciato un utente, che vorrei condividere con chi passerà di qui:

Non cercare soccorso all'infuori di te stesso.
Il rimedio della tua ferita è la ferita stessa.
(Jalal al-Din Rumi)

Non chiedere mai la strada a qualcuno che la conosce, non ti sarebbe più possibile perderti.
(Rabbi Nachman di Breslav)

Mi sono piaciuti moltissimo entrambi, e ringrazio la persona che me li ha regalati e non li ha tenuti per sé.
Buona domenica a tutti... qui è grigia grigia e piovosa.

lunedì 25 ottobre 2010

Giove non mi piace...

Proprio così, Giove non mi piace granché... è il quinto pianeta del sistema solare e il più grande per dimensioni, è legato a Zeus, re dell'Olimpo, ed era conosciuto anche nell'antichità poiché dopo il Sole, la Luna e Venere è il pianeta più luminoso e quindi visibile fin da allora, nonostante ciò non mi piace lo stesso!
In astrologia è inteso da molti come il porta fortuna per eccellenza, come il pianeta della sorte benevola, dei regali, delle occasioni inaspettate. Io non sono d'accordo con questa visione.
Giove per me è il 'dilatatore' per eccellenza, anche quindi delle situazioni negative e pesanti, a volte è pura megalomania, superbia e altre qualità di questo tipo.
In questa sua veste distorta viene spesso sopravvalutato e poco capito, gli vengono spesso attribuite funzioni da protettore senza tenere conto, come sempre, che un buon Giove nel tema di chi non lo sa gestire a mio avviso è peggio di un Saturno mal messo, il tanto temuto Saturno, cacciato dall'Olimpo proprio da suo figlio Giove, per questo esiste da sempre la distinzione tra Giove, pianeta benefico, e Saturno, pianeta malefico.
Il mio invito è quello di studiarlo in transito, più che nel solo tema natale. Durante un transito si arriva secondo me a capire la sua vera natura, cioè quella di colui che dilata, amplifica, allarga, amplia e questo ovviamente nel bene, ma anche nel male.
Io lo sto notando parecchio ora che mi transita in 4a casa, ovunque si legge che apporta armonia familiare, serenità in ambito domestico e tra le mura di casa, che i problemi familiari e domestici sotto questo transito si risolvono oppure, a mio avviso e per mia esperienza contraria alla regola del buon pianeta, si amplificano tanto da diventare quasi ingestibili.

mercoledì 13 ottobre 2010

Alla sera

Forse perché della fatal quïete

tu sei l’immago a me sì cara vieni

o Sera! E quando ti corteggian liete

le nubi estive e i zeffiri sereni,



e quando dal nevoso aere inquïete

tenebre e lunghe all’universo meni

sempre scendi invocata, e le secrete

vie del mio cor soavemente tieni.



Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme

che vanno al nulla eterno; e intanto fugge

questo reo tempo, e van con lui le torme



delle cure onde meco egli si strugge;

e mentre io guardo la tua pace, dorme

quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.
 
(Ugo Foscolo - Sonetti - Alla sera)

Mi ha sempre trasmesso una forte sensazione d'impotenza e quel reo tempo che passa e si porta via tutto è a volte tanto, troppo, inquietante...

martedì 5 ottobre 2010

A Léon Werth, una delle tante dediche...

Quando prendo in mano un libro è come se ogni volta entrassi in un altro mondo, fatto di pensieri, parole, emozioni e anche persone e storie tutte da scoprire.
La mia piacevolissima scoperta parte sempre dalla copertina, per poi soffermarmi a riflettere sulla dedica fino a inoltrarmi nella storia e nella lettura vera e propria.
Così è stato anche per "Questo amore" di Cotroneo Roberto, l'ultimo bel libro che ho letto e che consiglio per la sua delicatezza e intensità.
Le dediche a inizio libro, di questo però volevo scrivere, che bello ogni volta leggerle... immagino lo stato d'animo dello scrittore nella scelta della persona, delle parole e della dedica stessa, è come se fosse una specie di altro mondo parallelo, un mondo a parte, reale oppure no.
Quella a inizio libro di Cotroneo merita, a mio avviso, una segnalazione:

A Federica,
a Rue St-André des Arts
felice di tutte quelle peonie

oltre ad anticipare di certo tutta la delicatezza che caratterizzerà l'intera storia, è come se in tre righe ne raccontasse un'altra.

Un'altra famosa dedica è quella di Antoine de Saint-Exupery all'inizio del suo Il piccolo principe:

A Léon Werth

Chiedo scusa ai bambini d’aver dedicato questo libro a un adulto.
Ma ho un serio motivo: questo adulto è il miglior amico che io abbia al mondo.
E ho anche un altro motivo: questo adulto può capire tutto, perfino i libri per bambini.
Ho anche un terzo motivo: questo adulto abita una parte di Francia dove c’è fame e freddo.
Se questi pretesti non sono sufficienti, voglio allora dedicarlo al bambino che fu, un tempo, questo adulto.
Tutti gli adulti sono stati bambini.
(Ma pochi se ne ricordano).

Correggo dunque la mia dedica:

A Léon Werth
quando era bambino.

Bella e particolare, lo penso ogni volta che mi capita di rileggerla.

C'è chi è solito regalare un libro e completarlo con una personale dedica, ecco... questo a me non riesce mai, ma ricordo con un sorriso misto a malinconia la dedica più bella che ho ricevuto, su quel libro regalatomi e non ancora letto (Questa storia di Baricco), forse per paura che la lettura e la storia potessero rovinarmi la dedica:

un ricordo bagnato da tanta pioggia
ma che scorrerà per sempre
nella nostra memoria
con affetto
                xxxxxxx

Insomma, per l'ennesima volta salta fuori che un libro è tanto tanto tanto altro... e molto di più.

lunedì 20 settembre 2010

Francesca Woodman a Milano

Eh sì, proprio così... i suoi scatti sono in mostra a Milano al Palazzo della Ragione.
Fin dalla mia scoperta di questa giovane fotografa ne sono stata attratta e ritrovarmela in mostra a Milano, seppur distante da casa mia, è stata una bella sorpresa come l'occasione di passare in ottimo modo la prossima domenica.
Le sue sono senza dubbio immagini molto forti, parecchie che la vedono come protagonista e per questo divenuta celebre come autoritrattista. Trovo che la sua fotografia sia di elevato spessore e comunicativa di una forma profonda di sensibilità, nonché creatività e di certo anche disagio, visto che è morta suicida nel 1981 ad appena 23 anni.

Francesca Woodman a Milano

Senza Titolo, Providence, Rhode Island, 1975-1978, stampa alla gelatina d'argento 

mercoledì 8 settembre 2010

La verità, vi prego, sull'amore

Questa è un'altra poesia che mi piace rileggere spesso... è musicale, è coinvolgente, sembra quasi richieda l'aiuto del lettore per svelare questo antico mistero:

Dicono alcuni che amore è un bambino,

e alcuni che è un uccello,

alcuni che manda avanti il mondo,

e alcuni che è un'assurdità,

e quando ho domandato al mio vicino,

che aveva tutta l'aria di sapere,

sua moglie si è seccata e ha detto che

non era il caso, no.



Assomiglia a una coppia di pigiami,

o al salame dove non c'è da bere?

Per l'odore può ricordare i lama,

o avrà un profumo consolante?

E' pungente a toccarlo, come un pruno,

o lieve come morbido piumino?

E' tagliente o ben liscio lungo gli orli?

La verità, vi prego, sull'amore.



I manuali di storia ce ne parlano

in qualche noticina misteriosa,

ma è un argomento assai comune

a bordo delle navi da crociera;

ho trovato che vi si accenna nelle

cronache dei suicidi,

e l'ho visto persino scribacchiato

sul retro degli orari ferroviari.



Ha il latrato di un alsaziano a dieta

o il bum-bum di una banda militare?

Si può farne una buona imitazione

su una sega o uno Steinway da concerto?

Quando canta alle feste, è un finimondo?

Apprezzerà soltanto roba classica?

Smetterà se si vuole un po' di pace?

La verità, vi prego, sull'amore.



Sono andato a guardare nel bersò;

lì non c'era mai stato;

ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,

e poi l'aria balsamica di Brighton.

Non so che cosa mi cantasse il merlo,

o che cosa dicesse il tulipano,

ma non era nascosto nel pollaio,

e non era nemmeno sotto il letto.



Sa fare delle smorfie straordinarie?

Sull'altalena soffre di vertigini?

Passerà tutto il suo tempo alle corse,

o strimpellando corde sbrindellate?

Avrà idee personali sul denaro?

E' un buon patriota o mica tanto?

Ne racconta di allegre, anche se spinte?

La verità, vi prego, sull'amore.



Quando viene, verrà senza avvisare,

proprio mentre mi sto frugando il naso?

Busserà la mattina alla mia porta,

o là sul bus mi pesterà un piede?

Accadrà come quando cambia il tempo?

Sarà cortese o spiccio il suo saluto?

Darà una svolta a tutta la mia vita?

La verità, vi prego, sull'amore.
 
 
Wystan Hugh Auden ha scritto anche la, forse, più famosa e conosciuta Funeral Blues (Blues in memoria), la prima versione musicata da Benjamin Britten per uno dei suoi tre lavori teatrali, un potentissimo intreccio di vita e di morte:
 
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,

fate tacere il cane con un osso succulento,

chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato

portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.



Incrocino aeroplani lamentosi lassù

e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,

allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,

i vigili si mettano guanti di tela nera.



Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,

la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,

il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;

pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.


 
Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;

imballate la luna, smontate pure il sole;

svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;

perché ormai più nulla può giovare.

E ogni volta che arrivo nel testo a leggere:
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto
mi corre veloce un brividino lungo la schiena.

E dire che, nei miei vecchi testi di letteratura delle superiori, ho scorto solo un piccolo e minuscolo trafiletto riguardante questo poeta-drammaturgo britannico, anticonformista e antiborghese dichiarato.
E ora vado a leggermi le altre poesie raccolte nell'edizione Adelphi, a cui non ho saputo resistere!

lunedì 30 agosto 2010

L'estate verso la fine...

Quest'estate è stata molto particolare, niente ferie, diversi impegni, doveri e responsabilità e parecchi controlli medici e accertamenti non ancora terminati.
Credo proprio che, più che negli altri mesi passati, nel mese di agosto io abbia mandato all'aria il mio proposito di settembre scorso: NO BAGGAGE, esclamavo convinta in quel vecchio post.
In realtà ho anche provato a depositare in terra pesanti valigioni, guardandomi intorno mi allontanavo lentamente ma subito qualcuno mi posava una mano sulla spalla e mi diceva: ehi, forse ti stai dimenticando di questa:

foto di Chema Madoz       

Provo nuovamente a rinnovare il mio proposito iniziando da questa mia ultima settimana di riposo, e al prossimo tocco sulla spalla stavolta inizio a correre e non mi volto più...

mercoledì 18 agosto 2010

Il punto sui concorsi letterari

Quest'anno ne ho provati un po', ho tentato, mi sono misurata e confrontata, e nulla ho ottenuto dalla maggioranza di quelli a cui ho partecipato.

Ormai resta l'attesa del risultato solo per questi ultimi tre:

Concorso internazionale Haiku 2010

Premio nazionale di scrittura essenziale Brevis

Premio internazionale Capoliveri Haiku 2010

Il sentore che questo non sarebbe stato l'anno delle soddisfazioni ce l'avevo già, vedremo se tale si confermerà proprio fino alla fine, oppure no.

Chiudo con due degli haiku inviati per uno dei concorsi terminati, il tema era l'estate:

Come diamante,
sfavilla la lucciola
notte d'estate.

Passano stelle
confondendosi nel blu
di mare e cielo.

A tal proposito, molto molto in ritardo, buon'estate!

domenica 1 agosto 2010

La Famiglia

«Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.»
Lev Nikolaevic Tolstoj

«Riceviamo dalla nostra famiglia così le idee di cui viviamo come la malattia di cui moriremo.»
Marcel Proust

«Quando si trova un coniuge ammazzato, la prima persona inquisita è l'altro coniuge: questo la dice lunga su quel che la gente pensa della famiglia.»
George Orwell

«La famiglia si può immaginare come una ragnatela, un fiore, una tomba, una prigione, un castello.»
Ronald David Laing

«La famiglia è il test della libertà, perché è l'unica cosa che l'uomo libero fa da sé e per sé.»
Gilbert Keith Chesterton

Da qualche giorno penso al concetto di famiglia, teorico e reale.
Credo che il legame di sangue, per come intendo io la famiglia, non sia per nulla necessario.
Penso spesso che potrei essere una famiglia con persone con cui non ho un legame di sangue e potrei benissimo non esserlo, se ne avessi la possibilità, con i vari parenti (credo siano le persone che mi conoscono meno e con cui vado meno d'accordo!).
Quindi, per me, il primo punto a favore della famiglia o della non famiglia non è certo un legame di sangue o un vincolo/grado di parentela.
Detto ciò, forse mi sentirei famiglia con alcune persone che conosco, mi sento di certo famiglia con il mio gatto e a volte non mi sento famiglia con la mia.
Ad avvalorare il mio attuale e forte sentire, ho letto recentemente di un bellissimo esempio di famiglia:
una lei che si era sposata, insieme al marito avevano adottato un bambino... in seguito si erano separati e il bambino era stato affidato alla madre adottiva.
Per dividere le spese dell'affitto in campo entrano altre due persone, un ragazzo e una ragazza universitari. Sotto il portico di casa la ragazza universitaria trova un gattino abbandonato che entra da subito a far parte della famiglia. I ragazzi universitari si laureano, trovano lavoro e continuano a vivere nello stesso appartamento perché, a detta di tutti i protagonisti della storia, la loro è la migliore famiglia che si possa immaginare... e io riesco con facilità a crederci.
E forse il tutto non è poi così scontato come sembrerebbe.

domenica 25 luglio 2010

Come si vestono loro, non lo fa nessuno! - lista 2 -


Eccomi ancora una volta a spulciare tra i vestiti dei libri!

Immagino le copertine proprio come un vestito che i libri indossano per presentarsi al pubblico: abiti sontuosi, sobri, minimalisti, eccessivi, alcuni azzeccati e perfettamente in linea con la trama stessa del libro e con quello che hanno da dire-non dire, altri più soft e meno parlanti ma ad ogni modo importanti quanto a impatto visivo.

Ecco la seconda lista di libri che, contenuto a parte e secondo il mio personale gusto, fanno sì che l'occhio cada prima che sul titolo e sulla quarta di copertina per leggerne la trama, su colori e immagini...















































Di questa lista mi piace moltissimo la copertina del libro di Fabio Volo, mi sa di attesa, di confidenze, anche di nostalgia e di tempo che si ferma.

E il bello è che potrebbe, come non potrebbe, essere proprio così!




















domenica 11 luglio 2010

Libertà...

Non è certo una novità per me... interrogarmi e pensare a concetti così comuni, dati per scontati e in un certo senso sempre più frequentemente banalizzati.
Non riesco ancora a venirne a capo.
A volte penso solo ed esclusivamente a una condizione interiore, a un modo d'essere, al cerchio immaginario che abbiamo intorno, più o meno stretto.
Altre volte non riesco proprio a definirla.
Eppure è stata, è e sarà sulla bocca di tutti, questo credo sempre.
Mi trovo perfettamente d'accordo con Bukowski:
«L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci: soprattutto perché provi un senso di benessere, quando gli sei vicino.»
Mi è capitato, e confermo. Anche se ho avvertito sempre una punta sottile, ma fermamente radicata nella persona, di egoismo. A volte di quell'egoismo che si definisce sano, altre volte no.
Ho rivendicato spesso anche il mio diritto di sbagliare, e questa credo sia una prima forma di libertà che fin da piccoli è vitale avere, nei giusti limiti ovviamente.
Credo alla creatività che nasce dalla libertà, così come alla libertà che nasce al contrario dalla creatività.
Compresa quella libertà di sperimentare nuove forme per esprimere la creatività, e non solo.
Ma la libertà significa anche responsabilità, e qui il tutto si complica e la sfilza di pensieri che partono a ruota mi mandano sempre un po' in confusione. Però è così, e anche questo è dimostrato. La libertà non è facilmente gestibile e tale gestione, nel bene e nel male, richiede sì responsabilità. Non solo nei cofronti di se stessi.
Essere ciò che si è davvero.
Ma anche qui poi non si finisce per perdere la libertà di essere anche qualcosa di diverso? Friedrich Von Hayek sosteneva ad esempio, e anche con questa sua affermazione concordo, che «la libertà è essenziale per far posto all'imprevedibile e all'impredicibile; ne abbiamo bisogno perché, come abbiamo imparato, da essa nascono le occasioni per raggiungere molti dei nostri obiettivi.»
In tal senso il mio è un cammino ancora lungo e non so ancora bene cosa sia per me la libertà, né come raggiungerla e fare in modo di non perdermela per strada. So che non vorrei diventarne schiava, perché forse rischierei di perdere tante altre cose. Sento anche che la mia in tal senso sarà sempre una specie di ricerca infinita, del resto astrologicamente parlando un aspetto teso tra Urano e Saturno non rende agevole questo tipo di ricerca né di ottenimento.
Siccome sento che sto girando intorno e sto per incastrarmi da qualche parte, meglio chiudere con Bach, il suo famoso gabbiano Jonathan Livingston e la sua idea di libertà:
«ciascuno di noi è, in verità, un'immagine del grande gabbiano, un'infinita idea di libertà, senza limiti» perché c'è anche chi sostiene che la libertà sia solo utopia... quindi solo una semplice idea.

domenica 4 luglio 2010

Concorsi letterari

Quest'anno, senza quasi accorgermene, alla fine ho partecipato a ben sette concorsi letterari.

Per due, il concorso nazionale di Haiku e Subway, il risultato è già noto, ovvero un nulla di fatto.

Gli altri concorsi a cui ho partecipato invece sono questi:

Concorso Letterario "Le Quattro Porte"

Concorso Internazionale Haiku 2010

Premio Nazionale di scrittura essenziale Brevis

Premio Internazionale Capoliveri Haiku 2010

Concorso Haiku - Il cuore in tre versi - Haikuestate

Non resta che attendere i risultati e continuare a ben sperare... come sempre!