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giovedì 7 maggio 2009

Tokyo Blues Norwegian Wood




E alla fine ci sono arrivata anch'io... a ricordare le parole, le immagini, i suoni, gli odori di Tokyo Blues Norwegian Wood di Haruki Murakami, non un artista scrivente ma uno scrittore vero, come l'ha definito un mio amico in una sua recensione.
Ci sono libri che restano dentro per sempre, e questo è uno di quelli che rappresenta un pezzetto di me.
Titolo più nome fanno una specie di scioglilingua per chi non lo conosce; un libro invece stupendo per altri, e di certo per me che l'ho letto… anzi, direi divorato, e uno scrittore certamente da leggere e rileggere anche se il romanzo non appartiene al proprio filo narrativo preferito (Murakami stesso lo definisce un romanzo d'amore «molto personale» e lo dedica ai suoi amici «che sono morti e a quelli che restano»), e, come lui stesso ha dichiarato, non appartiene neanche al suo genere… visto che Norwegian Wood resta il suo unico esperimento in tal senso, almeno nelle intenzioni.
Noruwei no mori (Norwegian Wood) è il titolo originale, tratto da una famosissima canzone dei Beatles che porta lo stesso titolo. All’interno ci sono riferimenti ad altre canzoni di quell’epoca dai Beatles appunto, ai Doors, da Bill Evans a Miles Davis.
La prima edizione risale ormai al 1987, successivamente pubblicato in Italia nel 1993 da Feltrinelli con il titolo di Tokyo Blues e nel 2006 da Einaudi con una nuova edizione e il ritorno al titolo originale.
Tōru Watanabe, Naoko, Kizuki, Midori Kobayashi, Momoko Kobayashi, Reiko Ishida, Nagasawa, Hatsumi, “Sturmtruppen" sono tutti i personaggi del libro.
Midori e Naoko i due personaggi femminili che meritano una stelletta in più sicuramente.
L’una l’opposta dell’altra, una sfuggente, bella, raffinata, chiusa nel suo silenzio ricco di sensazioni vibranti e soffocate… l’altra spregiudicata, di un’intelligenza viva, buffa, ironica.
Forse Midori e Naoko insieme creerebbero l’immagine e l’ideale di donna perfetta per molti uomini, per Toru sicuramente... indeciso fino alla fine, poiché entrambe racchiudono tutto.
Murakami fa vivere questi personaggi, li si sente vicini, si percepiscono le loro ansie, i loro timori, le loro gioie, che vivono in una storia raccontata in un lungo flashback da un narratore trentaquattrenne. Il periodo è quello delle rivolte studentesche in Giappone, che va dalla metà del 1968 all’ottobre del 1970.
C’è chi ha scritto che questo libro è noia pura, che i protagonisti bevono e fanno sesso e fanno sesso e bevono ma non è questo, non è solo questo.
A me la sua lettura per i giorni seguenti ha lasciato dentro un vuoto assurdo, che non credo di riuscire neanche a spiegare.
Al suo interno, e quindi in un unico libro, ho trovato quello che volevo:
amore, un amore totalizzante anche se appena accennato… fatto addirittura di ripicche, di risate, un amore quasi infantile ma proprio in questo vi ho letto la sincerità dell’autore nel descriverlo in quel modo, non cercando l’idillio.
E poi ha parlato di vita e di morte.
E parlando di morte l’ha fatto considerandola non in antitesi alla vita, ma al suo interno.
Ha parlato di persone che scompaiono e che smettono per scelta o per solitudine di vivere.
È un libro che anche dal ripiano della libreria riesce a trasmettere qualcosa: in un ricordo, in una scena che ritorna in mente, in uno dei personaggi... e chi ha intenzione di leggerlo non prosegua qui nella lettura del passo più bello, poesia pura:

Aprii il coperchio del barattolo e lasciai uscire la lucciola, posandola sull'orlo del serbatoio che era alto due, tre centimetri. La lucciola non sembrava rendersi bene conto della nuova situazione. Vacillando fece un giro attorno a un bullone e posò le zampette su una crosta di vernice. Provò a fare qualche passo a destra, ma quando si rese conto che la strada lì era sbarrata, ritornò a sinistra. Poi, impiegando un po' di tempo, riuscì ad arrampicarsi fino alla testa del bullone, dove si fermò. Quindi restò lì ferma come se fosse morta.
Io, appoggiato alla ringhiera, guardavo la lucciola. Tutti e due restammo a lungo così, perfettamente immobili. L'unica cosa che si muoveva attorno a noi era il vento. Nell'oscurità si sentiva il fruscio delle fitte foglie del keyaky.
Continuai ad aspettare a lungo.
Fu solo dopo molto tempo che la lucciola si sollevò in volo. Come se si fosse risvegliata all'improvviso, allargò le ali e un attimo dopo aveva già oltrepassato la ringhiera e fluttuava nell'oscurità. Poi, quasi volesse recuperare il tempo perduto, disegnò un rapido arco nell'aria accanto al serbatoio. Restò ferma lì per un pò a guardare la sua scia di luce confondersi col vento, poi finalmente si allontanò in volo, direzione est.
Anche dopo che la lucciola era scomparsa, la sua scia luminosa restò ancora a lungo dentro di me. Nel buio totale dietro i miei occhi chiusi, quella piccola pallida luce continuò a vagare molto a lungo, come uno spirito inquieto.
In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. La mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un pò più avanti delle mie dita.

Io intendo rileggerlo... buona lettura a voi!

11 commenti:

  1. Non ho letto questo libro, ma da quello che hai riportato dovrebbe essere molto profondo.
    Bella l'immagine della scia di luce.
    Un bacio
    Lucia

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  2. Leggendo la tua recensione ho provato una tenerezza infinita... è davvero un libro che mi è rimasto nel cuore, e che ti ringrazio ancora tanto per avermi prestato.
    Ricordo i personaggi come se ricordassi dei vecchi amici... anch'io ho intenzione di rileggerlo sai? Ogni volta che lo vedo in libreria non riesco a fare a meno di prenderlo tra le mani (anche perché la nuova copertina è bellissima, non trovi?)... mi manca proprio il fatto di non averne una copia mia in casa!

    Un abbraccio

    Ally

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  3. Grazie del consiglio,
    io non leggo romanzi
    di solito, per un
    paio di motivi, ma nel
    caso....(sessoealcool
    hmm, hmm, sai che
    io ho asc Pesci..)

    si avvicina il tuo
    compleanno eh? :))

    ciaooo

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  4. partirai per una rsm?
    ti rilochi, insomma? hahah!!! :)

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  5. Un salutone a tutti/e!
    Sono contenta che il consiglio abbia perlomeno suscitato interesse... è un libro scritto molto ma molto bene, Murakami è un maestro in tal senso, quindi - storia a parte - vale la pena leggerlo anche solo per dare valore alla parola lettura, una lettura di qualità per come è scritto sicuramente.

    Lucia, la storia è molto profonda davvero, anche psicologica e carica di emozioni.

    Ally, lo so che anche tu hai un pezzetto di te racchiuso in quel libro, sono felice di avertelo prestato!
    [Te lo ricordi questo passaggio? Ho aperto una pagine e l'ho letto:
    ...
    - Sai che le espressioni che usi tu sono assolutamente uniche? - disse.
    - Solo tu mi capisci davvero, - dissi ridendo
    - Dimmi qualcosa di ancora più carino.
    - Mi piaci tanto.
    - Tanto quanto?
    - Tanto quanto un orso in primavera.
    - Un orso in primavera? - chiese lei sollevando di nuovo la testa. - Come sarebbe "un orso in primavera"?
    - Un orso in primavera...allora, tu stai passeggiando da sola per i campi quando a un tratto vedi arrivare nella tua direzione un orso adorabile dalla pelliccia vellutata e dagli occhi simpatici che ti fa: "Senta signorina, non le andrebbe di rotolarsi un po' con me sull'erba?" Tu e l'orsetto vi abbracciate e giocate a rotolare giù lungo il pendio tutto ricoperto di trifogli per ore e ore. Carino, no?
    - Carinissimo.
    - Ecco, tu mi piaci tanto così.]

    B-right, leggilo allora! Ma tieni conto che la visione del sesso e il modo in cui raccontano di esso i giapponesi è diverso dal nostro modo di viverlo e di raccontarlo... per loro è un qualcosa anche di molto freddo e in alcune pagine del libro questa visione viene fuori (scene descritte molto meccanicamente), te lo scrivo mica che poi ci resti male, ahah...
    Eh sì, il mio compleanno si avvicina, e no... non intendo partire per nulla. Mi terrò la mia rivoluzione solare schifosina schifosetta e che qualcuno da lassù mi aiuti, eheh...
    A presto, buona settimana a tuti voi!

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  6. Ally, ho dimenticato un pezzo... la nuova copertina sì, è molto bella ma lo sai qual è la mia preferita no? Prossimamente ne scriverò!

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  7. Sì, me lo ricordo quel pezzo ;)... mi ha lasciato dentro qualcosa di indelebile quel libro, spero di poterlo rileggere al più presto! ;)
    In quanto alla copertina... eh eh, me lo ricordo bene qual è la tua preferita... ma non dirò nulla, per non rovinare la sorpresa! ;)
    Un bacio, buon inizio settimana!
    Ally

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  8. Ironia della sorte, questo libro proprio in questi giorni mi è stato caldamente consigliato anche da un'altra persona. Evidentemente è segno che lo devo leggere!

    Un forte bacione!

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  9. Allora Graziano lo devi proprio leggere! Un bacione anche a te...

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  10. Murakami è immenso. Lo amo da sempre e alla follia (ho letto tutto quello che ha scritto pure il mediocre After dark... giusto un esercizio di stile, ma se lo poteva permettere).
    Norwegian wood contiene una poesia unica e capace di arrivare al cuore. ciao

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  11. Hai detto bene Antonio, grazie per il tuo commento e piacere di conoscerti, non credo ci conosciamo.
    Un saluto, ciao!

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