Così non era per me perché, pur avendolo spesso sentito nominare, probabilmente non era ancora arrivato il momento di fare la sua conoscenza.
Un po' per principio, un po' per stare attenta - da cittadina del mondo solitaria - alle mie uscite monetarie, non compro mai un libro di costo superiore ai 12 o al massimo 15 euro, difatti sono un'attenta osservatrice di offerte e simili, per correre poi ad acquistare quelli che m'interessano ma d'importo superiore così da non avere la sensazione di subire una rapina.
Con lui e il suo La vita che volevo invece no, 18 euro e via senza nemmeno pensarci, senza leggere nulla... da quando ho puntato questo libro mi è bastato solo il titolo ed è stata attrazione immediata e bruciante.
Per un libro!, direte voi... con lo stesso sguardo disturbato della signora che, più volte, mi ha scrutato mentre lo leggevo durante il viaggio di ritorno da Venezia.
Sorridevo e facevo smorfie. Di piacere, di stupore per una trovata dell'autore, di disappunto anche... rispondendo a mia volta a quello sguardo con: mi guarda così perché non sa cosa si perde e, forse, non sa cosa vuol dire leggere e tuffarsi anima, mente e corpo in un libro... ma io è così che leggo. Diventando amica dei personaggi, osservandoli da lontano, prendendoli per mano quando soffrono e io con loro, interrogandomi al loro posto sui tanti perché che dovrebbero tormentarli e non lo fanno, o lo fanno troppo... e mandandoli anche a quel paese quando "per colpa loro" perdo fermate o simili (mi capitava soprattutto quando prendevo tutti i giorni la metro, e quanto capitava!).
Quando, semplicemente con in mano un libro, io riesco a fare tutto ciò e riesco a estraniarmi dal mondo... per me allora uno scrittore ha vinto.
Il mio ultimo vincitore è proprio Licalzi, anche se mi aspettavo un romanzo e non una serie di racconti, pur incastrandosi tra loro per mezzo di un filo sottile.
Ho scoperto una scrittura bella, uno stile spassoso, pulito ed estremamente scorrevole mentre - scherzando ma nemmeno troppo con il caso - l'autore affronta temi come il destino, le coincidenze ecc... temi che su di me hanno sempre molto fascino, perché adoro riflettere su come ad esempio due persone possano magari sfiorarsi di continuo oppure non incontrarsi per una frazione di secondo e scontrarsi invece un altro giorno per la stessa frazione di secondo.
Il mio entusiasmo dovrebbe bastare come consiglio alla lettura, ma preferisco lasciare spazio a qualche passo che ho sottolineato o, come sono solita fare, che ritrovo successivamente aprendo la pagina, con l'angolino superiore piegato, che contiene le parti più belle.
Riporto alcuni passi che mi hanno fatto partire una serie di riflessioni a catena... ma solo della parte iniziale, perché ssssh, sono arrivata solo a pagina 91!
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«Mah, non lo so, comunque porca miseria siamo appesi a un filo, quello lì che è morto, bastava che so... che girasse due volte di più lo zucchero nel caffè prima di uscire di casa che avrebbe attraversato un attimo dopo e ora sarebbe vivo...»
«Quello è niente, a me fa impazzire il contrario.»
«Cosa vuoi dire?»
«Voglio dire che quando ti capita qualcosa lo sai, giusto? E allora pensi che se non avessi fatto questo se non mi fossi fermato lì eccetera, invece chissà quante volte sei vivo perché magari hai girato due volte in più lo zucchero nel caffè e non lo saprai mai. Metti che ti fermi a un autogrill a bere un caffè, poi riparti e arrivi a casa bello contento, o magari incazzato per i fatti tuoi: non saprai mai che se invece non ti fermavi uno sbandava, e quello bada bene sbanda in ogni caso perché gli viene una botta di sonno, solo che invece di rimettersi in carreggiata perché nell'altra corsia non c'è nessuno, c'eri tu con la tua bella macchinetta e ti tagliava la strada, picchiavate e morivate tutti e due in un incidentone che ne parlavano pure alla tele. Quindi con quel caffè hai salvato due vite, la tua e quella di quell'altro che ha sbandato. Di fatto ogni piccola decisione che prendiamo cambia la storia del mondo, e comunque il punto è sempre quello: quando ti va di sfiga lo sai, invece quando ti va di culo no! E poi ci lamentiamo, dovremmo ringraziare ogni mattina perché ci è andata bene, così bene che non ci siamo neppure accorti di quello che ha sbandato, siamo così fortunati che non ci è neppure venuta paura, ci siamo evitati anche quella.»
«Ragazzi, vi posso dire una cosa? Nella vita è solo questione di destino... o caso, chiamatelo un po' come vi pare»
«Be' c'è una bella differenza, se è questione di destino allora ti succede quello che ti doveva succedere, non ci sono cazzi, era scritto! Se invece è il caso a decidere come vanno le cose, se ti fermi a bere quel caffè all'autogrill, poi riparti, fai un frontale con un TIR e muori; se non ti fermi scampi il frontale e vivi fino a cent'anni»
«Io non sottovaluterei anche la questione "tempi giusti".»
«In che senso, scusa?»
«Anche in senso generale, il che mi fa propendere per l'opzione destino.»
«Cioè?»
«Cioè, è sempre un po' la stessa cosa ma con una sfumatura diversa... c'è chi nelle cose azzecca sempre i tempi giusti e c'è chi arriva sempre con un po' di ritardo, è così! o fai parte di una categoria o dell'altra, ci sono quelli che arrivano in stazione puntuali e quelli che arrivano quando il treno è partito, ma non dipende da loro, cioè certe volte sì ma spesso no, io per esempio arrivo sempre un attimo dopo... non so perchè ma arrivo sempre fuori tempo massimo di un minuto.»
«Be' c'è una bella differenza, se è questione di destino allora ti succede quello che ti doveva succedere, non ci sono cazzi, era scritto! Se invece è il caso a decidere come vanno le cose, se ti fermi a bere quel caffè all'autogrill, poi riparti, fai un frontale con un TIR e muori; se non ti fermi scampi il frontale e vivi fino a cent'anni»
«Io non sottovaluterei anche la questione "tempi giusti".»
«In che senso, scusa?»
«Anche in senso generale, il che mi fa propendere per l'opzione destino.»
«Cioè?»
«Cioè, è sempre un po' la stessa cosa ma con una sfumatura diversa... c'è chi nelle cose azzecca sempre i tempi giusti e c'è chi arriva sempre con un po' di ritardo, è così! o fai parte di una categoria o dell'altra, ci sono quelli che arrivano in stazione puntuali e quelli che arrivano quando il treno è partito, ma non dipende da loro, cioè certe volte sì ma spesso no, io per esempio arrivo sempre un attimo dopo... non so perchè ma arrivo sempre fuori tempo massimo di un minuto.»
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Come si nota i dialoghi sono veloci, puliti, diretti che sembra quasi di sentir parlare e di assistere alla discussione, e io così partecipe a tal punto di scriverne ancora prima di averlo terminato.
Buona lettura!

E' vero Nia, da quello che hai riportato sembra proprio di assistere ad una discussione... e che discussione! Anche i temi trattati sono molto affascinanti, e intrigano tanto anche me!
RispondiEliminaSono curiosissima di leggerlo! ;)
Un bacio
PS: anch'io quando un libro mi appassiona faccio sempre un sacco di facce, commentini tra me, rido... anche a costo di sembrare matta! ;)
RispondiEliminaQuindi non preoccuparti, non sei l'unica! ;)Si vede che la signora sul treno non sapeva cosa vuol dire appassionarsi per un libro...
Baci
I dialoghi sono molto belli, soprattutto i botta e risposta che sai non sono facili da "far vedere" al lettore.
RispondiEliminaE il libro mi sta prendendo moltissimo, è bella proprio come scrittura poi, mi piace... senza troppi giravolte particolari di parole.
Poi mi dirai!
E peggio per la signora, no?