Ho finito da qualche giorno il famoso Tao te Ching di Lao Tzu, uno dei libri più tradotti, più letti e sorprendenti del mondo, come si legge dalla quarta di copertina.Anche a me è piaciuto, fa riflettere molto e si resta comunque sorpresi per l'attualità del testo dato che Lao Tzu, secondo la tradizione, sarebbe vissuto nel VI secolo a.c., e da allora pare sia diventato leggenda.
Uno dei passaggi che mi è piaciuto di più è questo:
Trenta raggi si riuniscono in un centro vuoto
ma la ruota non girerebbe senza quel vuoto.
Un vaso è fatto di solida argilla,
ma è il vuoto che lo rende utile.
Per costruire una stanza, devi aprire porte e finestre;
senza quei vuoti, non sarebbe abitabile.
Dunque, per utilizzare ciò che è
devi utilizzare ciò che non è.
ma la ruota non girerebbe senza quel vuoto.
Un vaso è fatto di solida argilla,
ma è il vuoto che lo rende utile.
Per costruire una stanza, devi aprire porte e finestre;
senza quei vuoti, non sarebbe abitabile.
Dunque, per utilizzare ciò che è
devi utilizzare ciò che non è.
Trovo sia un bell'omaggio al concetto profondo di vuoto, anche questo un tema a me molto caro.
Il mio primo incontro con il Tao Te ching fu attraverso una serie di letture con commento fatte in televisione da Mariagrazia Albanese, astrologa romana. Di sicuro un testo sorprendente, come dici giustamente tu.
RispondiEliminaUn bacione!
La cosa che più mi ha colpito è l'attualità del testo, tutto è rapportabile ai giorni nostri, e a pensarla non è una cosa tanto positiva se prendiamo in esame i lati negativi dell'umanità... fa un po' pensare che sarà sempre così e che la storia non insegna niente, visto che era lo stesso così tanti anni fa.
RispondiEliminaUn bacione grande, ci sentiamo in settimana se riesco a fare orari umani, ok?