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domenica 1 aprile 2012

Frammenti di un discorso amoroso...

Per l'esame di Letterature comparate, per la parte monografica, devo preparare anche il libro più famoso di Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso.
L'avevo già da un po' in lista, nella mia personale lista infinita di future letture, quindi quale occasione migliore visto che è pure un obbligo?
A prima vista, solo sfogliandolo, appare subito come un libro strano, un libro diverso...
Occorre di certo una premessa: Barthes è stato un semiologo, uno tra gli esponenti di quella disciplina, la semiotica appunto, che studia i segni, intesi come qualcosa che rimandano a qualcos'altro e che hanno la funzione di comunicare.
Ed è così che il libro è strutturato, per segni, per "figure" come le chiama lo stesso Barthes.
Il libro può essere letto in maniera del tutto casuale e disordinata. L'autore ha diviso il discorso amoroso, quello cioè che fa l'innamorato, il soggetto amoroso, che procede per parole chiave e non quello che è l'amore in generale, in più figure ordinate alfabeticamente.
Quindi s'inizia con la parola "appagamento", "assenza", "catastrofe", per procedere con le parole "nascondere", "magia", "rimpianto" ecc... e analizza tutte queste figure che il soggetto amoroso crea nella sua condizione d'innamorato citando anche il Werther di Goethe, Platone, Lacan, Balzac, Nietzsche, Reik...
Per lasciare un esempio, la figura "connivenza" viene così analizzata:

Il soggetto s'immagina di stare parlando dell'essere amato con una persona rivale, e questa immagine, curiosamente fa nascere in lui un piacevole senso di complicità.
1. Colui/colei con cui io posso tranquillamente parlare dell'essere amato, è colui/colei che lo ama quanto me, come me: è il mio simmetrico, il mio rivale, il mio concorrente (la rivalità è una questione di posizione). Finalmente posso parlare dell'altro con chi se ne intende; si verifica una parità di sapere, un piacere d'inclusione; parlandone, l'oggetto non viene né estraniato né lacerato; egli resta interno al discorso duale, che anzi lo preserva. Io coincido con l'Immagine e al contempo con questo secondo specchio che riflette ciò che io sono (sul volto del rivale io leggo la mia paura, la mia gelosia). Lasciata da parte ogni forma di gelosia, si chiacchiera con trasporto intorno a questo assente la cui natura oggettiva è rafforzata da due sguardi convergenti: ci abbandoniamo a un'esperienza rigorosa, riuscita, dal momento che vi sono due osservatori e che le due osservazioni avvengono nelle medesime condizioni: l'oggetto viene provato: io scopro di avere ragione (di essere felice, di essere ferito, di essere ansioso). 
(Connivenza: conivere, significa al tempo stesso: essere indulgente, essere d'accordo, chiudere gli occhi).
2. Si arriva a questo paradosso: è lo stesso essere amato che, nella relazione a tre, risulta essere quasi di troppo. Ciò è evidente quando qualcosa c'impaccia. Quando lo stesso oggetto amato si lamenta del mio rivale, lo sminuisce, io non so come replicare; da una parte, è «nobile» non approfittare di una confidenza che mi può servire - che sembra «rafforzare» la mia posizione; e, dall'altra, sono prudente: so di essere nella stessa posizione del mio concorrente e che, di conseguenza, abolita ogni forma di psicologia, ogni valore, niente impedisce che anch'io diventi un giorno oggetto di denigramento. Altre volte, sono io stesso che faccio all'altro l'elogio del rivale (forse per sembrare «liberale»?), contro la qual cosa l'altro, stranamente (forse per lusingarmi?), protesta.
3. La gelosia è un'equazione a tre termini permutabili (indecidibili): si è sempre gelosi di due persone contemporaneamente: io sono geloso di chi amo e di chi lo ama. L'odiosamato (il «rivale») è anche amato da me: esso m'interessa, m'incuriosisce, mi affascina.

Indubbiamente è una lettura originale e particolare che consiglio, visto che bene o male tutti sono stati innamorati, magari lo sono e si spera lo saranno... buona domenica!

2 commenti:

  1. Mi sembra un titolo interessante che senza dubbio finirà anche nella mia di lista ;-)

    Un abbraccio!

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  2. A me fa soprattutto piacere che sia un libro per un esame universitario... ^_^
    Un bacione, ciao ciao!

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