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lunedì 5 ottobre 2009

Diffidate del frigo di un single o -meglio- del suo contenuto!

«Il mondo si muove
se noi ci muoviamo,
si fa nuovo se qualcuno
si fa nuova creatura.»
Primo Mazzolari


Capitava esattamente oggi, un anno fa.
Era domenica, quando entravo esausta in punta di piedi a casa mia... come se stessi violando chissà che privacy, come se stessi commettendo chissà che reato o disturbando qualcosa o qualcuno e sentendomi molto a disagio, spaesata e confusa.
E solo il venerdì appena prima mi erano arrivati i mobili, puliti e ripuliti insieme a tutta casa il giorno dopo e il giorno stesso del trasloco (che la consegna e il montaggio dei mobili, da brava fortunella, è avvenuto sotto un acquazzone storico!).
Circa un anno prima del progetto, in un forum di astrologia me l'avevano detto:
cambierai ambiente o casa o comunque residenza, o da sola o con qualcuno.
Capirete il mio scetticismo non vedendo all'orizzonte nessun spiraglio possibile in tal senso, né da sola né tantomeno in coppia.
Allora mi misi in testa che, non avendo appunto nulla in corso, sarei stata buttata letteralmente fuori di casa... ovviamente insieme al mio micio!
A una certa età, ahah faccio la vecchietta!, si sente il peso della costrizione in modo sempre maggiore, anche solo riguardo agli orari di cena ecc... ma quando le possibilità esterne ed economiche non permettono un passo del genere si cerca di convivere nonostante tutto nel migliore dei modi.
Invece a febbraio dello scorso anno la svolta improvvisa, inattesa e la ristrutturazione, iniziata con l'aiuto dei miei subito a marzo, di quella che ora è casa mia a tutti gli effetti.
Un cambiamento fulmineo, veloce, rapido, senza intoppi e che ho seguito dall'inizio alla fine nei minimi particolari... anche, ahimé, quelli burocratici; bello sì poter e dover scegliere ogni più piccola cosa o dettaglio presenti ma estremamente stancante e difatti, guardandomi indietro, ancora adesso mi chiedo dove io abbia trovato quella forza o dove essa abbia trovato me, continuando sempre a svolgere il mio lavoro e vivendo comunque la mia vita, neanche molto facile in quel periodo, e non avendo poi alcun supporto per la fase decisionale.
Anche nei momenti d'indecisione relativi a qualche aspetto di casa o, peggio ancora, tecnico le persone a me vicine mi dicevano solo: devi scegliere e decidere tu, sei tu poi che ci vivrai o, ancora, deve piacere a te.
E allora vai con il bagno lilla, che non m'ha fatto dormire per un sacco di notti al pensiero di come sarebbe stato, se troppo acceso e vistoso oppure no.
Insomma, si passa dalla scelta del rivestimento del pavimento a quella in seguito delle lampadine da usare per l'illuminazione, dagli infissi al colore della maniglia degli stessi... scelta che in questo progetto è passata alla storia come la mia peggior figuraccia, visto che non capivo che diavolo dovessi ancora scegliere avendo deciso il colore degli infissi e il tipo di serramenti ecc... ma il tizio vedendomi stranita invece insisteva: mi dici per favore di che colore vuoi le maniglie e i tondini di appoggio?! Oddio, anche i tondini d'appoggio? Fino a quel momento ne ignoravo del tutto l'esistenza...
Ho progettato l'ingresso di casa, che non volevo aprire la porta e trovarmi catapultata nel soggiorno senza un minimo disimpegno, e neanche il muratore mi è stato granché di aiuto che vabbè l'indipendenza... ma un minino di collaborazione o consiglio!
La corsa poi verso l'autonomia è stata ancora più accelerata e forzata a seguito di problemi familiari, che richiedevano che io lasciassi la mia camera - occupata dalla nascita fino a quel momento - per far posto ad un'altra persona. Dovevo insomma proprio andarmene via e farlo anche in tutta fretta e, ora, dico per fortuna che il progetto perlomeno era precedente, era già avviato e l'evento successivo invece del tutto casuale.
Confesso che mi sono sentita quasi buttata fuori casa, ricordo ancora quando di ritorno dal lavoro trovai il mio pc in cortile in attesa di entrare a casa mia, ma pare che Urano all'IC significhi - tra le tante cose - anche questo: una corsa frenetica verso il cambiamento, che piaccia oppure no.
I primi mesi non sono stati facili; mi sentivo proprio spaesata, nonostante fossi circondata interamente da cose da me scelte, desiderate e volute... guardavo la cucina e vedevo un buco al posto del frigo, un problema in fase di ordine ci spiace, e un altro al posto della lavastoviglie che neanche volevo e avrò usato una volta, è un regalo non perda questa occasione!, il forno non era collegato, lo facciamo quando veniamo a consegnarle il resto!, entravo in camera da letto e l'armadio era lungo lungo in terra tutto diviso in ante e pezzi di ogni tipo, lo montiamo la prossima volta!, mi rifugiavo così in quella che nell'altra casa era stata fino al giorno del trasloco camera mia e che per fortuna mi ero decisa a portare dietro; credo sia stata in quel momento la mia salvezza... visto che da lì guardavo l'accumulo di scatoloni, tra cose nuove e vecchie e tutto il resto da sistemare o a cui trovare un posto in quel nuovo ambiente.
Dal giorno del mio traslochino è passato esattamente un anno, che ricordo ora positivamente e soprattutto che mi vede convinta di questo:
non riuscirei più a tornare indietro!,
*anche quando apro il frigo e c'è qualcosa che mi guarda male, anzi malissimo
*anche quando all'una di notte mi trovo a stendere i panni fuori
*anche quando al posto della cipolla trovo una rampicante sotto il lavello
*anche quando resto sempre quel minuto titubante di fronte ad un ragno circa il da farsi, e lui idem come se ci conoscessimo, in altre parole se chiamare la forestale o arrangiarmi da sola implorando la sua collaborazione... che dico io, con tutti gli animali esistenti perché sempre e solo il ragno e la scutigera coleoptrata (andatela a vedere cliccando qui sul nome perché merita, è carinissima!) mi ritrovo in casa con tanto di zanzariere ovunque e pulizie sempre accurate? (ho Venere in 4a casa e Sole in 6a!)
*anche quando a volte la solitudine l'avverto eccome
*anche quando c'è la frenesia o il bisogno di dire qualcosa a qualcuno, che non c'è...
Da brava Toro i cambiamenti li temo, non li ricerco certo e faccio fatica, molta, a elaborarli e accettarli per viverli nel migliore dei modi... anche per apprezzare quest'ennesimo cambiamento ho impiegato molto tempo.
Solo da qualche mese credo di vivere appieno casa mia in ogni suo aspetto e come voglio, e con tutto quello che voglio.
Da ragazzina dicevo spesso che la mia casa ideale doveva avere un giardinetto solo per poterci piantare un salice piangente, un bel camino e una sedia a dondolo.
Non ho il giardino ma ho tante piante... in casa (lo so, quelle bestiole da qualche parte dovranno pur arrivare!), sul balcone e sulla finestra che guarda la strada (del resto mi sono sempre piaciute), non ho un camino (sarei dovuta uscire io!) ma ho una sedia a dondolo arrivata da pochi giorni che adoro, auto-regalo per questa prima ricorrenza.
Se vogliamo ho preso anche abitudini nuove e alcune non proprio carine... tipo il guardare le scadenze dei cibi ovunque mi trovi, una sera l'ho fatto anche a casa di un'amica di fronte ad un formaggino e ho imparato anche tanto altro sulla mia pelle... come diffidare del secchiello dell'organico per la raccolta differenziata che pare sì piccolo, grazioso e innocente ma in realtà è una bomba olfattiva che può uccidere, oppure che le scadenze indicate sui cibi tante volte sono solo indicative davvero, odiando io gli sprechi e il buttar via.
Gli inconvenienti ci sono ancora, come aprire il frigo e sentire la mia voce che fa un eco lontano mentre un qualcosa di non ben definito, sistemato in solitaria sullo scaffale, mi guarda di traverso, ma è anche vero che se il frigo non è spesso di aiuto, la dispensa tante volte sì!
Ad ogni modo il bilancio è veramente positivo, ma attenti anche voi soprattutto al frigorifero di un single, chiedete poi sempre se potete aprire il secchiello dell'umido, poiché non è dato sapere da quanto tempo il contenuto si trova lì, e guardatevi le spalle dalla scutigera coleoptrata e anche dai prezzi degli alimenti per i single, ne va della vostra vita!

Visto che ormai il post è definibile come casalingo a tutti gli effetti, queste sono le mie pianticelle:

una simpaticissima violetta insieme a tante altre in un vaso che ho sul balcone, una composizione con calluna, evonimo e skimmia e l'ederina appesa



ancora violette nella fioriera della finestra e il sedum

un ciclamino che spero di aver salvato, visto che preso al supermercato era zuppo d'acqua, e ancora sedum sulle scale del balcone... il vaso che s'intravede a fianco è vuoto perché pieno di bulbi di tulipani che faranno capolino, spero, in primavera.

Urano resta all'incirca sette anni in una casa e se, appena sulla cuspide, ha agevolato, promosso o come si vuole dire tutto ciò (anche se sicuramente il tutto è partito anche da dentro) non credo certo che i cambiamenti circa l'assetto familiare e abitativo finiranno qua!

domenica 27 settembre 2009

Concorso Internazionale di HAIKU

Era la prima volta che partecipavo a un concorso Haiku e l'ho fatto con questi tre:


Sempre scolpita:
la cima innevata
oltre me e te.

Resistendomi,
sfogliavi margherite
inesistenti.

L'equilibrista
in bilico tra venti
scorge l'inverno.


Ma, ahimé, oltre a non esserci tra i primi 3... non ci sono nemmeno tra i restanti 94 selezionati!

I risultati li trovate a questo link, vi invito a leggere gli haiku vincitori perché evocativi, sensuali e carismatici proprio come dovrebbe essere un vero haiku.

martedì 22 settembre 2009

Fonti d'ispirazione astrologica (1)

Prendendo spunto dal titolo del post, ecco un altro aggiornamento della mia lista infinita (in grassetto quelli su cui posso dirvi qualcosa ^_^) che potrebbe ispirare sull'argomento... non è detto quindi siano di astrologia pura.

Alan Oken – Astrologia centrata sull’anima;
Alessandro Guzzi – I ritorni solari in astrologia;
Aniela Pratesi – Iniziazione all’astrologia evolutiva;
Apuleio – La favola di Eros e Psiche;
Arroyo Stephen – Astrologia della relazione. Amore, sesso e compatibilità;
Avery Jeanne – Vite passate, amori presenti;
Baldini Renzo – L'ascendente dell'anima. Il punto vertex in astrologia;
Baldini Renzo – Le parti arabe. Come si calcolano e come si usano i punti di fortuna...;
Barbault André – Astrologia e orientamento professionale;
Barbault André – L’astrologia e la previsione dell’avvenire;
Barbault André – La scienza dell’astrologia;
Bellosta Ruggero – Astrologia e sentimenti;
Belysario – Manuale di astrologia e libero uso;
Besant Annie – Il karma. L'enigma del proprio destino;
Bordoni Grazia – Tecnica astrologica;
Carotenuto Aldo – Il tempo delle emozioni;
Carotenuto Aldo – L’anima delle donne;
Ciro Discepolo – Le effemeridi dal 2000 al 2050;
Clara Negri – Astrologia e reincarnazione;
Clara Negri – Astrologia esoterica;
Clara Negri – Il cielo e l’anima;
Clara Negri – L’astrologia e i mille volti dell’amore;
Clara Negri – L’astrologia rivisitata;
Clara Negri – La luna e i suoi misteri;
Clara Negri – Lilith – La luna nera;
Douglas Baker – Astrologia esoterica;
Elisabeth Mantovani – Astrologia dalla A alla Z;
Emilio De Lipsis – I 360 gradi dello zodiaco;
Eudes Picard – Le case astrologiche derivate;
Giuliana Ghiandelli – Astrologia e salute;
Giuliana Pandolfi e Alfredo Livi – Iniziazione ai luoghi iscuri dell’oroscopo;
Hanson Virginia – Karma: la legge universale di armonia;
Hilarion – Astrologia più;
Laun Lianella Liveldi – La rivoluzione solare;
Laun Lianella Liveldi – Lilith e le relazioni affettive nel significato astrologico;
Liz Greene – Complessi psicologici nell’oroscopo;
Liz Greene – La relazione interpersonale;
Marc Edmund Jones – Astrologia oraria;
Marc Edmund Jones – Come imparare l’astrologia;
Marco Gambassi – Conoscere le stelle;
Marco Gambassi – La sessualità e la maternità in astrologia;
Marco Gambassi – Le basi astronomiche dell’oroscopo;
Mazzoni Maria Teresa – L’aspetto evoltivo di Marte;
Mirti Grazia – Decifrazione del tema natale: una sintesi;
Mirti Grazia – I segreti dell’interpretazione astrologica;
Nagel Thomas – Una brevissima introduzione alla filosofia;
Nagliero Spartaco – Destino e karma in astrologia;
Ornella Tatti – Astrologia al femminile;
Raymond Merriman – Astrologia evolutiva;
Rudhyar Dane – I segni astrologici come ritmo della vita;
Rudhyar Dane – Il ciclo delle trasformazioni;
Rudhyar Dane – Il ciclo di lunazione. Una chiave per la comprensione della personalità;
Rudhyar Dane – L’astrologia centrata sulla persona;
Rudhyar Dane – L’astrologia e la psiche moderna;
Rudhyar Dane – La pratica dell’astrologia. Come tecnica di comprensione umana;
Rudhyar Dane – Studio astrologico dei complessi psicologici;
Sicuteri Roberto – Astrologia e mito. Simboli e miti dello zodiaco nella psicologia del profondo;
Slooten Erik Von – Manuale di astrologia oraria. L’oroscopo immediato: domande e risposte;
Weiss Brian – Molte vite, un solo amore.

sabato 19 settembre 2009

Molte vite, un solo amore di Brian Weiss

Ho terminato da pochi giorni la lettura di «Molte vite, un solo amore» di Brian Weiss, uno psichiatra che da decenni si occupa di ipnosi regressiva, diventato famoso in tutto il mondo raccontando - per dirla in termini riduttivi - delle «vite passate» dei suoi pazienti.

La prima personale considerazione riguarda la sfera personale di ognuno circa il credere o meno a questa possibilità, ovvero alla probabilità dell'esistenza di vite passate e ulteriori vite future. Non penso sia opportuno entrare nel merito della questione, tipo discussione da bar... io stessa per ora sto leggiucchiando e indagando su tutto ciò (visto che sto approfondendo anche astrologia karmica e le due tematiche sono ovviamente collegate), ricavandone molto dal punto di vista spirituale certamente, e aggiungendo interrogativi su interrogativi a quelle che sono le domande comuni di tutti noi a proposito del nostro essere, ed anche eventuale non essere. Non a caso il prossimo libro in pila sul mio comodino è «Una brevissima introduzione alla filosofia» di Nagel Thomas.

La seconda considerazione, sempre personale, riguarda invece l’autore stesso del libro.
Brian Weiss, da affermato medico psichiatra americano, quando ha scritto il suo primo libro sull’argomento ha, secondo me, rischiato grosso perché faceva pur sempre parte, e ne fa tuttora, di un mondo di scienziati poco propensi ad accogliere tesi di questo tipo e soprattutto, in genere, poco inclini alla ricerca occulta; lui stesso infatti si diceva scettico sull’argomento.
Ma se da una parte ha reso fruibile a molti l’accesso a tematiche così profonde e importanti (una parte del suo successo credo sia proprio dovuto a ciò e gli deve per questo essere riconosciuto), dall’altro la commercializzazione la vedo pericolosa e con poco senso, e anche con poco collegamento tra il dire e poi il fare.
Non in questo libro che ho letto, ma in un altro suo libro c’è allegato un cd per “provare” da soli a casa in tutta tranquillità una seduta di ipnosi regressiva che, per chi non ne conoscesse le caratteristiche, è comunque una seria tecnica psicoterapeutica sconsigliata però a persone che presentano particolari disturbi, in quanto se non eseguita da uno psicologo psicoterapeuta competente, previa analisi e una accurata diagnosi preventiva del quadro clinico di ogni individuo, potrebbe aggravare uno stato di salute mentale già delicato o creare comunque scompensi gravi.
Questa tecnica fa accedere alla parte più profonda di noi, permettendo la rievocazione di eventi molto traumatici, e a quella parte contenente ricordi di un eventuale passaggio attraverso vite passate.

Chiusa questa lunga parentesi circa la commercializzazione selvaggia di alcuni contenuti o tecniche serie e importanti che mi vede contraria, «Molte vite, un solo amore» (che non ha il cd!) è un libro interessante di cui ne consiglio la lettura.
Le storie dei pazienti è evidente siano romanzate, arricchite ecc… e questa almeno è stata la mia impressione leggendolo e a volte, sono sincera!, ho trovato pedanti i continui interventi di Weiss per sottolineare, evidenziare e marcare determinati concetti oppure la ripetizione degli stessi.
La storia cardine di questo libro è quella di Elizabeth e Pedro, sconosciuti nella vita attuale ma anime compagne in una vita passata.
Elizabeth, come si legge nella quarta di copertina, è reduce da un amore sbagliato e avviata sulla strada della depressione. Pedro è un ricco giovanotto messicano segnato prima dalla morte del fratello e poi da un’indecisa relazione con una donna sposata.
Il dottor Weiss per primo si accorgerà, attraverso quanto emerge dalle sedute con i suoi due pazienti, di aver di fronte due anime gemelle che hanno vissuto in uno stesso periodo passato e che, pur frequentando il suo studio, non si sono ancora incontrati nella vita attuale, fino a quando…

...

Ahah, se no vi rovino semmai la lettura!

Una parte molto bella del libro sta per me alle pagine 189, 190 e 191.
Personalmente, ma questo lo pensavo già prima di leggere questo libro avendo approfondito un po' astrologia karmica, credo di aver vissuto un amore chiamiamolo del passato o karmico (ho provato alla prima vista quelle sensazioni tipiche di questo tipo d’incontri, seppur la storia sia stata breve breve) e di non aver avuto invece il coraggio per viverne un altro (stesse sensazioni di familiarità di cui sopra, ma avvertite da me come troppo forti e tenute per questo a distanza…).
Per uno sono stata quindi scansata, aggirata [come si legge nel libro: «Un'anima gemella disponibile, ma come sopita, può essere un disastro, e causarvi grande angoscia. Questo torpore si verifica quando l'individuo non vede con chiarezza la vita, quando non si rende conto dei molti livelli dell'esistenza»...] e per un altro ho scansato io [sempre dal libro: «La mente ha pronta tutta una sfilza di scuse: sono troppo giovane, non ha abbastanza esperienza, non sono ancora pronto per prendere impegni, tu sei di una religione differente (oppure di diversa razza, o di diverso stato sociale, livello intellettuale, e così via). Sono tutte scuse, perché le anime non posseggono e non hanno bisogno di alcuno di questi attributi.»].
Per ora sono pari!

In questa bella poesia di Dante Gabriele Rossetti è possibile ritrovare un po' tutte queste tematiche:

«Fui già qui un tempo,
ma quando e come non so;
conosco quell'erba oltre la soglia,
la fragranza che penetra dolce,
il sospirato suono, i luccichii alla riva.
Mi sei appartenuta già –
quanto tempo fa, non so:
ma, quando la rondine s'alzò,
si volse il tuo collo al punto
ch'un velo cadde, – che sempre lo seppi.»

martedì 8 settembre 2009

Haiku *emozione* e *legame*

Emozione

Vetro bagnato:
scivola la lacrima
per altre rotte.


********************

Legame

Tu sorridimi,
oltre fili di lino
io non ti lego.

mercoledì 2 settembre 2009

No baggage...

Anno solare che va verso la fine e anno astrologico a parte (che per ognuno va da compleanno a compleanno), con settembre solitamente è come se iniziasse un nuovo anno... fatto di nuovi propositi, di programmi, d'idee ecc...

Nessun bagaglio è il mio proposito.

Da saturniana ("forse", perché non so ancora se posso definirmi così oppure no) non è semplice, visto che spesse volte si sente dire e si legge che le persone fortemente segnate da Saturno, metaforicamente, si portano dietro bagagli per molto tempo che non sono neanche i loro... ma credo valga la pena tentare.

Ecco un paio d'immagini che ho scattato durante la mia vacanza che potrebbero aiutare a viaggiare *senza bagagli* almeno per un po'.

lunedì 24 agosto 2009

Trova il tempo - antica ballata irlandese -

Trova il tempo di riflettere,

è la fonte della forza.


Trova il tempo di giocare,

è il segreto della giovinezza.


Trova il tempo di leggere,

è la base del sapere.


Trova il tempo d'essere gentile,

è la strada della felicità.


Trova il tempo di sognare,

è il sentiero che porta alle stelle.


Trova il tempo di amare,

è la vera gioia di vivere.


Trova il tempo d'esser contento,

è la musica dell'anima.



Parto domani per i miei sei giorni di mare e per visitare finalmente il Castello di Miramare a Trieste... è il primo viaggio organizzato (ho prenotato anche l'albergo!) che faccio ormai dopo anni, abituata ai viaggi on the road tra Francia e Spagna che di organizzato avevano solo il giorno di partenza e quello di rientro. Quest'anno Italia e vacanza all'insegna di sbattimento zero, almeno così me la immagino e la spero, visto l'anno particolarmente pesante.
Arrivederci a presto... vi auguro una buona continuazione!

martedì 11 agosto 2009

signora Libertà sul parapendio...

Le mie meritate (me lo dico da sola!) ferie sono iniziate direi alla grande, visto che i primi giorni li ho trascorsi magnificamente con amici e soprattutto con un amico, ormai storico direi, che non vedevo da molto e che finalmente è approdato dalle mie parti riuscendo così a visitare la mia zona anche se con una guida turistica per certi versi molto goffa, poco preparata e soprattutto decisamente poco guida.
Pochi giorni, ma intensi e ricchi di posti da vedere, per me rivedere, e da scoprire sempre nuovamente con occhi diversi.
In uno di questi giorni ce ne siamo stati tranquilli e svuotati a osservare i lanci con il parapendio a circa 1.500 mt. di altezza, provando - posso esprimere solo la mia forte emozione - un'incredibile sensazione di libertà... pur non volando direttamente, pur non avendo - per questa particolare passione - quella sana e vitale rotellina fuori posto che per esperienze simili è essenziale.
Insomma: accidenti alla mia paura del vuoto!

Sui miei quaderni di scolaro
Sui miei banchi e sugli alberi
Sulla sabbia e sulla neve
Io scrivo il tuo nome

Su tutte le pagine lette
Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome

Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome

Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull'eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome

Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome

Su tutti i miei squarci d'azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome


Sui campi sull'orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome

Su ogni soffio d'aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome

Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell'uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome


Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome

Sui sentieri ridestati
Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome

Sul lume che s'accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome

Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome

Sul mio cane goloso e tenero
Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome

Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull'onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome

Sui vetri degli stupori
Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome

Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome



Sull'assenza che non desidera
Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome

Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome

E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà.


Paul Eluard

venerdì 31 luglio 2009

Le proiezioni

In questo nuovo post ho deciso di mischiare un po' di argomenti, ovvero libri e astrologia ma anche vita e amore. Niente di ciò si esclude a vicenda... anzi, a volte, s'incastra tutto alla perfezione... e per farlo prendo spunto da un bel libro (non fatevi ingannare dal titolo!) di Grad Marcia La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro (e non chiedetevi neanche troppo perché io ce l'ho!).
L'ho cercato qualche giorno fa tra i miei libri, ne volevo leggere una pagina in particolare perché mi ricordavo, ma non chiaramente, del discorso che questa principessa fa con il gufo che incontra:

"Sì, è così", replicò il gufo.
"Perché una persona ne ama un'altra
nello stesso modo in cui ama se stessa:
con tenerezza e accettazione
o con intransigenza e rifiuto."

Questo è un chiaro esempio di proiezione astrologica, un concetto che all'inizio dei miei studi ho faticato a comprendere ma che ora m'incuriosisce e riscontro invece spesso nei temi e nelle storie delle persone che conosco, e anche di quelle che non conosco ma che magari mi raccontano, e anche ovviamente in me stessa.

Che cos'è una proiezione?
Da quello che ho capito alla fine non è che lo specchio di noi stessi, quindi siamo noi riflessi il più delle volte negli altri e quello che proiettiamo esternamente non è altro che quello che abbiamo dentro.
Tutto quello che sentiamo non appartenerci, e spesso non sono solo le parti che noi rinneghiamo di noi stessi ma anche i nostri pregi e qualità migliori, lo spostiamo all'esterno e lo viviamo attraverso le persone che incontriamo e che ci affascinano e attirano.

In un tema natale ho letto che è la 7a casa il primo e chiaro esempio di proiezione, perché se questa casa contiene pianeti... questi indicheranno quello che noi andiamo cercando di noi stessi nel partner.

Per fare un esempio pratico... prendiamo un Giove in 7a, con questa posizione è molto probabile che la persona proietti sugli altri un desiderio di grandezza e conoscenza, un desiderio di crescita che può essere proiettato ad esempio su persone di cultura (e caspita se lo confermo!) oppure anche insegnanti, scrittori o persone comunque che hanno hobby di tipo culturale o che si presentano come 'culturalmente stimolanti', perchè rappresentano quella possibilità di crescere e di conoscere che è già dentro la persona, solo che non la vede e di conseguenza non la vive personalmente.
Per riappropriarsi di queste qualità, che appunto ricerchiamo negli altri ma che sono già nostre, in questo caso specifico occorre stimolare la propria voglia di migliorarsi e di conoscere.
Questo ovviamente era un esempio molto soft di proiezione e anche di belle qualità, ma se prendiamo il caso di una donna con una quadratura Sole-Marte l'effetto di questa proiezione sarà completamente diversa.
Marte è un pianeta maschile, quindi per una donna è più facile da vivere tramite la figura maschile, dapprima il padre e poi il partner, che direttamente attraverso se stessa.
In questo esempio, non riconoscendo la parte aggressiva al suo interno, potrebbe proiettarla incontrando e comunque restando affascinata da uomini che le fanno vivere anche questa parte che lei ha rinnegato, perché troppo aggressiva e violenta, quindi potrebbe incontrare uomini irruenti, grintosi, energici ma anche instabili, aggressivi e con poca pazienza.
Questo è quello che ho capito finora, sono dinamiche molto complesse non facili da riconoscere, da vivere e nemmeno da spiegare.

Ritornando invece al libro, a parte il suo farsi leggere tutto d'un fiato... fa luce secondo me sul percorso che ogni persona dovrebbe fare tenendo se stessa per mano, nel senso che insieme a questa moderna favola romantica e tragicamente reale che più reale non si può (la forma della favola è in questo libro un'astuta tecnica per far passare come favola quello che invece favola proprio non è), si capisce e apprezza l'importanza del rispetto, quanto sia importante riservarlo a se stessi per poterlo applicare anche nei rapporti con gli altri, andando oltre le convenzioni sociali di ogni tipo e per far sì che un sogno iniziale non si trasformi in un incubo per tutta la vita.
Per chiudere con il discorso delle proiezioni, sinceramente non credo occorra un libro per svelare una strada o per illuminare un pensiero o una percezione, nel senso che se questa lettura lascia qualcosa è perché siamo già in grado di captarne l'insito messaggio che fa già parte di noi. Ecco quindi, come si legge nella prima parte del libro, la storia di una principessa che trova il suo principe azzurro ma che scopre, come accade a milioni di donne (ma io aggiungo anche uomini per bilanciare principi e principesse!), che non è tutto azzurro ciò che somiglia al cielo...

giovedì 16 luglio 2009

Tempo

Esattamente come Sant'Agostino, che si domandava:

Che cos'è il tempo?
Se nessuno me lo domanda, lo so.
Se voglio spiegarlo a chi me lo domanda
non lo so più.

anch'io m'interrogo spesso sul tempo, sulle coincidenze e sui vari intrecci che riempiono la vita di tutti i giorni. Mi affascinano le coincidenze, non credo sia una sorpresa visti anche i miei interessi, e i tanti "se mai" e "se avessi", ma tutto ciò non inteso assolutamente come rimpianti o la loro eventuale possibilità.
Anche il cinema pare aver buttato l'occhio su queste tematiche. Credo che il film più famoso di questo genere sia Sliging Doors di Peter Howitt con Gwyneth Paltrow, storia di una ragazza londinese che a seguito di un tentato scippo perde la metropolitana. Il film mostra le due possibili vie che la vita della ragazza potrebbe intraprendere, per poi ricongiungersi nel finale che non ho mai apprezzato. Carino il film e tutto quanto, bella l'idea, ma toglietemi ogni volta il finale!, come se ci debba essere un "per forza" a tutti i costi e una spiegazione a ciò che reggerebbe bene anche senza, senza alcuna spiegazione aggiuntiva.
Il finale è come se mi dicesse: ok, ti è piaciuto? Guarda che era uno scherzo!
Altro film è Serendipity di Peter Chelsom con John Cusack e Kate Beckinsale e qui il rischio che dallo schermo coli un bel po' di miele c'è eccome, ma l'intreccio merita di essere seguito fino alla fine, anche se il destino in questo caso (va bene che è un film, però...) sembra essere fin troppo benevolo con i due protagonisti.
L'ultimo film, l'ho rivisto proprio ieri sera, è quello che tra i tre mi piace di più... ovviamente sempre con l'elemento tempo ecc... come filo conduttore.
La casa sul lago del tempo è un film di Alejandro Agresti con Sandra Bullock e Keanu Reeves e qui lascio direttamente spazio alla trama:
Kate Forster fa la dottoressa e Alex fa l'architetto. Vivono nella stessa casa ma non si sono mai visti. La dottoressa inizia una particolare corrispondenza con Alex, che ha preso il suo posto nella casa sul lago. Quando cominciano a scambiarsi lettere d'amore, scoprono di vivere a due anni di distanza. Kate e Alex cercano di conoscersi di persona ma è difficile incontrarsi se si vive in un diverso spazio temporale: devono venire a capo del mistero della loro storia prima che sia troppo tardi.
Mi piace la gestione del tempo, l'attesa, il ritorno finale al punto di partenza dove il signor tempo la fa da padrone assoluto.
Coincidenza... se così si può chiamare in questo caso, nel film la protagonista adora il libro Persuasione di Jane Austen, dopo aver visto il film l'ho comprato, l'ho letto ed è il libro della Austen che ho apprezzato di più!
In attesa di trovare altri film che hanno come elemento principale il tempo, le coincidenze, il destino e simili, lascio qui in chiusura una riflessione di un grande scienziato:
Il tempo è l'unico, vero capitale che un essere umano ha, e l'unico che non può permettersi di perdere. ~ Thomas Edison ~

martedì 7 luglio 2009

Notte buia e sincera

Sono già uno dell'altra.
Ma questo amore veloce

dovrò renderlo arduo,
perché una vittoria

troppo facile non svilisca il valore della conquista.
da "La tempesta" di William Shakespeare


Mi dimentico sempre di chiudere bene la finestra, ma forse lo faccio proprio apposta, per essere svegliato dalla tenda che si gonfia e sgonfia, molestata da questa leggera e fresca brezza.

Notte fonda, sì.

La tenda continua a sfiorarmi e solleticarmi il braccio destro, disteso e abbandonato al di fuori del letto.
È notte fonda, e io mi alzo… perché la notte è più sincera del giorno.
Mi alzo e, mentre con una mano mi strofino gli occhi, con l’altra raccolgo la felpa blu che ho abbandonato sul tappeto, solo qualche ora fa. Mi piacerebbe, ma non posso ancora uscire fuori così come mi trovo, con il pantalone del pigiama e una maglietta bianca a mezza manica. Non avvertirei solo questa delicata brezza, ma freddo, freddo pungente… e non voglio rovinare questa notte stellata.

Raggiungo in terrazzo la sedia a dondolo. Per me, l’immagine ideale di chi è intento a fuggire dai propri pensieri, è sempre quella di una persona con una sigaretta appena accesa tra le dita e una bottiglietta di birra nell’altra mano.
Peccato! Io non fumo, e ho abusato di birra durante la serata appena trascorsa.
Così… non ho nessuna sigaretta tra le dite, e ho solo un semplice bicchiere di latte in mano.
Dondolando è ancora più bello perdersi in cielo, le stelle vanno e vengono, sembrano moltiplicarsi dondolio dopo dondolio, le vedo in cielo e anche nell’acqua del fiume che scorre portandosele via velocemente.

Lo sapevo che anche stanotte sarebbero arrivati… da qualche notte a questa parte arrivano sempre.
Mi fermo a fissarli, come sempre, mentre mi perdo in un lungo sorso di latte, bianco come il leggero vestito di lei.
Appoggio i piedi sulla sedia a dondolo, ogni volta mi diverto all’idea di trovarmi all’improvviso a testa in giù, ribaltato magari da una spinta meno regolare e un po’ più avventata… ma è tutta un’altra emozione non avere i piedi ben saldi in terra, e continuare a dondolare mentre vengo colpito da piccoli riflessi puri e luccicanti.
E quei due sono sempre lì, neanche questo dolce oscillare li fa andare via.
Quel ponte dev’essere il loro posto d’incontro… lei in una metà e lui nell’altra, come a delimitare da una parte qualcosa che è giusto, e dall’altra qualcosa che è sbagliato.
Ma ognuno supera la metà dell’altro, in questo incontro notturno, sorretti solo da un ponte sospeso di assi ordinate e scricchiolanti.
Un ondulato vento muove il vestito bianco di lei e, dispettosamente, cerca di oscurare la sua vista coprendo i suoi occhi con ciocche di capelli castani.

Spero non accada anche stanotte, mentre se ne stanno lì sul ponte, con le bocche divise solo da un soffio di respiro, ma già troppo lontane.

Invece, tutto si ripete, è un attimo… e un fiume pulsante di rosso prende a macchiare intensamente la felpa di lui, all’altezza del cuore.
Il momento di panico iniziale svanisce, per me e per lei, quando la giovane donna si accorge che nessun segno di disagio o dolore compare sul viso di lui. Scorre veloce quel fiume, e lei cerca, un po’ spaventata, di tamponare e chiudere quell’invisibile ferita, con le mani.
Non ci riesce, così sovrappone una mano all’altra, per premere di più… ma tutto quel sangue prende a scorrerle tra le dita, arrivando anche a macchiare la parte finale del suo vestito bianco.
Le assi del ponte si sporcano anch’esse. Una goccia resta per un po’ lì sospesa, finché non diventa troppo pesante e si getta nel fiume limpido, per lasciare il posto alla goccia successiva, e chissà a quante altre.
Ma sotto non si vede niente, e non perché sia buio, solo perché qualche goccia rossa non ha la forza di sporcare quel fiume limpido e veloce.
Mani nelle mani, mentre di rosso tutto si colora, così, si allontanano anche stanotte.
Le loro mani sono proprio le ultime a lasciarsi, lui è sempre il primo a voltarsi e ad andarsene, sporcando il suo percorso, passo dopo passo.
Lei resta lì, con gli occhi che vedono il capo chino di lui… che se ne va, con le mani in tasca, come se niente fosse… e come se la sua felpa improvvisamente non fosse più zuppa di rosso.

Questa notte, come le altre.

Finisco di bere il latte, tanto dopo poco solitamente se ne va anche lei.
Invece di rinfrescarmi e addolcirmi la gola, quel liquido mi va di traverso quando lei, invece che andarsene, si volta verso di me, appoggiando le mani sporche sulla scura ringhiera del ponticello di legno.
Rimetto i piedi in terra, ma non serve a far sparire quella figura bianca… mi alzo e raggiungo la ringhiera del mio terrazzo, di fronte a lei, e di fronte a quello che vorrei.

È notte fonda, ora più di prima.

Il vento sembra partecipare anche al nostro incontro, accarezzandole quel debole sorriso.
“Buonanotte…” trascina con sé il vento.
Quella bianca figura si distacca lentamente dalla ringhiera, e con lo stesso passo lento ma deciso, seppur nudo, con cui è arrivata… se ne va.
Scenderà in riva al fiume a lavarsi le mani, è quello che penso io.
Ma lei non lo fa, e se ne va con le mani sporche di sangue, strette e inermi lungo il corpo, e a piedi nudi.

Raccolgo da terra il bicchiere vuoto, prima di scaraventarlo involontariamente da qualche parte, soprattutto prima d’infrangerlo in piccoli riflessi.
Rientro in camera e mi sfilo la felpa per rimettermi a letto, che tanto, ormai, a quest’ora la notte non è più poi così sincera.
Non mi stupisco di trovare sulla maglietta bianca una macchia rossa, all’altezza del cuore… non mi stupisco.
La metto da lavare, la butto, o la lascio così?
Lei se n’è andata con le mani sporche… non ha voluto lavare via niente.
Cigola la sedia a dondolo, in questa notte buia e sincera…

Amore non è amore se muta quando scopre
un mutamento o tende a svanire quando l'altro
s'allontana. Oh no!
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio;
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.
da "Sonetti" di William Shakespeare