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martedì 30 maggio 2017

Vagare...

Spense la pioggia
il colore dei fiori
mentre io guardavo
vanamente passare
questa donna nel mondo.

Mentre vago nel mondo, 
un bellissimo tanka di Ono no Komachi...

lunedì 9 settembre 2013

E allora boh...

Oggi posso finalmente dire di aver portato a termine un percorso e lo scrivo qui perché proprio in queste pagine virtuali esternai i miei dubbi a riguardo, ebbene sì: la mia tesi è in stampa. 
Resta l'attesa per la data della discussione a novembre, ma il grosso è fatto e io dopo circa due anni sono di nuovo "libera", la beffa vuole che attualmente io sia pure disoccupata, ma principalmente di nuovo libera di fare o non fare, di uscire o non uscire, senza più avere come priorità lo studio e gli esami.
In questi giorni, o anche quando avevo finito a maggio gli esami, mi è stata posta spesso questa domanda:
«e ora cosa diventi, cosa sei?»
Mi fa sorridere, pur capendone il significato e rispondendo a tono, ma qualche volta a qualcuno ho semplicemente risposto:
«divento un po' più me stessa, semplicemente.»
Pare non essere una risposta accettabile, dott.ssa di lettere di primo livello indirizzo moderno sarebbe suonato meglio, così se già le stesse persone avevano strabuzzato gli occhi alla notizia della ripresa degli studi nonostante lavorassi da più di dieci anni, di fronte a questa risposta credo abbiano definitivamente perso ogni speranza di capire.
Eppure, almeno per me, non c'è nulla di così difficile da capire, tutto quello che ho fatto e tutte le strade che ho percorso hanno tutte avuto come meta sempre la stessa cosa: conoscermi di più, capirmi, realizzare un desiderio e allinearmi con quello che sono veramente. 
Perché è una risposta così difficile da accettare? 
Forse c'è che oggi contano sempre più le etichette, i titoli, l'immagine rispetto a ciò che si è realmente. Questo è il tempo dei social network, dove se non posti l'ecografia di tuo figlio o le foto del fidanzamento vuol dire che sei una persona "asociale", una che non vuole condividere, è proprio così e in tal senso credo di essere così. Resto dell'idea che sono ancora tante le cose, come l'intimità e la privacy, che andrebbero tutelate, a partire da se stessi.
Ovviamente è solo una mia opinione, magari col tempo cadrò anch'io in questa rete, ma non credo, vista la voglia di chiudere così anche queste pagine, non avendo poi più molto da dire né la voglia di farlo. Sono periodi, ogni cosa ha il suo e questa specie di blog forse ha vissuto il suo tempo.
«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni», lo diceva Eleanor Roosevelt ed è la frase che apre la mia tesi.
Forse i post finiranno qui (una bella e insolita coincidenza vuole che siano proprio 186 come le pagine della mia tesi), forse no, non amo struggenti addii o saluti né cancellare il tempo, le parole e gli scritti, del resto chi passa di qui passa pure per la mia mail, quindi... ora è semplicemente così.
E allora boh!!!

lunedì 12 agosto 2013

Un tweet

Il tempo quando non è ancora il tempo.
L'amore prima che sia amore.
Il destino quando inventa il tempo e scrive l'amore.
E spesso le cose si capiscono in lampi improvvisi.
Tenuti assieme da una collana fatta di silenzi alternati.
I lampi sono perle tutte diverse.

(da Tweet di un discorso amoroso - Roberto Cotroneo)

giovedì 4 luglio 2013

Ci sono notti che non accadono mai

... così come ci sono versi "storici" che da subito colpiscono e mi entrano dentro e nel tempo continuano a commuovermi, proprio come il primo verso di questa intensa poesia di Alda Merini:

Ci sono notti che non accadono mai
e tu le cerchi
muovendo le labbra.
Poi t’immagini seduta
al posto degli dèi.
E non sai dire dove stia il sacrilegio:
se nel ripudio dell’età adulta
che nulla perdona
o nella brama d’essere immortale
per vivere infinite
attese di notti che non accadono mai.

{Alda Merini}

domenica 16 giugno 2013

Le donne che leggono sono pericolose

Le donne che leggono sono pericolose
Bollmann Stefan, Heidenreich Elke, 2007, Rizzoli
Una bella raccolta per immagini, dal Medioevo al XXI secolo, che pone l'attenzione sul tema della lettrice e su quanto c'è voluto  perché venisse loro permesso di leggere ciò che volevano.
Nella descrizione si legge: «Prima potevano ricamare, pregare, allevare bambini e cucinare. Ma nel momento in cui esse colgono nella lettura la possibilità di sostituire l'angusto mondo della loro casa con il mondo sconfinato del pensiero, della fantasia e del sapere, diventano una minaccia.» 

Ormai "famosa" e conosciuta la Prefazione di Daria Bignardi: 

«Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai, qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga, se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s'innamorano di un altro libro, di un'altra storia, e ti abbandonano.
Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c'è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita, se lo fa, farà la rivoluzione, se non la fa seminerà il terrore. Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse.
Ci sarà un motivo se la storia dell'umanità ha ritardato la lettura alle donne, la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita. Comunque sia pazienza, leggere è meraviglioso.»

Senza dubbio nella raccolta sarà presente un dipinto che mi ha colpito da subito, La Lettrice (o Clara) di Federico Faruffini del periodo scapigliato del nostro paese... una posa rubata di certo inconsueta per quel periodo storico-artistico.

Federico Faruffini, La lettrice, (1864-1865 ca.), 
olio su tela, 40x59 cm, Milano, Civiche Raccolte d'Arte

domenica 26 maggio 2013

Fluttuante

Ad appena tre giorni dai miei ultimi due esami, la sensazione forte è quella di sentirmi un po' protagonista, animata o inanimata non importa, di un quadro di René Magritte, tipo questo:

René Magritte, La voce dei venti, 1928
Pesantezza e leggerezza che si uniscono, si confondono, confondono dando vita a un altro suo quadro surrealista e io mi sento fluttuante tra queste due misure... spero ancora per poco.

In questo momento una tappa d'obbligo sarebbe una visita al Museo Magritte aperto a Bruxelles nel 2009 (inaugurato il 30 maggio, giorno in cui sosterrò gli esami) e a lui interamente dedicato, non sarebbe male come pausa ricreativa nonché ripasso di arte direttamente dal vivo.

sabato 18 maggio 2013

Ancora arte...

Da poco ho scoperto un'altra interessante rubrica dedicata all'arte che, nonostante l'esame di arte moderna sostenuto e quello di arte contemporanea in preparazione, mi ha fatto scoprire opere per nulla famose ma bellissime, come ad esempio La morte di Pocri di Piero di Cosimo...

venerdì 19 aprile 2013

Storia di un amore non corrisposto o finito

Pare sia questo il tema raffigurato da Tranquillo Cremona (1837-78) nel suo celebre dipinto della pittura scapigliata L'Edera del 1878, conservato a Torino presso la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea.
Titolo preso dall'edera in primo piano, una pianta sempre verde, simbolo di resistenza e durata, addirittura d'immortalità...
Personalmente trovo sia molto affascinante, suggestivo e carico di forti sentimenti e purtroppo ben raffigurante i tormenti di tante donne della nostra società moderna, a dimostrazione di quanto un dipinto del passato, un testo ecc... possa tornare prepotentemente attuale, anche dopo più di 120 anni di distanza dalla sua realizzazione.
Drammatico il contrasto tra l'abbraccio implorante della figura del giovane amante (per alcuni critici potrebbe però essere un'altra donna) e la resistenza passiva della donna in piedi.

L'Edera
Torino, Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea
Tranquillo Cremona

sabato 30 marzo 2013

Piccole verità

Non è importante se le persone,
alla fine,
non riescono a trovarsi.
Non tradirsi,
quello è importante.

{A. Baricco - Questa storia}

domenica 3 febbraio 2013

Il mondo in un minuto

Una bella iniziativa del quotidiano on-line la Repubblica... per chi ama la fotografia, non ama le distanze (soprattutto quelle umane), si sente parte di questo mondo, delle sue bellezze e dei suoi drammi, è un bell'appuntamento quotidiano da non perdere, un modo per descrivere e vivere una giornata attraverso 10 immagini scelte, le più rappresentative.
Si scopre davvero il mondo, quello che non ci appartiene, quello che ci stupisce, quello che ci commuove, quello che temiamo, quello che ci spaventa e ci fa paura, annullando ogni forma di distanza immaginabile, sia fisica che mentale nonché umana.

Eccone un esempio:




ho scelto il video delle fotografie relative alla giornata del 29 gennaio perché mi hanno particolarmente colpito due bellissimi occhi spaventati, curiosi e innocenti allo stesso tempo.