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domenica 18 ottobre 2009

Vite passate, amori presenti di Jeanne Avery

«Aridaje!», direte voi...

È vero, ma volevo almeno leggere qualcos'altro sullo stesso argomento di Weiss prima d'iniziare ad abbozzare un'idea personale a riguardo.

La suggestiva copertina di questo libro poi ha fatto il resto!

Anche Jeanne Avery tiene in America sedute di regressione e anche lei racconta in modo scorrevole, chiaro e comunque piacevole di quello che di più importante è emerso durante le sedute con alcuni dei suoi pazienti.

È l'insieme però in questo caso a colpire, attrarre oppure no, perché - al contrario di Weiss - la Avery ha dato vita a un testo che appare meno romanzato e non si focalizza solo su una storia ma ne segue invece diverse secondo la tematica trattata:

* amore eterno: di nuovo insieme;

* separazioni nel passato: frustrazioni nel presente;

* violenza nel passato: paura e repressione nel presente;

* gelosia e passione nel passato: separazione nel presente;

* debiti o obblighi nel passato: situazione finanziaria nel presente;

* abusi nel passato: problemi sessuali nel presente;

* tradimento nel passato: antagonismo nel presente.

Personalmente ho trovato questa lettura interessante ed arricchente, e una valida alternativa a Weiss.

Anche in Vite passate, amori presenti alcuni dei racconti che emergono fanno parte di un passato storico d'eccellenza e denso di avvenimenti, in più di un caso la regressione portava il paziente nel bel mezzo della rivoluzione francese con tanto di ghigliottinati, oppure nel pieno svolgimento di quelli che erano i più sfarzosi balli e ricevimenti alla corte del Re Luigi e di Maria Antonietta.

Se da una parte questa casualità di eventi e di personaggi emersi, più o meno famosi, fa sorgere non pochi dubbi, dall'altra, trovandomi al posto della Avery e volendo scrivere un libro, credo sceglierei anch'io ovviamente le storie e le vicende più attraenti e quelle capaci d'incuriosire di più il lettore.

Il dubbio comunque resta...

Nonostante ciò come lettura fa riflettere, e proprio sui rapporti attuali, sulle difficoltà che s'incontrano e sulle tematiche sempre ricorrenti in cui è possibile incappare, ricadendo spesso nello stesso modello di relazione, anche attraverso un ciclo che si presenta di volta in volta sotto forma di persone e periodi storici differenti.

Offre anche interessanti strumenti di autoanalisi sui rapporti problematici - e non - in essere di qualunque tipo, non necessariamente d'amore, che, se non porteranno mai a una soluzione, perlomeno riusciranno a innescare un meccanismo importante di meditazione a riguardo.

Se di Weiss ne ho consigliato comunque la lettura... lo stesso faccio per questo libro della Avery, perché penso sia più discreto, meno appariscente nella narrazione e ricostruzione degli eventi, una lettura poi più vasta che affronta diverse tematiche inerenti le difficoltà attuali e le possibili modalità di risoluzione.

Anche in questo libro vi è il suggerimento all'autoregressione, ma il tutto è descritto più come tecnica di meditazione che altro... quindi dal mio punto di vista è un approccio molto soft a tecniche che, ripeto, andrebbero comunque svolte tramite persone competenti.
Per concludere, non credo di essere arrivata a una conclusione! Non ancora... ma, come scriveva Pessoa, forse «La vita e' un viaggio sperimentale fatto involontariamente».

10 commenti:

  1. E' quello che hai preso quando ci siamo viste a Milano giusto?
    Mi sembra affascinante, soprattutto perché propone anche delle letture come dire karmiche dei rapporti presenti...
    Mi interesserebbe molto la parte sugli "abusi nel passato: problemi sessuali nel presente", che mi tocca da vicino credo...
    Cercherò di procurarmelo se dici che ne vale la pena! ;)

    Smack!
    Ally

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  2. credo che tu sappia perché l'ho ripetuto, abbondantemente, da altre parti che non credo alla reincarnazione.
    è uno di quei casi in cui applico il rasoio di Occam.
    ma mi interessa comunque la karmica perché credo nel karma familiare, nell'ereditarietà delle dinamiche psicologiche, e penso, dal momento che sappiamo ancora pochissimo dell'eredità genetica, del cervello e delle sue potenzialità dal punto di vista della memoria, che potrebbe estendersi molto al di là di quanto è stato supposto finora.
    una teoria (e una pratica) strettamente connessa a questo discorso è quella delle costellazioni familiari di Hellinger.
    ne hai mai sentito parlare?
    i suoi testi sono nella mia lista di prossime letture.

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  3. Anche se non ho un'opinione altrettanto netta riguardo alla reincarnazione devo dire che mi trovo molto in sintonia con quanto scritto da anne67.

    Ciao, un bacione!

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  4. opinione netta, ma aperta alle eventuali smentite supportate da prove com'è giusto che sia in campi come questo ;)

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  5. Sì Ally, il libro è proprio quello.
    La prossima volta che ci vediamo ricordamelo che lo porto dietro, ok?

    Cara Manu, sono all'oscuro delle teorie di cui parli però ricollegando il tutto a Jung e quindi al karma personale ecc... lui stesso ha dischiarato di credere in vite passate, se non sbaglio proprio nel suo "Ricordi, sogni, riflessioni" e di prendere comunque in considerazione questa possibilità.
    Tutto ciò, è vero, sa molto di Buddhismo e di astrologia karmica... ma al momento non mi sento ancora di escludere niente, anche perché in ambiti simili credo che le prove che si possono portare a sostegno di un'idea siano anche, ma non solo, di tipo personale e alla fine neanche del contrario ci sono comunque prove.

    Vi faccio una domanda...
    Ma non è che argomenti simili fanno più che altro paura?
    Nel senso... in generale noto sempre una certa rigidità quando si parla di karma, regressione e vite passate.
    Io non ho ancora un'idea netta, anzi... a volte sono tasselli che semplicemente s'incastrano e bene, in certi momenti e periodi. Non è quindi detto che un tassello ne andrà a sostituire un altro e un altro ancora.
    Grazie a tutti per aver detto la vostra, un bacione grande!
    p.s. ad ogni modo resta una lettura carina...

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  6. Uno dei miei maestri spirituali
    di riferimento, Aivanhov, diceva
    che le anime si possono incarnare
    anche su altri pianeti, oltre alla
    Terra......

    Nelle mie ricerche in rete mi
    sono imbattuto in questa pagina:

    http://www.jakoblorber.it/ita/X0032_capitolo05.php

    La dedico a tutti i Saturnini,
    me compreso, con la speranza di
    aver preso da quel pianeta anche
    un pò di saggezza...oltre alla
    sfiga :)

    saluti

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  7. >lui stesso ha dischiarato di credere in vite passate
    in realtà ha dichiarato di avere esperienza diretta di racconti/testimonianze di vite passate, ma su quale ne fosse l'esatta natura, da medico/scienziato, non ha mai fatto dichiarazioni definitive.
    del resto in una famosa intervista alla BBC alla domanda "crede in Dio?" rispose "l'ho visto" nel senso ovviamente di averne trovato ampia testimonianza nelle immagine psichiche, ma non facendo professioni esplicite di fede.
    a parte le regresssioni integrate e fuori controllo, in realtà io vedo un unico vero rischio nell'approccio karmico.
    quello di perdere di vista il nodo centrale, che è comunque l'influenza di quel determinato aspetto/complesso e delle sue espressioni nel presente e nel futuro più che la ricerca della causa/effetto nel passato.
    comunque se Saturno è il maestro del karma sto messa bene anch'io ;D!

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  8. Saturnina doc lo sono anch'io avendo un bel Saturno in Capricorno in dodicesima casa che mi governa l'ascendente.
    Studio astrologia da oltre venti anni e mi sono applicata allo studio di questa disciplina con molta passione abbracciandone varie branche, inclusa la karmica.
    Son convinta che adottiamo le varie teorie in base a quella che è la nostra personale esperienza e da ciò che ci colpisce in una determinata lettura.
    Ho già espresso il mio parere sulla regressione, e penso sia una tecnica molto pericolosa in quanto mette in gioco la psiche.
    Invece ritengo che in questa vita entrino a far parte del nostro destino persone, inclusi familiari e non, che percorrono insieme a noi un tratto del nostro cammino.
    L'ereditarietà genetica anche quella fa parte di un retaggio che ci portiamo appresso, perchè abbiamo deciso di vivere in quella determinata famiglia e con quelle determinate problematiche che dobbiamo cercare di risolvere in questa vita.
    Non sembra strano che incontrando per la prima volta una persona ci poniamo l'interrogativo di averla già conosciuta o, trovandoci in un posto mai visto prima pensiamo di averlo già visitato?
    Son segnali, almeno per me, ma ognuno comunque è libero di pensarla come crede.
    Il nostro tema è il nostro dna, è tutto scritto, siamo dotati sì di libero arbitrio solo per la volontà di decidere se rimanere a casa o andare al mare, ma per il resto .... è scritto lì nel tema basta saperlo decifrare.
    Un bacio piccina
    Lucia

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  9. Che bella discussione...
    Certo si pongono dei quesiti di non facile soluzione.
    Premetto che non ho letto nessuno dei due libri, quindi mi limiterò ad esprimere il mio pensiero.

    Nia bella, certo che certi argomenti fanno paura e incontrano rigidità, soprattutto in chi è molto piu' realista e terreno.

    La regressione...ne ho ovviamente sentito parlare spesso, e come tutti credo, l'ho vista romanzata in film e serie televisive.

    Di per sè, a quanto ne so, è piuttosto innocua per le persone dotate di carattere forte e deciso, mentre puo' avere effetti molto dannosi su persone piu' deboli e facili alla suggestione.

    Per quanto mi riguarda, non mi sento di affermare di credere alla reincarnazione, come del resto non posso affermare di credere in Dio.

    Questo non significa che non esistano.

    Spesso nella mia vita sono stata testimone o protagonista di episodio "stravaganti".

    Il "deja vu" ormai mi è talmente familiare che non ci faccio piu' caso.

    E decine e decine di volte ho avuto la netta sensazione di conoscere una persona (magari pure di salutarla con trasporto e fare una figura cacina) che non mi aveva mai visto, o sapere piu' o meno esattamente lo svolgersi di avvenimenti futuri, con una spiccata predilezione per i dolori, le malattie e i disastri vari.

    Ho perso un po' sta "cosa" con le maternità, non chiedetemi il perchè...che non lo so.

    Secondo me, razionalmente cerchiamo sempre la strada piu' semplice, è tutto riconducibile alla formula matematica della vita o alla casualità.

    Istintivamente io sento che non tutto ciò che vediamo è quello che sembra, e dovremmo forse imparare ad ascoltare noi stessi.

    Ecco
    Ho scritto a ruota libera
    Quindi perdonatemi se sono andata a finire O.T.

    Baci a tutti

    Dani

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  10. Mille grazie a tutti/e per i vostri interventi.
    Ognuno a riguardo ha una visione differente, ma per certi versi anche simile per alcuni punti.
    Un dato di fatto c'è... molti qui sono caratterizzati da Saturno, che non è poco!
    Buona domenica!

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