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domenica 28 giugno 2009

Come imparare l'astrologia

Invece di andare avanti, ho deciso di tornare indietro... un dietrofront deciso, una sterzata e via, si torna indietro!
Sono a un punto dei miei studi in cui so e non so, un punto in cui quello che mi sembra di sapere... ora mi sembra invece confusionario e troppo poco, sento poi di essere ancora carente in quelle che sono le basi dell'astrologia.
Come si legge nella quarta di copertina di Come imparare l'astrologia Manuale per il principiante, Marc Edmund Jones - l'autore - nella sua veste di pioniere dell'astrologia, com'è stato definito, dovrebbe aver scritto il miglior testo introduttivo a questa disciplina.
Continuando la lettura della quarta:
Il suo interesse critico per questa scienza risale al 1913 e da allora Jones è stato in contatto con due generazioni di illustri studiosi di tutto il mondo in questo campo. I suoi libri e i suoi numerosi altri scritti hanno lasciato un'impronta indelebile sull'interpretazione oroscopica, e hanno contribuito a dare all'astrologia un orientamento più efficace in una rigida prospettiva scientifica, portando quindi a una maggior precisione nell'esecuzione e nei risultati.
Ho superato ormai la metà del libro e devo dire che, in effetti, sia l'approccio alla materia che il modo di esporre l'intero quadro d'insieme non sono niente male.
Certo, è un libro che chi studia la disciplina da anni oppure può essere definito ormai direttamente astrologo a tutti gli effetti, troverà sull'inutile e proprio terra terra... ma per chi è interessato a iniziare questo studio potrebbe essere invece un buon inizio e un testo completo.
Mi piace, come ho scritto, l'approccio, il porsi di fronte a un grafico e quindi a un tema natale e di conseguenza a una persona, come semplici osservatori... non cercando di ricavarne subito tutto e l'impossibile di tutto, ma semplicemente fermarsi ad osservarlo.
Per dare comunque un'idea, riporto l'analisi della prima e più elementare suddivisione di un tema natale e le rispettive descrizioni.
"Una preponderanza di pianeti nella metà orientale della carta (specifico solo per chi è agli inizi inizi e dovesse imbattersi in questo articolo che in astrologia le direzioni dell'oroscopo sono l'esatto contrario di quelle sulle carte geografiche, con l'est quindi a sinistra, l'ovest a destra, il sud in alto e il nord in basso) genera una vita à la carte, mentre nell'emisfero occidentale un'esistenza a la table d'hòte. Gli individui del primo tipo sono assolutamente liberi di scegliere i propri cibi, mentre gli altri prendono ciò che viene loro servito, ed, a paragone, hanno solamente una minore possibilità di scelta."
E ancora:
"Quando nell'insieme i pianeti si trovano a sud, cioè al di sopra della linea centrale dell'oroscopo, si dice che la vita è completamente oggettiva, o legata esclusivamente alle cose pratiche e tangibili."
...
"Quando i pianeti si trovano prevalentemente a nord, o al di sotto della linea centrale della carta, la vita è esclusivamente soggettiva, ovvero legata soprattutto ai problemi dell'anima e dello spirito."
Questa prima osservazione è già possibile solo guardando il grafico di un tema natale, senza ancora conoscere alcun simbolo zodiacale.
Difatti, all'inizio, nel testo si trovano dei cerchi (il cerchio zodiacale) con all'interno dei segnetti neri (i pianeti) all'interno di precisi spazi (le case) che hanno come simbolo d'inizio delle gocce (i segni), ma tutto ciò si scoprirà in seguito.
Ho trovato, infine, curiosa quest'affermazione che si legge nella prefazione:
"Niente viene spiegato se non nel momento in cui è necessario usarlo. Ciò che in normali termini pedagogici si chiama imparare facendo".
Per cui, aggiungo, non sentitevi all'inizio degli stupidi se per studiare astrologia vi troverete a contare quanti segnetti neri sono presenti da una parte piuttosto che dall'altra, oppure all'interno di uno spazio ben definito!

mercoledì 17 giugno 2009

Gabbiano

Ritrovandomi
in un sospiro,
tremasti…

Tremasti,
come ali di gabbiano
scosse da un vento avverso.

Lui come te,
incerto se planare
a ridosso dell’onda
o in attesa del tramonto
quietarsi sopra un faraglione.

Sotto allo scoglio
solo una pozzanghera,
il suo immenso mare…
frammenti del tuo perduto pianto.

domenica 7 giugno 2009

Come si vestono loro, non lo fa nessuno! - lista 1 -

Di libri è proprio vero: posso definirmi una fanatica!
Una libreria per me è un luogo sacro, serenità all'ennesima potenza e tempo che scorrerebbe all'infinito se ogni volta non ci fosse con me qualcuno a trascinarmi via, quasi sempre comunque a malincuore.
I libri portano subito alla mente le parole, le storie che contengono, i personaggi, l'informazione e la didattica anche... ma un libro è solo questo?
No di certo.
Non per me almeno.
Un libro può essere anche immagini, rapide percezioni, colori, comunicazione senza la presenza delle parole, ecco... comunicazione.
Comunicazione anche grafica.
Ho cercato, selezionato (con criteri del tutto personali imputabili al mio personale gusto), raccolto e messo assieme venti copertine.
Non ho letto tutti questi libri (qualcuno sì però!), alcuni non so nemmeno di cosa trattino, se siano dei saggi, dei fantasy, dei gialli, dei romanzi rosa o cos'altro, ma ho provato ugualmente a farmi trasmettere qualcosa, così... per una volta senza le mie amatissime parole (sempre rigorosamente scritte, ovvio!).
Ci sono le copertine di tipo minimalista, come le prime che seguono, il cui intento forse è proprio quello di lasciare spazio interamente al contenuto del libro... alcune volte rispecchiando sempre la linea adottata dalla casa editrice, poiché tutti i libri sono così (ad esempio quelli Adelphi), anche se poi raramente, soprattutto per la linea adottata per tutti i libri di una collana o casa editrice, la copertina ne rispecchierà anche il genere e il contenuto stesso.
Qui ci sono tre esempi di questo tipo di copertine, le ultime due rispecchiano più la linea grafica adottata dall'editore, mentre la prima è un bell'accostamento tra titolo ed immagine.

Tutte quelle che seguono invece cercano di dare un'impronta precisa.
Alcune sono volutamente ironiche, altre evocative, altre ancora metaforiche, altre cercano (e di certo è anche un'operazione di marketing) di creare nell'immediato un contatto, dettato da curiosità, da un'emozione o da altro, con chi prenderà in mano quel libro.
Io mi sono accorta di prendere in mano spesse volte, e solo per un discorso di copertina, i libri della Voland (qui riporto La mala morte) e di Neri Pozza (qui trovate Caffè Babilonia e Agnes Browne nonna).
Ad ogni modo, eccole tutte qua nel loro diverso modo di comunicare e presentarsi al futuro lettore che, ovvio, non comprerà un libro esclusivamente sulla base della copertina, ma qualche volta capita anche questo, parola di accanita lettrice!





Volutamente lasciata per ultima la mia preferita, finora.

lunedì 1 giugno 2009

Non ci pensare...

Pare sia girato in ogni angolo del web e in tutte le lingue, l'hanno passato anche in radio ecc... eppure questo famosissimo monologo io non lo conoscevo (o non mi ricordavo di conoscerlo!), ma sento che leggerlo mi fa bene e voglio tenermelo a portata di mouse.
Contiene quella giusta punta di saggezza velata da una punta d'ironia, che mi piace e appunto mi fa bene.
Il film è The big kahuna, io non l'ho visto ma rimedierò!, e questo è il monologo:

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa' una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Conserva tutte le vecchie lettere d'amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant'anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell'accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio... per questa volta.

domenica 24 maggio 2009

Faro

Sarai sempre faro
di mie utopie
perdute

nascosto
da crinali d'inquietudine,
e occhiali da sole.

Riflesso sull’acqua
~ proprio come te ~
un sussulto
~ dal nulla ~
a rivelare una strada.



Ma quando ai miei piedi
ci sarà solo una pozza,
di lacrime
trucco
e acqua sporca

oltre la scogliera
di una vita
che non perdona
e non dimentica,
tu faro
~ se calpesto l'anima ~
mi farai ancora luce?

Continuando a cercarti...

F~orse
A~ffogherò
R~itrovando
O~cchi scuri…

domenica 17 maggio 2009

Ho sceso... Eugenio Montale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Ho sceso fa parte di "Xenia", una sezione della raccolta "Satura", che raccoglie la produzione poetica di Eugenio Montale che va dal 1962 al '70. Xenia si compone di ventotto epigrammi, tutti dedicati a Drusilla Tanzi, moglie del poeta scomparsa nel 1963 a cui ha dedicato anche questa poesia, una tra le mie preferite... leggera e malinconica allo stesso tempo.

giovedì 7 maggio 2009

Tokyo Blues Norwegian Wood




E alla fine ci sono arrivata anch'io... a ricordare le parole, le immagini, i suoni, gli odori di Tokyo Blues Norwegian Wood di Haruki Murakami, non un artista scrivente ma uno scrittore vero, come l'ha definito un mio amico in una sua recensione.
Ci sono libri che restano dentro per sempre, e questo è uno di quelli che rappresenta un pezzetto di me.
Titolo più nome fanno una specie di scioglilingua per chi non lo conosce; un libro invece stupendo per altri, e di certo per me che l'ho letto… anzi, direi divorato, e uno scrittore certamente da leggere e rileggere anche se il romanzo non appartiene al proprio filo narrativo preferito (Murakami stesso lo definisce un romanzo d'amore «molto personale» e lo dedica ai suoi amici «che sono morti e a quelli che restano»), e, come lui stesso ha dichiarato, non appartiene neanche al suo genere… visto che Norwegian Wood resta il suo unico esperimento in tal senso, almeno nelle intenzioni.
Noruwei no mori (Norwegian Wood) è il titolo originale, tratto da una famosissima canzone dei Beatles che porta lo stesso titolo. All’interno ci sono riferimenti ad altre canzoni di quell’epoca dai Beatles appunto, ai Doors, da Bill Evans a Miles Davis.
La prima edizione risale ormai al 1987, successivamente pubblicato in Italia nel 1993 da Feltrinelli con il titolo di Tokyo Blues e nel 2006 da Einaudi con una nuova edizione e il ritorno al titolo originale.
Tōru Watanabe, Naoko, Kizuki, Midori Kobayashi, Momoko Kobayashi, Reiko Ishida, Nagasawa, Hatsumi, “Sturmtruppen" sono tutti i personaggi del libro.
Midori e Naoko i due personaggi femminili che meritano una stelletta in più sicuramente.
L’una l’opposta dell’altra, una sfuggente, bella, raffinata, chiusa nel suo silenzio ricco di sensazioni vibranti e soffocate… l’altra spregiudicata, di un’intelligenza viva, buffa, ironica.
Forse Midori e Naoko insieme creerebbero l’immagine e l’ideale di donna perfetta per molti uomini, per Toru sicuramente... indeciso fino alla fine, poiché entrambe racchiudono tutto.
Murakami fa vivere questi personaggi, li si sente vicini, si percepiscono le loro ansie, i loro timori, le loro gioie, che vivono in una storia raccontata in un lungo flashback da un narratore trentaquattrenne. Il periodo è quello delle rivolte studentesche in Giappone, che va dalla metà del 1968 all’ottobre del 1970.
C’è chi ha scritto che questo libro è noia pura, che i protagonisti bevono e fanno sesso e fanno sesso e bevono ma non è questo, non è solo questo.
A me la sua lettura per i giorni seguenti ha lasciato dentro un vuoto assurdo, che non credo di riuscire neanche a spiegare.
Al suo interno, e quindi in un unico libro, ho trovato quello che volevo:
amore, un amore totalizzante anche se appena accennato… fatto addirittura di ripicche, di risate, un amore quasi infantile ma proprio in questo vi ho letto la sincerità dell’autore nel descriverlo in quel modo, non cercando l’idillio.
E poi ha parlato di vita e di morte.
E parlando di morte l’ha fatto considerandola non in antitesi alla vita, ma al suo interno.
Ha parlato di persone che scompaiono e che smettono per scelta o per solitudine di vivere.
È un libro che anche dal ripiano della libreria riesce a trasmettere qualcosa: in un ricordo, in una scena che ritorna in mente, in uno dei personaggi... e chi ha intenzione di leggerlo non prosegua qui nella lettura del passo più bello, poesia pura:

Aprii il coperchio del barattolo e lasciai uscire la lucciola, posandola sull'orlo del serbatoio che era alto due, tre centimetri. La lucciola non sembrava rendersi bene conto della nuova situazione. Vacillando fece un giro attorno a un bullone e posò le zampette su una crosta di vernice. Provò a fare qualche passo a destra, ma quando si rese conto che la strada lì era sbarrata, ritornò a sinistra. Poi, impiegando un po' di tempo, riuscì ad arrampicarsi fino alla testa del bullone, dove si fermò. Quindi restò lì ferma come se fosse morta.
Io, appoggiato alla ringhiera, guardavo la lucciola. Tutti e due restammo a lungo così, perfettamente immobili. L'unica cosa che si muoveva attorno a noi era il vento. Nell'oscurità si sentiva il fruscio delle fitte foglie del keyaky.
Continuai ad aspettare a lungo.
Fu solo dopo molto tempo che la lucciola si sollevò in volo. Come se si fosse risvegliata all'improvviso, allargò le ali e un attimo dopo aveva già oltrepassato la ringhiera e fluttuava nell'oscurità. Poi, quasi volesse recuperare il tempo perduto, disegnò un rapido arco nell'aria accanto al serbatoio. Restò ferma lì per un pò a guardare la sua scia di luce confondersi col vento, poi finalmente si allontanò in volo, direzione est.
Anche dopo che la lucciola era scomparsa, la sua scia luminosa restò ancora a lungo dentro di me. Nel buio totale dietro i miei occhi chiusi, quella piccola pallida luce continuò a vagare molto a lungo, come uno spirito inquieto.
In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. La mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un pò più avanti delle mie dita.

Io intendo rileggerlo... buona lettura a voi!

domenica 26 aprile 2009

Haiku *Incessante vagare*

Anime perse:
attraverso gli occhi
riconoscersi.


[Non credo di aver ancora scritto sull'Haiku, anche se ne ho già postato uno.
Certamente tutti sanno ormai cos'è: l'Haiku, che deriva dal Tanka (un componimento poetico già del IV secolo di 31 sillabe di 5 versi da 5-7-5-7-7 sillabe), è un breve componimento che ha avuto origine in Giappone nel XVII secolo ed è di certo la forma letteraria giapponese più conosciuta all'estero, è una forma poetica di tre versi (sono stati tolti gli ultimi due al Tanka) complessivamente di 17 sillabe, in versi nell'ordine di 5-7-5 sillabe.
Il suo maggior esponente è stato Matsuo Basho.

Ho iniziato a scrivere Haiku in un momento creativo alquanto buio, attratta dall'immediatezza dell'immagine che si vuole rappresentare oppure da quello che si vuole dire in modo conciso, chiaro, diretto ma anche misterioso e solo accennato.
Trovo questa forma poetica molto affascinante proprio per la sua caratteristica di dover cogliere un qualcosa e riuscire a trasmetterlo. In modo sintetico occorre mettere in contatto parole e sensazioni e alla fine racchiudere la vita in sole 17 sillabe.
In passato i contenuti dell'Haiku erano la natura, i sentimenti e le emozioni del poeta nei confronti della natura (infatti è preferibile, per attenersi all'Haiku classico, che ci sia un riferimento alla stagione, il Kigo). Ma oggi si scrivono Haiku il cui contenuto può spaziare ovunque.
Viene definita anche una poesia di concentrazione, in quanto significa cogliere una specie di attimo fuggente.
Per loro natura gli Haiku non hanno mai un titolo, e io questa regola la ignoro sempre!]

domenica 19 aprile 2009

Il quadrato a T e le potenzialità inespresse



Nel libro di astrologia Gli aspetti planetari - dal conflitto alla cooperazione (presente anche nella lista dei libri di recente pubblicata), l'autrice Tracy Marks - utilizzando un brano tratto dal Simposio di Platone - accenna al mito delle due metà narrato da Aristofane per spiegare cos'è, e anche cosa non è, una persona che nel proprio tema natale presenta un quadrato a T.

Aristofane racconta della creazione da parte degli Dèi di un essere perfetto, integro e androgino, un essere talmente pieno di sé e completo in se stesso che, trovatosi senza alcuna motivazione, aveva sfidato l'autorità degli Dèi affinché gli si potessero affidare compiti e caratteristiche umane.
Dopo la sfida lanciata, gli Dèi divisero questo essere in due metà, maschio e femmina, in modo che per ritrovare la completezza ognuna delle due parti fosse di nuovo motivata a ricercare l'altra sua metà.
A parte l'essermi nuovamente pentita di non aver seguito studi umanistici, cosa che mi capita di frequente quando leggo di filosofia, letteratura ecc..., mi è piaciuto molto leggere di questa metafora in abbinamento alla figura astrologica del quadrato a T e al suo significato.
Non tutti i temi natali presentano questa configurazione, ma parecchi sì... pare il 40%, come si legge proprio nel libro citato, e io stessa ne presento uno.
Questa metafora del mito delle due metà serve a spiegare con facilità quel senso d'incompletezza che vive la persona con un quadrato a T, la quale si trova per tutta la vita spinta a cercare il pezzo di sé mancante.
Come si può leggere nel libro di Tracy Marks:

"...
la persona incompleta attira verso di sé e contemporaneamente tenta di creare in se stessa la parte mancante per alleviare quel senso angosciante di vuoto, di sospensione o la sensazione di essere esposta o amputata.
La persona che ha un quadrato a T nel tema può anche sentirsi frammentata, come fatta a pezzi da forze al di fuori del suo controllo, e questa sensazione è provocata da qualche mancanza profondamente radicata nella psiche."

Questo è un libro non solo per chi presenta nel proprio tema questa precisa configurazione, ma anche per chi ha quadrati ed opposizioni (quindi tutti!), perché analizza anche questi aspetti... offrendo un valido approccio di analisi e anche gli strumenti utili al superamento e alla convivenza cosciente e consapevole di queste energie conflittuali e contraddittorie.
Il quadrato a T - che è una delle cinque principali configurazioni che si possono trovare in un tema natale insieme alla grande croce, allo yod, allo stellium e al grande trigono - non indica solo le contraddizioni e i conflitti presenti in una persona, ma anche talenti e potenzialità che, se sviluppati e vissuti consapevolmente, portano alla realizzazione.
Un quadrato a T classico è del tipo raffigurato a inizio post, dove due pianeti sono in opposizione tra loro (aspetto di 180°) e un terzo pianeta si pone in quadratura ad entrambi (aspetto di 90°). Nel quadrato a T raffigurafo, Saturno è il pianeta focale e la sua parte opposta è chiamato spazio vuoto e, per dirla in modo molto semplice, è proprio lì che si trovano le lacune dello sviluppo personale ma anche le qualità e i settori della vita che, se sviluppati, permetteranno l'espressione del pianeta focale in modo equilibrato e produttivo per la persona.
Nella figura quindi ci sono Mercurio e Urano in opposizione tra loro, Saturno pianeta focale del quadrato a T e il segno dell'Aquario - e più precisamente il grado 11 - è lo spazio vuoto che indica, soprattutto se il segno e la casa che lo ospitano sono vuoti, una mancanza o un buco nella personalità.
Il segno dello spazio vuoto indica le qualità che devono essere sviluppate, la casa invece il settore della vita nel quale devono essere espresse.
Utilizzando inoltre anche i gradi sabiani è possibile ottenere un'ulteriore informazione circa queste qualità.
Uno dei modi per utilizzare e interiorizzare nel modo migliore l'energia di un quadrato a T è quello d'imparare a esprimere il pianeta focale in modo costruttivo e in armonia con il segno e la casa dello spazio vuoto, quindi capire per prima cosa come agisce l'opposizione... per poi integrare il tutto con il pianeta focale del quadrato a T.
Per non lasciare di quest'aspetto solo l'idea di configurazione negativa, bisogna anche dire che il quadrato a T pare sia la configurazione più comune nei temi delle persone di successo e in genere indica i loro talenti e quanto hanno raggiunto, intendendo a mio avviso per successo anche il saper vivere in armonia con se stessi, con le proprie contraddizioni e con la vita in generale.

lunedì 13 aprile 2009

Attimi sospesi...

Tutti i giorni la stessa strada, la via dissestata che ho imparato a riconoscere, di cui ho memorizzato la posizione di ogni buco, di ogni avvallamento.

Oggi mi tocca percorrerne un tratto nel verso contrario: strada chiusa, lavori in corso. Così dice il cartello con il famoso omino curvo, sempre impegnato nella consueta occupazione. Brutta vita la sua!, visto che è già buio.
Devo tornare indietro di un bel pezzo.
Sensazione stranissima muoversi su una strada nel verso contrario rispetto al solito, il solito a cui si è abituati.
Ci si sente persi, mi sento persa… stupidamente persa.

Eppure, oltre una ringhiera e sotto una piccola lanterna, anche stasera, il cucciolo di golden retriever ha il muso appoggiato sul terzo scalino della solita entrata, la coda in continuo ed eccitato movimento e lo sguardo perso in adorazione… per quella ciotola che tarda ad arrivare; ma, a guardarlo da una prospettiva diversa, un po’ al contrario, non mi fa sorridere come sempre.
Anche quel povero gatto, povero non per sua natura… è un bellissimo gatto bianco, di quelli signorili e fieri, però mi sa che fiero lo è un po’ di meno, e povero un po’ di più da quando al suo collo, così… improvvisamente, è apparso un collarino arancio fluorescente, balza troppo all’occhio… e solo quello.
Ad ogni modo, anche lui è sempre nella stessa posizione, in attesa di una ciotola… più piccola.

Difficile vedere tutto questo in auto, in corsa, e con i pensieri a mille?
Vero!
Ma basta un’immagine, qualcosa racchiuso in una scena, anche solo un flash, uno sguardo rubato… e il resto va e prende vita da solo.
Svolto a destra o a sinistra? Possibile avvertire un tale smarrimento? Destra. Ovvio che sia destra… se di solito è sinistra.
Sembra di essere in viaggio, e lo vivo con molta esaltazione… anche se si tratta di un semplice rientro a casa, dopo una giornata di lavoro.
Ma è la prospettiva che cambia, visto che percorro la strada, sì l’ho già detto, al contrario!

Mai vista quella casa. Possibile? Eh sì! Di solito è alle mie spalle. C’è solo una finestra illuminata, al primo piano. È più immediato visualizzare la scena e il contenuto di quella finestra, che descrivere quello che vedo.
Per fermare l’immagine mi basta un secondo, anche meno… un uomo appoggiato a un tavolo, maglione arancione (quest’anno deve andare proprio di moda!, tra “umani”… e “più umani”), mani impegnate in qualche attività… sembra una cucina, sì… starà tagliuzzando qualcosa, e parole che riempiono il contenuto rimanente della stanza.
Alle sue spalle una donna, in piedi… non sembra semplicemente osservare, anzi… non le importa niente della cipolla, sì… potrebbe essere cipolla. Ma anche dalla sua bocca escono parole.
Ha le braccia conserte, e lei ha un maglione blu appena sopra la vita, una striscia scoperta di pelle e poi, sui fianchi, la fine dei jeans, decorata con una cinturina con la chiusura a forma di stella. Sono giovani, la mia età più o meno, sensazione.
Non so se per il blu, per l’arancione… o per la stella.
Le parole? Qui è più difficile… ma quelle della ragazza escono e affossano quelle di lui.
“Ho bisogno di non aver paura di perderti per riuscire ad amarti, come vorrei.”, qualcosa del genere.
La loro immagine mi accompagna per un altro tratto; subito dopo passo accanto ad altre case, altre finestre, altra luce, altre ombre, figure abbozzate o perfette, immagini… e i miei pensieri si avvicinano, si allontanano e da qualche parte si fermano.
Piume, soffici, impalpabili piume, ecco i miei pensieri… e quelli di tutti. Anche una leggera brezza riesce a spostarli, li porta altrove, li accompagna all’interno di altre scene, famiglie, situazioni.
Schivano parole, ma alla fine su qualcosa si poseranno.

Sono arrivata anch’io a casa, dieci minuti più tardi per colpa di quella deviazione, di quel tratto percorso… sì, sempre al contrario.
Sposto la pianta dal davanzale e guardo fuori; a vedermi dalla strada dev’essere una bella scena… una finestra poco illuminata tra due lampioni, un viso curioso e uno sguardo svuotato dal mondo, e una mano che prima scosta e poi tiene di lato una tendina arruffata.
Non ci avevo mai fatto caso prima, anche la mia finestra si affaccia su una strada trafficata e, appena venti metri a sinistra, c’è pure un semaforo… pensieri facilitati a entrare e trattenersi quanto vogliono, quando c’è la fila per il rosso.
Infatti, due occhi neri si soffermano, capisco che sono neri perché non li vedo… se non quando un luccichio prova a illuminarli, e allora una scintilla ne traccia il percorso,
che arriva a me.
Due occhi scuri che illuminano un viso, possibile anche questo… ma non è per l’immagine che vedono,
ma per quello che pensano.
Difficile indovinare i miei pensieri, o troppo semplice… perché ho solo voglia di una doccia, di acqua simile a queste lacrime, che le aiuti a scivolare via,
velocemente.
E
magari
domani ci sarà un pensiero
simile a quello della ragazza con il maglione blu…
oltre una finestra
tra due lampioni
un viso bagnato e una mano che scosta una tendina arruffata…
domani
forse
due occhi neri lo troveranno
quel pensiero.

mercoledì 8 aprile 2009

Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.


Ho sempre attribuito a questi versi il significato forte di precarietà, la stessa precarietà, desolazione e solitudine che provo in questi tristi giorni... io certamente meno di tanti altri.
Precarietà della vita, dei legami, dell'esistenza e del nostro stesso essere.

giovedì 2 aprile 2009

Fonti d'ispirazione astrologica (0)

Ho iniziato a segnarne uno per volta... un suggerimento, un consiglio, una recensione letta ed ora eccola qua: la mia lista infinita di libri sull'argomento, che penso non mi basterà certo questa vita per leggerli tutti!
Però credo sia bello e anche utile condividere, perché un libro che magari non riuscirò mai a leggere io... magari lo leggerete voi.

Arroyo Stephen - Relazioni e cicli vitali;
Arroyo Stephen - L'astrologia e i quattro elementi. L'influsso dell'energia cosmica sul significato dei pianeti e dei segni;
Arroyo Stephen - Astrologia, karma, trasformazione. Le dimensioni interiori della carta natale;
Arroyo Stephen - L’interpretazione della carta natale;
Arroyo Stephen, Greene Liz - Astrologia moderna. Nuove intuizioni;
Badiali Emanuela; Chiminazzo Graziella; Garbarino Riccardo - Venere & Marte. L'amore e l'erotismo nell'astrologia moderna;
Barbault André - Giove e Saturno;
Barbault André - Trattato pratico di astrologia;
Barilli Maria Grazia - Le previsioni astrologiche;

Barilli Maria Grazia - L’astrologia della coppia;
Bellosta Ruggero - Guida agli aspetti planetari. Transiti e sintesi interpretativa del tema natale;
Borghini Fabio - Le dodici case evolutive;
Brady Linda - L’Astrologia dell’anima;
Crimaldi Paolo - Iniziazione alla astrologia karmica. Scopri chi sei stato e chi sarai;
Crimaldi Paolo - Chirone. Un viaggio dal passato al futuro;
Crimaldi Paolo - Iniziazione agli amori che cambiano la vita;
Crozier Bernard - Moderno trattato di astrologia: Principi generali - Metodo e dizionario d'interpretazione;
David Ferdinand - Le dodici case astrologiche. Il significato delle case nel tema natale e in relazione al transito dei pianeti lenti;
Discepolo Ciro - Astrologia attiva. Come interagire con il proprio oroscopo, ottimizzare i periodi positivi e limitare gli effetti di quelli negativi;
Dodge Ellin - Numerologia;
Galloni Caterina - Dizionario universale di astrologia;
Giuliana Ghiandelli - L’astrologia karmica;
Gouchon Henri J. - Dizionario di astrologia;
Greene Liz - Astrologia e amore;
Greene Liz - Astrologia e destino;
Greene Liz - L'arte di rubare il fuoco. Urano nell'oroscopo;
Greene Liz - Saturno;
Grenard Christine - Astrologia;
Gribaudo - Manuale pratico di astrologia;
Hadès - Manuale completo di astrologia;
Hand Robert - Astrologia della coppia;
Hand Robert - I transiti;
Klatt Oliver - Piccolo manuale di astrologia;
Koechlin de Bizemot Dorothée - Astrologia karmica. Come utilizzare il tema natale per risalire alle vite passate;
Longchamps Marie-Thérèse de - I nodi lunari e la luna nera. Il loro significato astrologico;
Longchamps Marie-Thérèse de - Le rivoluzioni solari in astrologia;
Marks Tracy - L'arte di interpretare il tema natale;
Marks Tracy - Gli aspetti planetari. Dal conflitto alla cooperazione;
Mirti Grazia - Le lusinghe di Venere;

Moranzoni M. Elena; Setti Anna - La nostra stella. Astrologia arcaica. Per vivere in armonia con se stessi e l'universo;
Morpurgo Lisa - Il convitato di pietra. Trattato di astrologia dialettica;
Morpurgo Lisa - Lezioni di astrologia. Vol. 3: La natura dei segni.
Morpurgo Lisa - Lezioni di astrologia. Vol. 4: La natura dei transiti;
Morpurgo Lisa - Introduzione all’astrologia;
Morpurgo Lisa - La natura dei pianeti – vol. 2;
Morpurgo Lisa - La natura delle case – vol. 1;
Orion Rae - Astrologia per negati;
Pelletier Robert - I pianeti delle case;
Reinhart Melanie - Saturno, Chirone e i centauri;
Riegger Mona - Manuale di astrologia della coppia;
Rudhyar Dane - L'astrologia della personalità. Alla luce della psicologia del profondo e della filosofia olistica;
Rudhyar Dane - Le case astrologiche. Il significato dell'esperienza individuale;
Sasportas Howard - Gli dei del cambiamento;
Sasportas Howard - Le 12 case;
Schulman Martin - Astrologia karmica vol. 1 – vol. 2;
Sicuteri Roberto - Lilith. La luna nera;
Volguine Alexandre - Tecnica delle rivoluzioni solari;
Volguine Alexandre - Diario di un astrologo;
Wolf Linda - Astrologia. Come costruire e interpretare l'oroscopo;

p.s. quelli evidenziati sono tra le mie mani, alcuni però ancora in corso di lettura...