Pagine

lunedì 9 settembre 2013

E allora boh...

Oggi posso finalmente dire di aver portato a termine un percorso e lo scrivo qui perché proprio in queste pagine virtuali esternai i miei dubbi a riguardo, ebbene sì: la mia tesi è in stampa. 
Resta l'attesa per la data della discussione a novembre, ma il grosso è fatto e io dopo circa due anni sono di nuovo "libera", la beffa vuole che attualmente io sia pure disoccupata, ma principalmente di nuovo libera di fare o non fare, di uscire o non uscire, senza più avere come priorità lo studio e gli esami.
In questi giorni, o anche quando avevo finito a maggio gli esami, mi è stata posta spesso questa domanda:
«e ora cosa diventi, cosa sei?»
Mi fa sorridere, pur capendone il significato e rispondendo a tono, ma qualche volta a qualcuno ho semplicemente risposto:
«divento un po' più me stessa, semplicemente.»
Pare non essere una risposta accettabile, dott.ssa di lettere di primo livello indirizzo moderno sarebbe suonato meglio, così se già le stesse persone avevano strabuzzato gli occhi alla notizia della ripresa degli studi nonostante lavorassi da più di dieci anni, di fronte a questa risposta credo abbiano definitivamente perso ogni speranza di capire.
Eppure, almeno per me, non c'è nulla di così difficile da capire, tutto quello che ho fatto e tutte le strade che ho percorso hanno tutte avuto come meta sempre la stessa cosa: conoscermi di più, capirmi, realizzare un desiderio e allinearmi con quello che sono veramente. 
Perché è una risposta così difficile da accettare? 
Forse c'è che oggi contano sempre più le etichette, i titoli, l'immagine rispetto a ciò che si è realmente. Questo è il tempo dei social network, dove se non posti l'ecografia di tuo figlio o le foto del fidanzamento vuol dire che sei una persona "asociale", una che non vuole condividere, è proprio così e in tal senso credo di essere così. Resto dell'idea che sono ancora tante le cose, come l'intimità e la privacy, che andrebbero tutelate, a partire da se stessi.
Ovviamente è solo una mia opinione, magari col tempo cadrò anch'io in questa rete, ma non credo, vista la voglia di chiudere così anche queste pagine, non avendo poi più molto da dire né la voglia di farlo. Sono periodi, ogni cosa ha il suo e questa specie di blog forse ha vissuto il suo tempo.
«Il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni», lo diceva Eleanor Roosevelt ed è la frase che apre la mia tesi.
Forse i post finiranno qui (una bella e insolita coincidenza vuole che siano proprio 186 come le pagine della mia tesi), forse no, non amo struggenti addii o saluti né cancellare il tempo, le parole e gli scritti, del resto chi passa di qui passa pure per la mia mail, quindi... ora è semplicemente così.
E allora boh!!!

lunedì 12 agosto 2013

Un tweet

Il tempo quando non è ancora il tempo.
L'amore prima che sia amore.
Il destino quando inventa il tempo e scrive l'amore.
E spesso le cose si capiscono in lampi improvvisi.
Tenuti assieme da una collana fatta di silenzi alternati.
I lampi sono perle tutte diverse.

(da Tweet di un discorso amoroso - Roberto Cotroneo)

giovedì 4 luglio 2013

Ci sono notti che non accadono mai

... così come ci sono versi "storici" che da subito colpiscono e mi entrano dentro e nel tempo continuano a commuovermi, proprio come il primo verso di questa intensa poesia di Alda Merini:

Ci sono notti che non accadono mai
e tu le cerchi
muovendo le labbra.
Poi t’immagini seduta
al posto degli dèi.
E non sai dire dove stia il sacrilegio:
se nel ripudio dell’età adulta
che nulla perdona
o nella brama d’essere immortale
per vivere infinite
attese di notti che non accadono mai.

{Alda Merini}

domenica 16 giugno 2013

Le donne che leggono sono pericolose

Le donne che leggono sono pericolose
Bollmann Stefan, Heidenreich Elke, 2007, Rizzoli
Una bella raccolta per immagini, dal Medioevo al XXI secolo, che pone l'attenzione sul tema della lettrice e su quanto c'è voluto  perché venisse loro permesso di leggere ciò che volevano.
Nella descrizione si legge: «Prima potevano ricamare, pregare, allevare bambini e cucinare. Ma nel momento in cui esse colgono nella lettura la possibilità di sostituire l'angusto mondo della loro casa con il mondo sconfinato del pensiero, della fantasia e del sapere, diventano una minaccia.» 

Ormai "famosa" e conosciuta la Prefazione di Daria Bignardi: 

«Le donne che leggono sono pericolose perché non si annoiano mai, qualunque cosa accada hanno sempre una via di fuga, se ne infischiano se le fai troppo soffrire perché loro s'innamorano di un altro libro, di un'altra storia, e ti abbandonano.
Le donne che leggono sono pericolose perché nutrono i loro sogni e non c'è nulla di più rivoluzionario di una donna che sogna di cambiare la propria vita, se lo fa, farà la rivoluzione, se non la fa seminerà il terrore. Le donne che leggono sono pericolose soprattutto per se stesse.
Ci sarà un motivo se la storia dell'umanità ha ritardato la lettura alle donne, la natura sapeva che avrebbe complicato loro la vita. Comunque sia pazienza, leggere è meraviglioso.»

Senza dubbio nella raccolta sarà presente un dipinto che mi ha colpito da subito, La Lettrice (o Clara) di Federico Faruffini del periodo scapigliato del nostro paese... una posa rubata di certo inconsueta per quel periodo storico-artistico.

Federico Faruffini, La lettrice, (1864-1865 ca.), 
olio su tela, 40x59 cm, Milano, Civiche Raccolte d'Arte

domenica 26 maggio 2013

Fluttuante

Ad appena tre giorni dai miei ultimi due esami, la sensazione forte è quella di sentirmi un po' protagonista, animata o inanimata non importa, di un quadro di René Magritte, tipo questo:

René Magritte, La voce dei venti, 1928
Pesantezza e leggerezza che si uniscono, si confondono, confondono dando vita a un altro suo quadro surrealista e io mi sento fluttuante tra queste due misure... spero ancora per poco.

In questo momento una tappa d'obbligo sarebbe una visita al Museo Magritte aperto a Bruxelles nel 2009 (inaugurato il 30 maggio, giorno in cui sosterrò gli esami) e a lui interamente dedicato, non sarebbe male come pausa ricreativa nonché ripasso di arte direttamente dal vivo.

sabato 18 maggio 2013

Ancora arte...

Da poco ho scoperto un'altra interessante rubrica dedicata all'arte che, nonostante l'esame di arte moderna sostenuto e quello di arte contemporanea in preparazione, mi ha fatto scoprire opere per nulla famose ma bellissime, come ad esempio La morte di Pocri di Piero di Cosimo...

venerdì 19 aprile 2013

Storia di un amore non corrisposto o finito

Pare sia questo il tema raffigurato da Tranquillo Cremona (1837-78) nel suo celebre dipinto della pittura scapigliata L'Edera del 1878, conservato a Torino presso la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea.
Titolo preso dall'edera in primo piano, una pianta sempre verde, simbolo di resistenza e durata, addirittura d'immortalità...
Personalmente trovo sia molto affascinante, suggestivo e carico di forti sentimenti e purtroppo ben raffigurante i tormenti di tante donne della nostra società moderna, a dimostrazione di quanto un dipinto del passato, un testo ecc... possa tornare prepotentemente attuale, anche dopo più di 120 anni di distanza dalla sua realizzazione.
Drammatico il contrasto tra l'abbraccio implorante della figura del giovane amante (per alcuni critici potrebbe però essere un'altra donna) e la resistenza passiva della donna in piedi.

L'Edera
Torino, Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea
Tranquillo Cremona

sabato 30 marzo 2013

Piccole verità

Non è importante se le persone,
alla fine,
non riescono a trovarsi.
Non tradirsi,
quello è importante.

{A. Baricco - Questa storia}

domenica 3 febbraio 2013

Il mondo in un minuto

Una bella iniziativa del quotidiano on-line la Repubblica... per chi ama la fotografia, non ama le distanze (soprattutto quelle umane), si sente parte di questo mondo, delle sue bellezze e dei suoi drammi, è un bell'appuntamento quotidiano da non perdere, un modo per descrivere e vivere una giornata attraverso 10 immagini scelte, le più rappresentative.
Si scopre davvero il mondo, quello che non ci appartiene, quello che ci stupisce, quello che ci commuove, quello che temiamo, quello che ci spaventa e ci fa paura, annullando ogni forma di distanza immaginabile, sia fisica che mentale nonché umana.

Eccone un esempio:




ho scelto il video delle fotografie relative alla giornata del 29 gennaio perché mi hanno particolarmente colpito due bellissimi occhi spaventati, curiosi e innocenti allo stesso tempo.

mercoledì 16 gennaio 2013

Leggende astrologiche

Eh sì, ovvio, anche l'astrologia è piena zeppa di leggende metropolitane...
Esempi?

Ce ne sono un'infinità.
In questo post mi limiterò a uno in particolare che sto avendo modo di vivere personalmente, il fantastico e super fortunato transito di Giove, attualmente in stazionamento nella mia 7a casa (quella delle associazioni, dei rapporti con gli altri, allargando il campo a unioni e matrimoni) congiunto a se stesso (ritorna quindi nella sua posizione natale dopo 12 anni) e alla Luna (un elemento che nel mio caso forma parecchi aspetti con il resto del tema natale).
Sarà capitato a tutti di leggere quanto fortunato sia un transito del buono dello zodiaco su un pianeta personale (ne sapranno qualcosa i Gemelli, a cui magari tutto va storto... eppure hanno Giove congiunto al Sole! ^__^), e così sempre viene presentato, soprattutto negli oroscopi relativi al proprio segno solare e, a furia di leggere di fortuna e di sfortuna regalate così a peso, sinceramente mi sono scocciata.

Tutto ciò però, oltre a essere una generalizzazione bella e buona, credo sia proprio una sorta di leggenda.

Un transito o un passaggio importante di un pianeta in un segno non vale comunque per tutti, per ogni tema natale, per tutte le persone, per ogni tipo di esperienza.
La prima informazione che ho cercato di tenere a mente quando ho studiato il buon Giove è il suo essere un amplificatore, un'energia espansiva, nel bene e nel male, più che un buono, un magnanimo, un generoso ecc... e, vedendolo come un semplice amplificatore (di emozioni, di situazioni già in bilico, di problemi, di momenti brutti, di momenti belli, di momenti confusi), riesco a capire meglio i suoi transiti e soprattutto il perché tante volte non è per nulla apportatore di quella fortuna che si legge caratterizzarlo.

Tutto ciò vale anche al contrario per il cattivo numero uno dello zodiaco, ovvero per il transito del famoso Saturno contro (come a dire che quando è congiunto è meno contro!!), perché non fa male a tutti e a tutto ciò che sfiora e allo stesso identico modo, altra leggenda.

Perché questa considerazione?
Per un concretissimo dato di fatto, ovvero che con Saturno (congiunto al mio Sole) avevo trovato il mio attuale lavoro ultradecennale (pur se inserito in un periodo difficile e proprio bruttino, dove Saturno ha dato secondo me comunque la sua impronta e il suo colore al lavoro in sé, per i sacrifici richiesti in questi anni, per il surplus di lavoro stesso senza in rapporto un vero ritorno economico, per le limitazioni quando in altri luoghi si osservavano regolarmente ponti, festività ecc...) e con Giove che fa aspetti positivi in giro per il mio tema natale lo sto perdendo, preparandomi a incrementare il già vasto numero di disoccupati e a breve (ma quanto breve sarà tutto da vedere) con laurea (giusto per rispecchiare appieno la figura del disoccupato doc italiano).

Qualcuno potrebbe osservare che Giove, nel mio caso, semplicemente porta a compimento quanto intrapreso 12 anni fa, visto che si tratta di un transito di ritorno nella sua posizione natale ed è corretto, nulla da contestare... così come il fatto che la "fortuna" potrebbe stare proprio nel perdere l'attuale lavoro e nell'intraprendere un nuovo percorso, anche qui nulla da ribattere e, anzi, se devo dirla tutta credo anch'io sarà così.


Se proprio vogliamo poi, forse il suo transito ha più effetto sul modo sereno con cui sto cercando di vivere questo cambiamento, atteggiamento non proprio scontato visto che capita in un momento di certo non semplice di suo per via dell'università con i 5 esami da superare, con le relative spese ancora da sostenere e la necessità prettamente fisica e materiale di avere tempo in cui inserire sia lo studio che la ricerca del nuovo lavoro.

L'esempio, molto generalizzato di proposito perché non c'è mai solo un Giove, un Saturno o un Marte di transito ma concorrono a determinare una situazione un vasto numero di altri fattori, vuole solo dimostrare - ancora una volta - che nulla è positivo in assoluto e a prescidere (l'esempio di Giove), così come nulla lo è in negativo e in modo distruttivo (il caso di Saturno).

Quindi, nell'analisi a primo impatto di questa situazione, volendo applicare tutte le generalizzazioni proprie di alcuni tipi di astrologia avrei dovuto vivere uno dei periodi più fortunati del periodo, invece secondo me - considerazioni precedenti a parte circa il cambiamento in sé - nell'immediato e per il momento storico e sociale che stiamo vivendo non c'è da vederci nulla di positivo nel ritrovarmi a breve disoccupata... continuando però a smontare queste generalizzazioni e avendo toccato con mano che tali sono, se tanto mi dà tanto, allo stesso modo non si devono vedere con un piede già nella fossa i tanti Toro (me compresa) che stanno vivendo o si ritroveranno ad avere il temutissimo Saturno contro, come letto sicuramente ovunque!, oppure i Sagittario che questo Giove ce l'hanno in opposizione.

Con questo non voglio certo far passare un transito di Saturno come una passeggiata, perché assolutamente non lo è, durante i suoi passaggi nulla passa inosservato e i periodi caratterizzati dai suoi transiti si sentono, però non credo sia corretto nemmeno far sempre ben sperare in un transito di Giove che, se non arriverà all'esempio estremo e contrario alla sua natura che ho descritto, potrebbe benissimo passare del tutto ignorato, senza far piovere dal cielo tutto quello che, indubbiamente per colpa delle personali aspettative, ci si aspetta sempre e comunque durante i suoi transiti.

Quindi, anche per questo 2013 iniziato in un clima di totale incertezza per quel che mi riguarda, bonariamente rinnovo l'iscrizione al club «salviamo Saturno» e abbasso invece Giove...

Riprendendo, per chiudere, il discorso in modo serio aggiungo solo che ogni transito ha qualcosa di più profondo da segnalare e portare a galla in un determinato momento della nostra vita, esternazioni materiali, concrete e reali a parte, solo che non è sempre facile scendere così in profondità, entrare in contatto con la parte più vera di noi stessi e darle ascolto per dare voce a quelle che sono le nostre vere ispirazioni, una meta tutt'altro che facile da raggiungere, con o senza astrologia.