Sarai sempre faro
di mie utopie
perdute
nascosto
da crinali d'inquietudine,
e occhiali da sole.
Riflesso sull’acqua
~ proprio come te ~
un sussulto
~ dal nulla ~
a rivelare una strada.
Ma quando ai miei piedi
ci sarà solo una pozza,
di lacrime
trucco
e acqua sporca
oltre la scogliera
di una vita
che non perdona
e non dimentica,
tu faro
~ se calpesto l'anima ~
mi farai ancora luce?
Continuando a cercarti...
F~orse
A~ffogherò
R~itrovando
O~cchi scuri…
La poesia deve recuperare il legame con il lontano lettore, deve camminare nell'oscurità e incontrarsi con il cuore dell'uomo, con gli occhi della donna, con gli sconosciuti della strada, di quelli che a una certa ora del crepuscolo o in piena notte stellata hanno bisogno magari di un solo verso... Bisogna perdersi fra quelli che non conosciamo, affinchè raccolgano le nostre cose dalla strada, dalla sabbia, dalle foglie cadute mille anni nello stesso bosco... ~ Pablo Neruda ~
domenica 24 maggio 2009
domenica 17 maggio 2009
Ho sceso... Eugenio Montale
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Ho sceso fa parte di "Xenia", una sezione della raccolta "Satura", che raccoglie la produzione poetica di Eugenio Montale che va dal 1962 al '70. Xenia si compone di ventotto epigrammi, tutti dedicati a Drusilla Tanzi, moglie del poeta scomparsa nel 1963 a cui ha dedicato anche questa poesia, una tra le mie preferite... leggera e malinconica allo stesso tempo.
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Ho sceso fa parte di "Xenia", una sezione della raccolta "Satura", che raccoglie la produzione poetica di Eugenio Montale che va dal 1962 al '70. Xenia si compone di ventotto epigrammi, tutti dedicati a Drusilla Tanzi, moglie del poeta scomparsa nel 1963 a cui ha dedicato anche questa poesia, una tra le mie preferite... leggera e malinconica allo stesso tempo.
giovedì 7 maggio 2009
Tokyo Blues Norwegian Wood


E alla fine ci sono arrivata anch'io... a ricordare le parole, le immagini, i suoni, gli odori di Tokyo Blues Norwegian Wood di Haruki Murakami, non un artista scrivente ma uno scrittore vero, come l'ha definito un mio amico in una sua recensione.
Ci sono libri che restano dentro per sempre, e questo è uno di quelli che rappresenta un pezzetto di me.
Titolo più nome fanno una specie di scioglilingua per chi non lo conosce; un libro invece stupendo per altri, e di certo per me che l'ho letto… anzi, direi divorato, e uno scrittore certamente da leggere e rileggere anche se il romanzo non appartiene al proprio filo narrativo preferito (Murakami stesso lo definisce un romanzo d'amore «molto personale» e lo dedica ai suoi amici «che sono morti e a quelli che restano»), e, come lui stesso ha dichiarato, non appartiene neanche al suo genere… visto che Norwegian Wood resta il suo unico esperimento in tal senso, almeno nelle intenzioni.
Noruwei no mori (Norwegian Wood) è il titolo originale, tratto da una famosissima canzone dei Beatles che porta lo stesso titolo. All’interno ci sono riferimenti ad altre canzoni di quell’epoca dai Beatles appunto, ai Doors, da Bill Evans a Miles Davis.
La prima edizione risale ormai al 1987, successivamente pubblicato in Italia nel 1993 da Feltrinelli con il titolo di Tokyo Blues e nel 2006 da Einaudi con una nuova edizione e il ritorno al titolo originale.
Tōru Watanabe, Naoko, Kizuki, Midori Kobayashi, Momoko Kobayashi, Reiko Ishida, Nagasawa, Hatsumi, “Sturmtruppen" sono tutti i personaggi del libro.
Midori e Naoko i due personaggi femminili che meritano una stelletta in più sicuramente.
L’una l’opposta dell’altra, una sfuggente, bella, raffinata, chiusa nel suo silenzio ricco di sensazioni vibranti e soffocate… l’altra spregiudicata, di un’intelligenza viva, buffa, ironica.
Forse Midori e Naoko insieme creerebbero l’immagine e l’ideale di donna perfetta per molti uomini, per Toru sicuramente... indeciso fino alla fine, poiché entrambe racchiudono tutto.
Murakami fa vivere questi personaggi, li si sente vicini, si percepiscono le loro ansie, i loro timori, le loro gioie, che vivono in una storia raccontata in un lungo flashback da un narratore trentaquattrenne. Il periodo è quello delle rivolte studentesche in Giappone, che va dalla metà del 1968 all’ottobre del 1970.
C’è chi ha scritto che questo libro è noia pura, che i protagonisti bevono e fanno sesso e fanno sesso e bevono ma non è questo, non è solo questo.
Ci sono libri che restano dentro per sempre, e questo è uno di quelli che rappresenta un pezzetto di me.
Titolo più nome fanno una specie di scioglilingua per chi non lo conosce; un libro invece stupendo per altri, e di certo per me che l'ho letto… anzi, direi divorato, e uno scrittore certamente da leggere e rileggere anche se il romanzo non appartiene al proprio filo narrativo preferito (Murakami stesso lo definisce un romanzo d'amore «molto personale» e lo dedica ai suoi amici «che sono morti e a quelli che restano»), e, come lui stesso ha dichiarato, non appartiene neanche al suo genere… visto che Norwegian Wood resta il suo unico esperimento in tal senso, almeno nelle intenzioni.
Noruwei no mori (Norwegian Wood) è il titolo originale, tratto da una famosissima canzone dei Beatles che porta lo stesso titolo. All’interno ci sono riferimenti ad altre canzoni di quell’epoca dai Beatles appunto, ai Doors, da Bill Evans a Miles Davis.
La prima edizione risale ormai al 1987, successivamente pubblicato in Italia nel 1993 da Feltrinelli con il titolo di Tokyo Blues e nel 2006 da Einaudi con una nuova edizione e il ritorno al titolo originale.
Tōru Watanabe, Naoko, Kizuki, Midori Kobayashi, Momoko Kobayashi, Reiko Ishida, Nagasawa, Hatsumi, “Sturmtruppen" sono tutti i personaggi del libro.
Midori e Naoko i due personaggi femminili che meritano una stelletta in più sicuramente.
L’una l’opposta dell’altra, una sfuggente, bella, raffinata, chiusa nel suo silenzio ricco di sensazioni vibranti e soffocate… l’altra spregiudicata, di un’intelligenza viva, buffa, ironica.
Forse Midori e Naoko insieme creerebbero l’immagine e l’ideale di donna perfetta per molti uomini, per Toru sicuramente... indeciso fino alla fine, poiché entrambe racchiudono tutto.
Murakami fa vivere questi personaggi, li si sente vicini, si percepiscono le loro ansie, i loro timori, le loro gioie, che vivono in una storia raccontata in un lungo flashback da un narratore trentaquattrenne. Il periodo è quello delle rivolte studentesche in Giappone, che va dalla metà del 1968 all’ottobre del 1970.
C’è chi ha scritto che questo libro è noia pura, che i protagonisti bevono e fanno sesso e fanno sesso e bevono ma non è questo, non è solo questo.
A me la sua lettura per i giorni seguenti ha lasciato dentro un vuoto assurdo, che non credo di riuscire neanche a spiegare.
Al suo interno, e quindi in un unico libro, ho trovato quello che volevo:
amore, un amore totalizzante anche se appena accennato… fatto addirittura di ripicche, di risate, un amore quasi infantile ma proprio in questo vi ho letto la sincerità dell’autore nel descriverlo in quel modo, non cercando l’idillio.
E poi ha parlato di vita e di morte.
E parlando di morte l’ha fatto considerandola non in antitesi alla vita, ma al suo interno.
Ha parlato di persone che scompaiono e che smettono per scelta o per solitudine di vivere.
È un libro che anche dal ripiano della libreria riesce a trasmettere qualcosa: in un ricordo, in una scena che ritorna in mente, in uno dei personaggi... e chi ha intenzione di leggerlo non prosegua qui nella lettura del passo più bello, poesia pura:
Aprii il coperchio del barattolo e lasciai uscire la lucciola, posandola sull'orlo del serbatoio che era alto due, tre centimetri. La lucciola non sembrava rendersi bene conto della nuova situazione. Vacillando fece un giro attorno a un bullone e posò le zampette su una crosta di vernice. Provò a fare qualche passo a destra, ma quando si rese conto che la strada lì era sbarrata, ritornò a sinistra. Poi, impiegando un po' di tempo, riuscì ad arrampicarsi fino alla testa del bullone, dove si fermò. Quindi restò lì ferma come se fosse morta.
Io, appoggiato alla ringhiera, guardavo la lucciola. Tutti e due restammo a lungo così, perfettamente immobili. L'unica cosa che si muoveva attorno a noi era il vento. Nell'oscurità si sentiva il fruscio delle fitte foglie del keyaky.
Continuai ad aspettare a lungo.
Fu solo dopo molto tempo che la lucciola si sollevò in volo. Come se si fosse risvegliata all'improvviso, allargò le ali e un attimo dopo aveva già oltrepassato la ringhiera e fluttuava nell'oscurità. Poi, quasi volesse recuperare il tempo perduto, disegnò un rapido arco nell'aria accanto al serbatoio. Restò ferma lì per un pò a guardare la sua scia di luce confondersi col vento, poi finalmente si allontanò in volo, direzione est.
Anche dopo che la lucciola era scomparsa, la sua scia luminosa restò ancora a lungo dentro di me. Nel buio totale dietro i miei occhi chiusi, quella piccola pallida luce continuò a vagare molto a lungo, come uno spirito inquieto.
In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. La mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un pò più avanti delle mie dita.
Io intendo rileggerlo... buona lettura a voi!
Aprii il coperchio del barattolo e lasciai uscire la lucciola, posandola sull'orlo del serbatoio che era alto due, tre centimetri. La lucciola non sembrava rendersi bene conto della nuova situazione. Vacillando fece un giro attorno a un bullone e posò le zampette su una crosta di vernice. Provò a fare qualche passo a destra, ma quando si rese conto che la strada lì era sbarrata, ritornò a sinistra. Poi, impiegando un po' di tempo, riuscì ad arrampicarsi fino alla testa del bullone, dove si fermò. Quindi restò lì ferma come se fosse morta.
Io, appoggiato alla ringhiera, guardavo la lucciola. Tutti e due restammo a lungo così, perfettamente immobili. L'unica cosa che si muoveva attorno a noi era il vento. Nell'oscurità si sentiva il fruscio delle fitte foglie del keyaky.
Continuai ad aspettare a lungo.
Fu solo dopo molto tempo che la lucciola si sollevò in volo. Come se si fosse risvegliata all'improvviso, allargò le ali e un attimo dopo aveva già oltrepassato la ringhiera e fluttuava nell'oscurità. Poi, quasi volesse recuperare il tempo perduto, disegnò un rapido arco nell'aria accanto al serbatoio. Restò ferma lì per un pò a guardare la sua scia di luce confondersi col vento, poi finalmente si allontanò in volo, direzione est.
Anche dopo che la lucciola era scomparsa, la sua scia luminosa restò ancora a lungo dentro di me. Nel buio totale dietro i miei occhi chiusi, quella piccola pallida luce continuò a vagare molto a lungo, come uno spirito inquieto.
In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. La mie dita però non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un pò più avanti delle mie dita.
Io intendo rileggerlo... buona lettura a voi!
domenica 26 aprile 2009
Haiku *Incessante vagare*
Anime perse:
attraverso gli occhi
riconoscersi.
[Non credo di aver ancora scritto sull'Haiku, anche se ne ho già postato uno.
attraverso gli occhi
riconoscersi.
[Non credo di aver ancora scritto sull'Haiku, anche se ne ho già postato uno.
Certamente tutti sanno ormai cos'è: l'Haiku, che deriva dal Tanka (un componimento poetico già del IV secolo di 31 sillabe di 5 versi da 5-7-5-7-7 sillabe), è un breve componimento che ha avuto origine in Giappone nel XVII secolo ed è di certo la forma letteraria giapponese più conosciuta all'estero, è una forma poetica di tre versi (sono stati tolti gli ultimi due al Tanka) complessivamente di 17 sillabe, in versi nell'ordine di 5-7-5 sillabe.
Il suo maggior esponente è stato Matsuo Basho.Ho iniziato a scrivere Haiku in un momento creativo alquanto buio, attratta dall'immediatezza dell'immagine che si vuole rappresentare oppure da quello che si vuole dire in modo conciso, chiaro, diretto ma anche misterioso e solo accennato.
Trovo questa forma poetica molto affascinante proprio per la sua caratteristica di dover cogliere un qualcosa e riuscire a trasmetterlo. In modo sintetico occorre mettere in contatto parole e sensazioni e alla fine racchiudere la vita in sole 17 sillabe.
In passato i contenuti dell'Haiku erano la natura, i sentimenti e le emozioni del poeta nei confronti della natura (infatti è preferibile, per attenersi all'Haiku classico, che ci sia un riferimento alla stagione, il Kigo). Ma oggi si scrivono Haiku il cui contenuto può spaziare ovunque.
Viene definita anche una poesia di concentrazione, in quanto significa cogliere una specie di attimo fuggente.
Per loro natura gli Haiku non hanno mai un titolo, e io questa regola la ignoro sempre!]
domenica 19 aprile 2009
Il quadrato a T e le potenzialità inespresse
Nel libro di astrologia Gli aspetti planetari - dal conflitto alla cooperazione (presente anche nella lista dei libri di recente pubblicata), l'autrice Tracy Marks - utilizzando un brano tratto dal Simposio di Platone - accenna al mito delle due metà narrato da Aristofane per spiegare cos'è, e anche cosa non è, una persona che nel proprio tema natale presenta un quadrato a T.
Aristofane racconta della creazione da parte degli Dèi di un essere perfetto, integro e androgino, un essere talmente pieno di sé e completo in se stesso che, trovatosi senza alcuna motivazione, aveva sfidato l'autorità degli Dèi affinché gli si potessero affidare compiti e caratteristiche umane.
Dopo la sfida lanciata, gli Dèi divisero questo essere in due metà, maschio e femmina, in modo che per ritrovare la completezza ognuna delle due parti fosse di nuovo motivata a ricercare l'altra sua metà.
A parte l'essermi nuovamente pentita di non aver seguito studi umanistici, cosa che mi capita di frequente quando leggo di filosofia, letteratura ecc..., mi è piaciuto molto leggere di questa metafora in abbinamento alla figura astrologica del quadrato a T e al suo significato.
Non tutti i temi natali presentano questa configurazione, ma parecchi sì... pare il 40%, come si legge proprio nel libro citato, e io stessa ne presento uno.
Questa metafora del mito delle due metà serve a spiegare con facilità quel senso d'incompletezza che vive la persona con un quadrato a T, la quale si trova per tutta la vita spinta a cercare il pezzo di sé mancante.
Come si può leggere nel libro di Tracy Marks:
Dopo la sfida lanciata, gli Dèi divisero questo essere in due metà, maschio e femmina, in modo che per ritrovare la completezza ognuna delle due parti fosse di nuovo motivata a ricercare l'altra sua metà.
A parte l'essermi nuovamente pentita di non aver seguito studi umanistici, cosa che mi capita di frequente quando leggo di filosofia, letteratura ecc..., mi è piaciuto molto leggere di questa metafora in abbinamento alla figura astrologica del quadrato a T e al suo significato.
Non tutti i temi natali presentano questa configurazione, ma parecchi sì... pare il 40%, come si legge proprio nel libro citato, e io stessa ne presento uno.
Questa metafora del mito delle due metà serve a spiegare con facilità quel senso d'incompletezza che vive la persona con un quadrato a T, la quale si trova per tutta la vita spinta a cercare il pezzo di sé mancante.
Come si può leggere nel libro di Tracy Marks:
"...
la persona incompleta attira verso di sé e contemporaneamente tenta di creare in se stessa la parte mancante per alleviare quel senso angosciante di vuoto, di sospensione o la sensazione di essere esposta o amputata.
La persona che ha un quadrato a T nel tema può anche sentirsi frammentata, come fatta a pezzi da forze al di fuori del suo controllo, e questa sensazione è provocata da qualche mancanza profondamente radicata nella psiche."
Questo è un libro non solo per chi presenta nel proprio tema questa precisa configurazione, ma anche per chi ha quadrati ed opposizioni (quindi tutti!), perché analizza anche questi aspetti... offrendo un valido approccio di analisi e anche gli strumenti utili al superamento e alla convivenza cosciente e consapevole di queste energie conflittuali e contraddittorie.
Il quadrato a T - che è una delle cinque principali configurazioni che si possono trovare in un tema natale insieme alla grande croce, allo yod, allo stellium e al grande trigono - non indica solo le contraddizioni e i conflitti presenti in una persona, ma anche talenti e potenzialità che, se sviluppati e vissuti consapevolmente, portano alla realizzazione.
Un quadrato a T classico è del tipo raffigurato a inizio post, dove due pianeti sono in opposizione tra loro (aspetto di 180°) e un terzo pianeta si pone in quadratura ad entrambi (aspetto di 90°). Nel quadrato a T raffigurafo, Saturno è il pianeta focale e la sua parte opposta è chiamato spazio vuoto e, per dirla in modo molto semplice, è proprio lì che si trovano le lacune dello sviluppo personale ma anche le qualità e i settori della vita che, se sviluppati, permetteranno l'espressione del pianeta focale in modo equilibrato e produttivo per la persona.
Nella figura quindi ci sono Mercurio e Urano in opposizione tra loro, Saturno pianeta focale del quadrato a T e il segno dell'Aquario - e più precisamente il grado 11 - è lo spazio vuoto che indica, soprattutto se il segno e la casa che lo ospitano sono vuoti, una mancanza o un buco nella personalità.
Il segno dello spazio vuoto indica le qualità che devono essere sviluppate, la casa invece il settore della vita nel quale devono essere espresse.
Utilizzando inoltre anche i gradi sabiani è possibile ottenere un'ulteriore informazione circa queste qualità.
Uno dei modi per utilizzare e interiorizzare nel modo migliore l'energia di un quadrato a T è quello d'imparare a esprimere il pianeta focale in modo costruttivo e in armonia con il segno e la casa dello spazio vuoto, quindi capire per prima cosa come agisce l'opposizione... per poi integrare il tutto con il pianeta focale del quadrato a T.
Per non lasciare di quest'aspetto solo l'idea di configurazione negativa, bisogna anche dire che il quadrato a T pare sia la configurazione più comune nei temi delle persone di successo e in genere indica i loro talenti e quanto hanno raggiunto, intendendo a mio avviso per successo anche il saper vivere in armonia con se stessi, con le proprie contraddizioni e con la vita in generale.
Il quadrato a T - che è una delle cinque principali configurazioni che si possono trovare in un tema natale insieme alla grande croce, allo yod, allo stellium e al grande trigono - non indica solo le contraddizioni e i conflitti presenti in una persona, ma anche talenti e potenzialità che, se sviluppati e vissuti consapevolmente, portano alla realizzazione.
Un quadrato a T classico è del tipo raffigurato a inizio post, dove due pianeti sono in opposizione tra loro (aspetto di 180°) e un terzo pianeta si pone in quadratura ad entrambi (aspetto di 90°). Nel quadrato a T raffigurafo, Saturno è il pianeta focale e la sua parte opposta è chiamato spazio vuoto e, per dirla in modo molto semplice, è proprio lì che si trovano le lacune dello sviluppo personale ma anche le qualità e i settori della vita che, se sviluppati, permetteranno l'espressione del pianeta focale in modo equilibrato e produttivo per la persona.
Nella figura quindi ci sono Mercurio e Urano in opposizione tra loro, Saturno pianeta focale del quadrato a T e il segno dell'Aquario - e più precisamente il grado 11 - è lo spazio vuoto che indica, soprattutto se il segno e la casa che lo ospitano sono vuoti, una mancanza o un buco nella personalità.
Il segno dello spazio vuoto indica le qualità che devono essere sviluppate, la casa invece il settore della vita nel quale devono essere espresse.
Utilizzando inoltre anche i gradi sabiani è possibile ottenere un'ulteriore informazione circa queste qualità.
Uno dei modi per utilizzare e interiorizzare nel modo migliore l'energia di un quadrato a T è quello d'imparare a esprimere il pianeta focale in modo costruttivo e in armonia con il segno e la casa dello spazio vuoto, quindi capire per prima cosa come agisce l'opposizione... per poi integrare il tutto con il pianeta focale del quadrato a T.
Per non lasciare di quest'aspetto solo l'idea di configurazione negativa, bisogna anche dire che il quadrato a T pare sia la configurazione più comune nei temi delle persone di successo e in genere indica i loro talenti e quanto hanno raggiunto, intendendo a mio avviso per successo anche il saper vivere in armonia con se stessi, con le proprie contraddizioni e con la vita in generale.
lunedì 13 aprile 2009
Attimi sospesi...
Tutti i giorni la stessa strada, la via dissestata che ho imparato a riconoscere, di cui ho memorizzato la posizione di ogni buco, di ogni avvallamento.
Oggi mi tocca percorrerne un tratto nel verso contrario: strada chiusa, lavori in corso. Così dice il cartello con il famoso omino curvo, sempre impegnato nella consueta occupazione. Brutta vita la sua!, visto che è già buio.
Devo tornare indietro di un bel pezzo.
Sensazione stranissima muoversi su una strada nel verso contrario rispetto al solito, il solito a cui si è abituati.
Ci si sente persi, mi sento persa… stupidamente persa.
Eppure, oltre una ringhiera e sotto una piccola lanterna, anche stasera, il cucciolo di golden retriever ha il muso appoggiato sul terzo scalino della solita entrata, la coda in continuo ed eccitato movimento e lo sguardo perso in adorazione… per quella ciotola che tarda ad arrivare; ma, a guardarlo da una prospettiva diversa, un po’ al contrario, non mi fa sorridere come sempre.
Anche quel povero gatto, povero non per sua natura… è un bellissimo gatto bianco, di quelli signorili e fieri, però mi sa che fiero lo è un po’ di meno, e povero un po’ di più da quando al suo collo, così… improvvisamente, è apparso un collarino arancio fluorescente, balza troppo all’occhio… e solo quello.
Ad ogni modo, anche lui è sempre nella stessa posizione, in attesa di una ciotola… più piccola.
Difficile vedere tutto questo in auto, in corsa, e con i pensieri a mille?
Vero!
Ma basta un’immagine, qualcosa racchiuso in una scena, anche solo un flash, uno sguardo rubato… e il resto va e prende vita da solo.
Svolto a destra o a sinistra? Possibile avvertire un tale smarrimento? Destra. Ovvio che sia destra… se di solito è sinistra.
Sembra di essere in viaggio, e lo vivo con molta esaltazione… anche se si tratta di un semplice rientro a casa, dopo una giornata di lavoro.
Ma è la prospettiva che cambia, visto che percorro la strada, sì l’ho già detto, al contrario!
Mai vista quella casa. Possibile? Eh sì! Di solito è alle mie spalle. C’è solo una finestra illuminata, al primo piano. È più immediato visualizzare la scena e il contenuto di quella finestra, che descrivere quello che vedo.
Per fermare l’immagine mi basta un secondo, anche meno… un uomo appoggiato a un tavolo, maglione arancione (quest’anno deve andare proprio di moda!, tra “umani”… e “più umani”), mani impegnate in qualche attività… sembra una cucina, sì… starà tagliuzzando qualcosa, e parole che riempiono il contenuto rimanente della stanza.
Alle sue spalle una donna, in piedi… non sembra semplicemente osservare, anzi… non le importa niente della cipolla, sì… potrebbe essere cipolla. Ma anche dalla sua bocca escono parole.
Ha le braccia conserte, e lei ha un maglione blu appena sopra la vita, una striscia scoperta di pelle e poi, sui fianchi, la fine dei jeans, decorata con una cinturina con la chiusura a forma di stella. Sono giovani, la mia età più o meno, sensazione.
Oggi mi tocca percorrerne un tratto nel verso contrario: strada chiusa, lavori in corso. Così dice il cartello con il famoso omino curvo, sempre impegnato nella consueta occupazione. Brutta vita la sua!, visto che è già buio.
Devo tornare indietro di un bel pezzo.
Sensazione stranissima muoversi su una strada nel verso contrario rispetto al solito, il solito a cui si è abituati.
Ci si sente persi, mi sento persa… stupidamente persa.
Eppure, oltre una ringhiera e sotto una piccola lanterna, anche stasera, il cucciolo di golden retriever ha il muso appoggiato sul terzo scalino della solita entrata, la coda in continuo ed eccitato movimento e lo sguardo perso in adorazione… per quella ciotola che tarda ad arrivare; ma, a guardarlo da una prospettiva diversa, un po’ al contrario, non mi fa sorridere come sempre.
Anche quel povero gatto, povero non per sua natura… è un bellissimo gatto bianco, di quelli signorili e fieri, però mi sa che fiero lo è un po’ di meno, e povero un po’ di più da quando al suo collo, così… improvvisamente, è apparso un collarino arancio fluorescente, balza troppo all’occhio… e solo quello.
Ad ogni modo, anche lui è sempre nella stessa posizione, in attesa di una ciotola… più piccola.
Difficile vedere tutto questo in auto, in corsa, e con i pensieri a mille?
Vero!
Ma basta un’immagine, qualcosa racchiuso in una scena, anche solo un flash, uno sguardo rubato… e il resto va e prende vita da solo.
Svolto a destra o a sinistra? Possibile avvertire un tale smarrimento? Destra. Ovvio che sia destra… se di solito è sinistra.
Sembra di essere in viaggio, e lo vivo con molta esaltazione… anche se si tratta di un semplice rientro a casa, dopo una giornata di lavoro.
Ma è la prospettiva che cambia, visto che percorro la strada, sì l’ho già detto, al contrario!
Mai vista quella casa. Possibile? Eh sì! Di solito è alle mie spalle. C’è solo una finestra illuminata, al primo piano. È più immediato visualizzare la scena e il contenuto di quella finestra, che descrivere quello che vedo.
Per fermare l’immagine mi basta un secondo, anche meno… un uomo appoggiato a un tavolo, maglione arancione (quest’anno deve andare proprio di moda!, tra “umani”… e “più umani”), mani impegnate in qualche attività… sembra una cucina, sì… starà tagliuzzando qualcosa, e parole che riempiono il contenuto rimanente della stanza.
Alle sue spalle una donna, in piedi… non sembra semplicemente osservare, anzi… non le importa niente della cipolla, sì… potrebbe essere cipolla. Ma anche dalla sua bocca escono parole.
Ha le braccia conserte, e lei ha un maglione blu appena sopra la vita, una striscia scoperta di pelle e poi, sui fianchi, la fine dei jeans, decorata con una cinturina con la chiusura a forma di stella. Sono giovani, la mia età più o meno, sensazione.
Non so se per il blu, per l’arancione… o per la stella.
Le parole? Qui è più difficile… ma quelle della ragazza escono e affossano quelle di lui.
“Ho bisogno di non aver paura di perderti per riuscire ad amarti, come vorrei.”, qualcosa del genere.
La loro immagine mi accompagna per un altro tratto; subito dopo passo accanto ad altre case, altre finestre, altra luce, altre ombre, figure abbozzate o perfette, immagini… e i miei pensieri si avvicinano, si allontanano e da qualche parte si fermano.
Piume, soffici, impalpabili piume, ecco i miei pensieri… e quelli di tutti. Anche una leggera brezza riesce a spostarli, li porta altrove, li accompagna all’interno di altre scene, famiglie, situazioni.
Schivano parole, ma alla fine su qualcosa si poseranno.
Sono arrivata anch’io a casa, dieci minuti più tardi per colpa di quella deviazione, di quel tratto percorso… sì, sempre al contrario.
Sposto la pianta dal davanzale e guardo fuori; a vedermi dalla strada dev’essere una bella scena… una finestra poco illuminata tra due lampioni, un viso curioso e uno sguardo svuotato dal mondo, e una mano che prima scosta e poi tiene di lato una tendina arruffata.
Non ci avevo mai fatto caso prima, anche la mia finestra si affaccia su una strada trafficata e, appena venti metri a sinistra, c’è pure un semaforo… pensieri facilitati a entrare e trattenersi quanto vogliono, quando c’è la fila per il rosso.
Infatti, due occhi neri si soffermano, capisco che sono neri perché non li vedo… se non quando un luccichio prova a illuminarli, e allora una scintilla ne traccia il percorso,
che arriva a me.
Due occhi scuri che illuminano un viso, possibile anche questo… ma non è per l’immagine che vedono,
ma per quello che pensano.
Difficile indovinare i miei pensieri, o troppo semplice… perché ho solo voglia di una doccia, di acqua simile a queste lacrime, che le aiuti a scivolare via,
velocemente.
E
magari
domani ci sarà un pensiero
simile a quello della ragazza con il maglione blu…
oltre una finestra
tra due lampioni
un viso bagnato e una mano che scosta una tendina arruffata…
domani
forse
due occhi neri lo troveranno
quel pensiero.
Le parole? Qui è più difficile… ma quelle della ragazza escono e affossano quelle di lui.
“Ho bisogno di non aver paura di perderti per riuscire ad amarti, come vorrei.”, qualcosa del genere.
La loro immagine mi accompagna per un altro tratto; subito dopo passo accanto ad altre case, altre finestre, altra luce, altre ombre, figure abbozzate o perfette, immagini… e i miei pensieri si avvicinano, si allontanano e da qualche parte si fermano.
Piume, soffici, impalpabili piume, ecco i miei pensieri… e quelli di tutti. Anche una leggera brezza riesce a spostarli, li porta altrove, li accompagna all’interno di altre scene, famiglie, situazioni.
Schivano parole, ma alla fine su qualcosa si poseranno.
Sono arrivata anch’io a casa, dieci minuti più tardi per colpa di quella deviazione, di quel tratto percorso… sì, sempre al contrario.
Sposto la pianta dal davanzale e guardo fuori; a vedermi dalla strada dev’essere una bella scena… una finestra poco illuminata tra due lampioni, un viso curioso e uno sguardo svuotato dal mondo, e una mano che prima scosta e poi tiene di lato una tendina arruffata.
Non ci avevo mai fatto caso prima, anche la mia finestra si affaccia su una strada trafficata e, appena venti metri a sinistra, c’è pure un semaforo… pensieri facilitati a entrare e trattenersi quanto vogliono, quando c’è la fila per il rosso.
Infatti, due occhi neri si soffermano, capisco che sono neri perché non li vedo… se non quando un luccichio prova a illuminarli, e allora una scintilla ne traccia il percorso,
che arriva a me.
Due occhi scuri che illuminano un viso, possibile anche questo… ma non è per l’immagine che vedono,
ma per quello che pensano.
Difficile indovinare i miei pensieri, o troppo semplice… perché ho solo voglia di una doccia, di acqua simile a queste lacrime, che le aiuti a scivolare via,
velocemente.
E
magari
domani ci sarà un pensiero
simile a quello della ragazza con il maglione blu…
oltre una finestra
tra due lampioni
un viso bagnato e una mano che scosta una tendina arruffata…
domani
forse
due occhi neri lo troveranno
quel pensiero.
mercoledì 8 aprile 2009
Ed è subito sera di Salvatore Quasimodo
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
Ho sempre attribuito a questi versi il significato forte di precarietà, la stessa precarietà, desolazione e solitudine che provo in questi tristi giorni... io certamente meno di tanti altri.
Precarietà della vita, dei legami, dell'esistenza e del nostro stesso essere.
giovedì 2 aprile 2009
Fonti d'ispirazione astrologica (0)
Ho iniziato a segnarne uno per volta... un suggerimento, un consiglio, una recensione letta ed ora eccola qua: la mia lista infinita di libri sull'argomento, che penso non mi basterà certo questa vita per leggerli tutti!
Però credo sia bello e anche utile condividere, perché un libro che magari non riuscirò mai a leggere io... magari lo leggerete voi.
Arroyo Stephen - Relazioni e cicli vitali;
Arroyo Stephen - L'astrologia e i quattro elementi. L'influsso dell'energia cosmica sul significato dei pianeti e dei segni;
Arroyo Stephen - Astrologia, karma, trasformazione. Le dimensioni interiori della carta natale;
Arroyo Stephen - L’interpretazione della carta natale;
Arroyo Stephen, Greene Liz - Astrologia moderna. Nuove intuizioni;
Badiali Emanuela; Chiminazzo Graziella; Garbarino Riccardo - Venere & Marte. L'amore e l'erotismo nell'astrologia moderna;
Barbault André - Giove e Saturno;
Barbault André - Trattato pratico di astrologia;
Barilli Maria Grazia - Le previsioni astrologiche;
Barilli Maria Grazia - L’astrologia della coppia;
Bellosta Ruggero - Guida agli aspetti planetari. Transiti e sintesi interpretativa del tema natale;
Borghini Fabio - Le dodici case evolutive;
Brady Linda - L’Astrologia dell’anima;
Crimaldi Paolo - Iniziazione alla astrologia karmica. Scopri chi sei stato e chi sarai;
Crimaldi Paolo - Chirone. Un viaggio dal passato al futuro;
Crimaldi Paolo - Iniziazione agli amori che cambiano la vita;
Crozier Bernard - Moderno trattato di astrologia: Principi generali - Metodo e dizionario d'interpretazione;
David Ferdinand - Le dodici case astrologiche. Il significato delle case nel tema natale e in relazione al transito dei pianeti lenti;
Discepolo Ciro - Astrologia attiva. Come interagire con il proprio oroscopo, ottimizzare i periodi positivi e limitare gli effetti di quelli negativi;
Dodge Ellin - Numerologia;
Galloni Caterina - Dizionario universale di astrologia;
Giuliana Ghiandelli - L’astrologia karmica;
Gouchon Henri J. - Dizionario di astrologia;
Greene Liz - Astrologia e amore;
Greene Liz - Astrologia e destino;
Greene Liz - L'arte di rubare il fuoco. Urano nell'oroscopo;
Greene Liz - Saturno;
Grenard Christine - Astrologia;
Gribaudo - Manuale pratico di astrologia;
Hadès - Manuale completo di astrologia;
Hand Robert - Astrologia della coppia;
Hand Robert - I transiti;
Klatt Oliver - Piccolo manuale di astrologia;
Koechlin de Bizemot Dorothée - Astrologia karmica. Come utilizzare il tema natale per risalire alle vite passate;
Longchamps Marie-Thérèse de - I nodi lunari e la luna nera. Il loro significato astrologico;
Longchamps Marie-Thérèse de - Le rivoluzioni solari in astrologia;
Marks Tracy - L'arte di interpretare il tema natale;
Marks Tracy - Gli aspetti planetari. Dal conflitto alla cooperazione;
Mirti Grazia - Le lusinghe di Venere;
Moranzoni M. Elena; Setti Anna - La nostra stella. Astrologia arcaica. Per vivere in armonia con se stessi e l'universo;
Morpurgo Lisa - Il convitato di pietra. Trattato di astrologia dialettica;
Morpurgo Lisa - Lezioni di astrologia. Vol. 3: La natura dei segni.
Morpurgo Lisa - Lezioni di astrologia. Vol. 4: La natura dei transiti;
Morpurgo Lisa - Introduzione all’astrologia;
Morpurgo Lisa - La natura dei pianeti – vol. 2;
Morpurgo Lisa - La natura delle case – vol. 1;
Orion Rae - Astrologia per negati;
Pelletier Robert - I pianeti delle case;
Reinhart Melanie - Saturno, Chirone e i centauri;
Riegger Mona - Manuale di astrologia della coppia;
Rudhyar Dane - L'astrologia della personalità. Alla luce della psicologia del profondo e della filosofia olistica;
Rudhyar Dane - Le case astrologiche. Il significato dell'esperienza individuale;
Sasportas Howard - Gli dei del cambiamento;
Sasportas Howard - Le 12 case;
Schulman Martin - Astrologia karmica vol. 1 – vol. 2;
Sicuteri Roberto - Lilith. La luna nera;
Volguine Alexandre - Tecnica delle rivoluzioni solari;
Volguine Alexandre - Diario di un astrologo;
Wolf Linda - Astrologia. Come costruire e interpretare l'oroscopo;
Arroyo Stephen - L'astrologia e i quattro elementi. L'influsso dell'energia cosmica sul significato dei pianeti e dei segni;
Arroyo Stephen - Astrologia, karma, trasformazione. Le dimensioni interiori della carta natale;
Arroyo Stephen - L’interpretazione della carta natale;
Arroyo Stephen, Greene Liz - Astrologia moderna. Nuove intuizioni;
Badiali Emanuela; Chiminazzo Graziella; Garbarino Riccardo - Venere & Marte. L'amore e l'erotismo nell'astrologia moderna;
Barbault André - Giove e Saturno;
Barbault André - Trattato pratico di astrologia;
Barilli Maria Grazia - Le previsioni astrologiche;
Barilli Maria Grazia - L’astrologia della coppia;
Bellosta Ruggero - Guida agli aspetti planetari. Transiti e sintesi interpretativa del tema natale;
Borghini Fabio - Le dodici case evolutive;
Brady Linda - L’Astrologia dell’anima;
Crimaldi Paolo - Iniziazione alla astrologia karmica. Scopri chi sei stato e chi sarai;
Crimaldi Paolo - Chirone. Un viaggio dal passato al futuro;
Crimaldi Paolo - Iniziazione agli amori che cambiano la vita;
Crozier Bernard - Moderno trattato di astrologia: Principi generali - Metodo e dizionario d'interpretazione;
David Ferdinand - Le dodici case astrologiche. Il significato delle case nel tema natale e in relazione al transito dei pianeti lenti;
Discepolo Ciro - Astrologia attiva. Come interagire con il proprio oroscopo, ottimizzare i periodi positivi e limitare gli effetti di quelli negativi;
Dodge Ellin - Numerologia;
Galloni Caterina - Dizionario universale di astrologia;
Giuliana Ghiandelli - L’astrologia karmica;
Gouchon Henri J. - Dizionario di astrologia;
Greene Liz - Astrologia e amore;
Greene Liz - Astrologia e destino;
Greene Liz - L'arte di rubare il fuoco. Urano nell'oroscopo;
Greene Liz - Saturno;
Grenard Christine - Astrologia;
Gribaudo - Manuale pratico di astrologia;
Hadès - Manuale completo di astrologia;
Hand Robert - Astrologia della coppia;
Hand Robert - I transiti;
Klatt Oliver - Piccolo manuale di astrologia;
Koechlin de Bizemot Dorothée - Astrologia karmica. Come utilizzare il tema natale per risalire alle vite passate;
Longchamps Marie-Thérèse de - I nodi lunari e la luna nera. Il loro significato astrologico;
Longchamps Marie-Thérèse de - Le rivoluzioni solari in astrologia;
Marks Tracy - L'arte di interpretare il tema natale;
Marks Tracy - Gli aspetti planetari. Dal conflitto alla cooperazione;
Mirti Grazia - Le lusinghe di Venere;
Moranzoni M. Elena; Setti Anna - La nostra stella. Astrologia arcaica. Per vivere in armonia con se stessi e l'universo;
Morpurgo Lisa - Il convitato di pietra. Trattato di astrologia dialettica;
Morpurgo Lisa - Lezioni di astrologia. Vol. 3: La natura dei segni.
Morpurgo Lisa - Lezioni di astrologia. Vol. 4: La natura dei transiti;
Morpurgo Lisa - Introduzione all’astrologia;
Morpurgo Lisa - La natura dei pianeti – vol. 2;
Morpurgo Lisa - La natura delle case – vol. 1;
Orion Rae - Astrologia per negati;
Pelletier Robert - I pianeti delle case;
Reinhart Melanie - Saturno, Chirone e i centauri;
Riegger Mona - Manuale di astrologia della coppia;
Rudhyar Dane - L'astrologia della personalità. Alla luce della psicologia del profondo e della filosofia olistica;
Rudhyar Dane - Le case astrologiche. Il significato dell'esperienza individuale;
Sasportas Howard - Gli dei del cambiamento;
Sasportas Howard - Le 12 case;
Schulman Martin - Astrologia karmica vol. 1 – vol. 2;
Sicuteri Roberto - Lilith. La luna nera;
Volguine Alexandre - Tecnica delle rivoluzioni solari;
Volguine Alexandre - Diario di un astrologo;
Wolf Linda - Astrologia. Come costruire e interpretare l'oroscopo;
p.s. quelli evidenziati sono tra le mie mani, alcuni però ancora in corso di lettura...
domenica 29 marzo 2009
La farfalla e il salice piangente
Scappa.
Corri.
Corri!
Non voltarti indietro.
Maiii!
Non farlo, non ancora.
Corri nel buio.
È buio fuori.
Lo è di più dentro.
Non è giusto così.
Non dev’essere così.
Da cosa scappi?
Solo ed esclusivamente da te stesso, da quel te stesso di qualche tempo fa, ed è giusto?
Pensaci un attimo.
Fermati, e pensaci un attimo.
Ora voltati.
Lentamente, molto lentamente perché potresti spaventarti.
Sì, questo lo so!
È sempre buio, guarda.
Guardalo con il cuore sorridente e non ti farà più del male.
L’hai creato tu, oppure ti è stato disegnato addosso?
Ormai non importa molto sai?, ti sta sempre dietro.
Non lo riconosci?
Scappa.
Corri.
Corri!
Non voltarti indietro.
I tuoi passi scricchiolano, affondano pesanti nel terreno.
Attento!
Sta per raggiungerti, svelto!
Corri di più, più forte.
Annaspi, cadi e ti rialzi e lui è sempre lì.
Non lo vedi che è sempre lì?
Fruscii tra i sentieri della mente e del cuore, fruscii tra i sentimenti calpestati, tra i mille amori rubati, tra i volti a forza dimenticati… ma non strappati.
Cammina lentamente, non voltarti ancora.
Procedi senza rivolgerti indietro, guarda quella farfalla!
Mentre correvi spaventato l’hai quasi schiacciata, con il peso del tuo respiro e dei tuoi pensieri.
Eppure ha i colori che piacciono a te… il giallo e il blu, mischiati sapientemente.
Ora girati piano.
Appoggiati a quel fusto, fatti circondare dalla chioma di quel salice piangente.
Ti ricade addosso ma non ti farà male, lui no.
Fidati!
Prima non ti sei neanche accorto di averlo pericolosamente sfiorato.
Guardalo, non distogliere lo sguardo.
È il tuo passato… ti insegue disperato, perché lo sfuggi?
Vuole far parte di te, fa già parte di te.
È inutile farlo soffrire inutilmente.
Fagli spazio, fallo appoggiare all’albero sofferente.
Non vuole altro.
Il suo respiro si placa, ti ha raggiunto, ti fa così male averlo accanto?
Perché non riesci a guardarlo?
Tendigli allora la tua mano, non la rifiuterà.
È quello che ha da sempre sognato… perché non ce la fai?
Che colpa ne ha lui?
È quello che hai creato oppure che il mondo intorno a te ha creato, ma che colpa ne ha lui?
Guarda.
Si è calmato.
Non ce la fai ancora a perderti nei suoi occhi?
Ti capisco, sai?
Tienigli solo la mano.
Va bene, come vuoi!
Lascialo pure dietro di te.
Guarda avanti, va bene.
Così va bene.
Se non vuoi, non guardarlo… ma non lasciargli la mano.
Continuando solo a correre ti saresti perso la farfalla con i colori che più ti piacciono ed anche il salice piangente.
Te lo ricordi o no che è il tuo albero preferito?
Lascialo indietro, va bene.
Non si offende di certo!
Lui ti capisce, ma non lasciargli la mano.
Se sei riuscito a vedere la farfalla con i colori che più ti piacciono ed anche il salice piangente, è anche grazie a lui sai?
Non lasciargli la mano e, quando ci riuscirai, fai combaciare la sua figura alla tua anima… lo farai felice.
Non lasciargli la mano.
(e direi che possiamo ascoltarci anche questa canzone di Marco Conidi, un cantautore romano secondo me sottovalutato... questa canzone in particolare l'ascoltavo e riascoltavo da ragazzina!)
Corri.
Corri!
Non voltarti indietro.
Maiii!
Non farlo, non ancora.
Corri nel buio.
È buio fuori.
Lo è di più dentro.
Non è giusto così.
Non dev’essere così.
Da cosa scappi?
Solo ed esclusivamente da te stesso, da quel te stesso di qualche tempo fa, ed è giusto?
Pensaci un attimo.
Fermati, e pensaci un attimo.
Ora voltati.
Lentamente, molto lentamente perché potresti spaventarti.
Sì, questo lo so!
È sempre buio, guarda.
Guardalo con il cuore sorridente e non ti farà più del male.
L’hai creato tu, oppure ti è stato disegnato addosso?
Ormai non importa molto sai?, ti sta sempre dietro.
Non lo riconosci?
Scappa.
Corri.
Corri!
Non voltarti indietro.
I tuoi passi scricchiolano, affondano pesanti nel terreno.
Attento!
Sta per raggiungerti, svelto!
Corri di più, più forte.
Annaspi, cadi e ti rialzi e lui è sempre lì.
Non lo vedi che è sempre lì?
Fruscii tra i sentieri della mente e del cuore, fruscii tra i sentimenti calpestati, tra i mille amori rubati, tra i volti a forza dimenticati… ma non strappati.
Cammina lentamente, non voltarti ancora.
Procedi senza rivolgerti indietro, guarda quella farfalla!
Mentre correvi spaventato l’hai quasi schiacciata, con il peso del tuo respiro e dei tuoi pensieri.
Eppure ha i colori che piacciono a te… il giallo e il blu, mischiati sapientemente.
Ora girati piano.
Appoggiati a quel fusto, fatti circondare dalla chioma di quel salice piangente.
Ti ricade addosso ma non ti farà male, lui no.
Fidati!
Prima non ti sei neanche accorto di averlo pericolosamente sfiorato.
Guardalo, non distogliere lo sguardo.
È il tuo passato… ti insegue disperato, perché lo sfuggi?
Vuole far parte di te, fa già parte di te.
È inutile farlo soffrire inutilmente.
Fagli spazio, fallo appoggiare all’albero sofferente.
Non vuole altro.
Il suo respiro si placa, ti ha raggiunto, ti fa così male averlo accanto?
Perché non riesci a guardarlo?
Tendigli allora la tua mano, non la rifiuterà.
È quello che ha da sempre sognato… perché non ce la fai?
Che colpa ne ha lui?
È quello che hai creato oppure che il mondo intorno a te ha creato, ma che colpa ne ha lui?
Guarda.
Si è calmato.
Non ce la fai ancora a perderti nei suoi occhi?
Ti capisco, sai?
Tienigli solo la mano.
Va bene, come vuoi!
Lascialo pure dietro di te.
Guarda avanti, va bene.
Così va bene.
Se non vuoi, non guardarlo… ma non lasciargli la mano.
Continuando solo a correre ti saresti perso la farfalla con i colori che più ti piacciono ed anche il salice piangente.
Te lo ricordi o no che è il tuo albero preferito?
Lascialo indietro, va bene.
Non si offende di certo!
Lui ti capisce, ma non lasciargli la mano.
Se sei riuscito a vedere la farfalla con i colori che più ti piacciono ed anche il salice piangente, è anche grazie a lui sai?
Non lasciargli la mano e, quando ci riuscirai, fai combaciare la sua figura alla tua anima… lo farai felice.
Non lasciargli la mano.
(e direi che possiamo ascoltarci anche questa canzone di Marco Conidi, un cantautore romano secondo me sottovalutato... questa canzone in particolare l'ascoltavo e riascoltavo da ragazzina!)
giovedì 26 marzo 2009
Silenzio blu
Immaginando gl’infiniti sentieri
di un’anima sgualcita,
smarrita tremo
in quell’angolino
blu
quasi trasparente
di un tormento.
In silenzio.
di un’anima sgualcita,
smarrita tremo
in quell’angolino
blu
quasi trasparente
di un tormento.
In silenzio.
domenica 22 marzo 2009
La sinastria perfetta... che non esiste!
"... dove l'amore è grande, i minimi sospetti sono paura, dove le piccole paure si fan grandi, quivi un grande amore cresce."~ da Amleto di William Shakespeare ~
Ci sono amori e amori, così come ci sono ovviamente un’infinità di combinazioni e di sinastrie possibili.
Ce ne sono di disastrose, che appartengono a coppie datate, di quelle insieme da una vita e lui solo con lei e lei solo con lui nonostante un’infelicità e insoddisfazione di fondo, dove secondo me gioca un ruolo dominante Plutone con le sue tematiche legate al potere, alla dipendenza, alla superiorità inconscia dell’uno rispetto all’altro ecc…
Coppie datate e tali da una vita però non significa appunto sempre amore, complicità, affetto, magari ancora passione e soprattutto rispetto… perché tante volte una relazione viene portata avanti più per dovere e per obblighi che per piacere e per sentimento, molto spesso uno dei due partner si è abituato a subire e, insomma, sono sotto gli occhi più o meno di tutti storie di questo tipo.
Io voglio invece provare ad immaginarmi la sinastria perfetta (pur sapendo che non esiste!), quindi dal punto di vista astrologico quale potrebbe essere un buon mix di elementi, tenuto sempre conto però che anche una sinastria perfetta non sempre corrisponde a una storia uguale e, addirittura, non sempre il rapporto inizia perché altri elementi personali ne sono magari di ostacolo.
Jung poi diceva che in fondo noi non facciamo altro che innamorarci sempre di noi stessi, io non lo so se è così però ricordo un discorso interessante sul cercare negli altri soprattutto quello che non riusciamo a trovare o, meglio, a vedere in noi stessi… finendo sempre per proiettare queste mancanze interne sugli altri.
Io però una sinastria, per quanto l’esperimento sia stupidotto, me la voglio immaginare e costruire lo stesso ad hoc, aiutandomi con l’utilissimo libro di Maria Grazia Barilli L’Astrologia della coppia - edizioni Xenia tascabili.
Per intanto il Sole di uno nella prima casa dell’altro mi piace, individua in genere una relazione importante per la vita di entrambi, per la serie: se una cosa la si deve fare, durata o non durata, facciamola comunque bene e che abbia un senso e un significato profondo anche nel tempo a venire!
Per la Luna mi piace posizionarla nella casa quarta di uno dei due, per il grado d’intimità che caratterizza la relazione, per la sensazione di un legame profondo e senso di compartecipazione.
Per la Venere ero indecisa se posizionarla, anche se in modo troppo scontato!, nella casa quinta o settima, ho scelto alla fine la settima per un discorso di affetto, stima reciproca e ancora una volta condivisione.
Passando agli aspetti più positivi mi piacerebbe un contatto armonico tra il Sole di lui e la Luna di lei, la congiunzione nel caso specifico non è niente male.
Come non prendere poi in considerazione un aspetto armonico tra Sole e Venere? Indice di profonda intesa fisica, ma anche distesa, piacevole e serena sul piano affettivo. Pare sia un aspetto stile per tutta la vita.
E, come prima, visto che si sta sperimentando perché non farlo in grande?
Un Giove armonico al Sole o alla Luna neanche li scarterei, anzi. Ma Giove nel suo dilatare alla fine è anche un po’ ambiguo.
Un aspetto armonico Luna Venere e Luna Mercurio l’inserirei volentieri… sempre per un discorso d’intimità, di confidenza, di facilità di dialogo sia sul piano intellettuale che su quello emotivo.
È vero… alla fine ho scelto aspetti estremamente positivi, almeno sulla carta, e solo con questi la relazione comunque non sarebbe garanzia di buona riuscita; se dovessi quindi scegliere un elemento disturbatore infilerei in quest’idillio un aspetto di Saturno, non troppo teso però, anche perché non saprei bene su quale pianeta piazzarlo.
Urano a mio avviso destabilizza troppo, Nettuno spesse volte illude, idealizza e dissolve ma stende anche un velo d’intenso romanticismo, Plutone è intenso, forte, insabbiante per certi versi e Marte sfocia spesso in dinamiche aggressive e troppo impetuose anche se in contatto con Venere carica la relazione in modo positivo sul piano sessuale.
Ecco, come sono stata decisa e rapida nella scelta degli aspetti positivi, non riesco invece ad inserire quelli negativi, perché li vorrei ugualmente... per un discorso di equilibrio, di crescita comune e personale, di relazione in movimento e non statica e adagiata… perché alla fine anche quello che non viene alimentato, disturbato, scosso e nuovamente riassestato, finisce spesso per morire. Diciamo che nella sinastria vorrei sì questi elementi disturbatori ma allo stesso tempo, sempre al suo interno, anche le soluzioni adatte ed altri fattori in grado di risolvere eventuali aspetti tesi.
Poi si sa, di fronte alle scelte personali e individuali molto spesso non c’è sinastria che tiene e che regge agli impatti destabilizzanti della realtà quotidiana e delle singole personalità entrate in relazione.
Ce ne sono di disastrose, che appartengono a coppie datate, di quelle insieme da una vita e lui solo con lei e lei solo con lui nonostante un’infelicità e insoddisfazione di fondo, dove secondo me gioca un ruolo dominante Plutone con le sue tematiche legate al potere, alla dipendenza, alla superiorità inconscia dell’uno rispetto all’altro ecc…
Coppie datate e tali da una vita però non significa appunto sempre amore, complicità, affetto, magari ancora passione e soprattutto rispetto… perché tante volte una relazione viene portata avanti più per dovere e per obblighi che per piacere e per sentimento, molto spesso uno dei due partner si è abituato a subire e, insomma, sono sotto gli occhi più o meno di tutti storie di questo tipo.
Io voglio invece provare ad immaginarmi la sinastria perfetta (pur sapendo che non esiste!), quindi dal punto di vista astrologico quale potrebbe essere un buon mix di elementi, tenuto sempre conto però che anche una sinastria perfetta non sempre corrisponde a una storia uguale e, addirittura, non sempre il rapporto inizia perché altri elementi personali ne sono magari di ostacolo.
Jung poi diceva che in fondo noi non facciamo altro che innamorarci sempre di noi stessi, io non lo so se è così però ricordo un discorso interessante sul cercare negli altri soprattutto quello che non riusciamo a trovare o, meglio, a vedere in noi stessi… finendo sempre per proiettare queste mancanze interne sugli altri.
Io però una sinastria, per quanto l’esperimento sia stupidotto, me la voglio immaginare e costruire lo stesso ad hoc, aiutandomi con l’utilissimo libro di Maria Grazia Barilli L’Astrologia della coppia - edizioni Xenia tascabili.
Per intanto il Sole di uno nella prima casa dell’altro mi piace, individua in genere una relazione importante per la vita di entrambi, per la serie: se una cosa la si deve fare, durata o non durata, facciamola comunque bene e che abbia un senso e un significato profondo anche nel tempo a venire!
Per la Luna mi piace posizionarla nella casa quarta di uno dei due, per il grado d’intimità che caratterizza la relazione, per la sensazione di un legame profondo e senso di compartecipazione.
Per la Venere ero indecisa se posizionarla, anche se in modo troppo scontato!, nella casa quinta o settima, ho scelto alla fine la settima per un discorso di affetto, stima reciproca e ancora una volta condivisione.
Passando agli aspetti più positivi mi piacerebbe un contatto armonico tra il Sole di lui e la Luna di lei, la congiunzione nel caso specifico non è niente male.
Come non prendere poi in considerazione un aspetto armonico tra Sole e Venere? Indice di profonda intesa fisica, ma anche distesa, piacevole e serena sul piano affettivo. Pare sia un aspetto stile per tutta la vita.
E, come prima, visto che si sta sperimentando perché non farlo in grande?
Un Giove armonico al Sole o alla Luna neanche li scarterei, anzi. Ma Giove nel suo dilatare alla fine è anche un po’ ambiguo.
Un aspetto armonico Luna Venere e Luna Mercurio l’inserirei volentieri… sempre per un discorso d’intimità, di confidenza, di facilità di dialogo sia sul piano intellettuale che su quello emotivo.
È vero… alla fine ho scelto aspetti estremamente positivi, almeno sulla carta, e solo con questi la relazione comunque non sarebbe garanzia di buona riuscita; se dovessi quindi scegliere un elemento disturbatore infilerei in quest’idillio un aspetto di Saturno, non troppo teso però, anche perché non saprei bene su quale pianeta piazzarlo.
Urano a mio avviso destabilizza troppo, Nettuno spesse volte illude, idealizza e dissolve ma stende anche un velo d’intenso romanticismo, Plutone è intenso, forte, insabbiante per certi versi e Marte sfocia spesso in dinamiche aggressive e troppo impetuose anche se in contatto con Venere carica la relazione in modo positivo sul piano sessuale.
Ecco, come sono stata decisa e rapida nella scelta degli aspetti positivi, non riesco invece ad inserire quelli negativi, perché li vorrei ugualmente... per un discorso di equilibrio, di crescita comune e personale, di relazione in movimento e non statica e adagiata… perché alla fine anche quello che non viene alimentato, disturbato, scosso e nuovamente riassestato, finisce spesso per morire. Diciamo che nella sinastria vorrei sì questi elementi disturbatori ma allo stesso tempo, sempre al suo interno, anche le soluzioni adatte ed altri fattori in grado di risolvere eventuali aspetti tesi.
Poi si sa, di fronte alle scelte personali e individuali molto spesso non c’è sinastria che tiene e che regge agli impatti destabilizzanti della realtà quotidiana e delle singole personalità entrate in relazione.
giovedì 19 marzo 2009
Il pittore
Da grande vorrei dipingere.
Vorrei diventare un pittore, ma di quelli veri eh!
Come?
Chi è un pittore vero?
Beh… chi riesce a portare il cielo quando è rosa, azzurro e grigio allo stesso tempo, su una tela… e chi lo guarda si aspetta che da un momento all’altro ne venga fuori un bell’arcobaleno.
Beh… chi riesce a portare il cielo quando è rosa, azzurro e grigio allo stesso tempo, su una tela… e chi lo guarda si aspetta che da un momento all’altro ne venga fuori un bell’arcobaleno.
Ma sempre lì.
Sulla tela.
No, guarda che non è semplice, scherzi?
No, guarda che non è semplice, scherzi?
Se piove sempre, se il cielo è tutti i giorni scuro, se vedi tutte quelle goccioline d’acqua che fanno a gara scivolando sui vetri e poi io, invece, ti faccio vedere anche solo un raggio di sole, mica è facile!
Perché proprio il pittore?
Perché proprio il pittore?
Ma come mamma!
Te l’ho appena detto.
Potrei mettere il sole dove voglio, sempre… capisci?
Tu non piangeresti più.
Da grande volevo dipingere.
Volevo diventare un pittore, ma di quelli veri eh!
Come?
Chi è un pittore vero?
Io.
Io.
Sono riuscito a far spuntare un flebile bagliore nelle tenebre, sono riuscito ad asciugare quelle odiose gocce d’acqua che correvano sempre sui vetri.
Che tanto non avrebbero mai avuto un vincitore.
Qui, seduto in questa piazza, vedo passare il mondo. Tutti i giorni.
Qui, seduto in questa piazza, vedo passare il mondo. Tutti i giorni.
Senza aver bisogno di viaggiare.
Mi passa il mondo accanto e si porta via un pezzetto di me, viaggio senza averne la possibilità.
Se sono un pittore?
Certo che sì!
Dipingo sempre, giorno e notte… molte volte senza tela e senza pennelli, cambio semplicemente i colori alla mia vita, quando posso.
Sfortuna?
Ma che sfortuna e sfortuna!
Un cielo così neanche i pittori veri riuscirebbero a dipingerlo mai.
Perché?
Eh… ma si è visto mai un pittore, sdraiato in terra, di notte, freddo o caldo non ha importanza, intento a dipingere un cielo stellato?
Esattamente come questo, sì.
Se fa freddo?
Beh sì, ma è un attimo far spuntare il sole.
E poi domani riprende il viaggio, seduto in quella piazza.
E poi domani riprende il viaggio, seduto in quella piazza.
Domani.
Non so.
Forse.
Sì, io dipingo.
Sì, io dipingo.
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